A cosa serve la laurea in arti e scienze dello spettacolo?

Boh, me lo chiedo anche io. Però dopo che sono riuscita a laurearmi alla Sapienza, qualcosina credo di averla capita.

In molti, dopo aver letto i miei articoli sui primi periodi all’università e sui consigli alle matricole – in cui vi davo un’infarinatura sul corso di laurea -, mi hanno chiesto “si ma dopo?”. Dopo bisogna rimboccarsi le maniche. Come sempre. In questo articolo non vi darò nessuna ricetta segreta – sebbene possa ritenermi soddisfatta dei miei discreti risultati – ma comunque il discorso su cui ho ragionato, vale la pena di essere letto.

Arti e Scienze dello spettacolo, che ti incentri più sul cinema, sul teatro o sulla musica, è un corso di laurea come tanti. Non vale ne di più e ne di meno. Certo, a volte l’impegno e i requisiti richiesti per passare un esame fanno ridere, ma alla fine dei giochi questo percorso ci “””””preparerà”””””” al mondo del lavoro nel settore che ci interessa.

Quindi, come in ogni corso di laurea, bisogna sapersi muovere e strutturare un piano formativo efficace. Non possiamo aspettarci che tutto piova dal cielo e che basti solo studiare. Serve anche rimboccarsi le maniche e fare esperienza. Come? Per prima cosa laboratori! Cercate di stare sempre sul pezzo e di non lasciarvi scappare l’occasione di fare laboratori, workshop e tirocini. Potete iscrivervi ai gruppi e pagine facebook del corso di laurea oppure attivare le notifiche della mail istituzionale, entrare nei gruppi telegram e whatsapp o ancora controllare le bacheche alla vecchia maniera. Inoltre potete informarvi tramite ex studenti o laureandi su ciò che fanno o che faranno, per prendere ispirazione per possibili idee sul proseguimento degli studi.

In questo modo potreste riuscire ad avere un quadro più chiaro di quello che potrete fare, delle vostre inclinazioni e soprattutto quali occasioni potete cogliere.
Nella vita potete diventare tutto quello che volete. Se nello specifico studiate arti e scienze dello spettacolo, con le conoscenze teoriche potrete fare sicuramente i critici, i giornalisti o gli sceneggiatori. Ovviamente non è un piano abbastanza solido, ma se ci aggiungete anche competenze pratiche e tecniche, che potete tranquillamente acquisire durante il vostro percorso universitario, potrete fare i tecnici, gli operatori, i direttori di produzione, direttori artistici, i registi, montatori, i produttori e infinite figure professionali che proprio studiando imparerete a conoscere. Con un corso di recitazione e dizione potrete diventare doppiatori o attori. Organizzare eventi culturali e lavorare nel settore dell’editoria non sono neanche lavori da poco! Anche fare l’insegnante o il ricercatore è interessante.

Poi per essere assunti effettivamente bisogna mandare il curriculum in giro, aspettare che facciano concorsi, conoscere persone, farsi vedere agli eventi. Bisogna rendersi reperibili per qualsiasi tipo di opportunità. Rimanere a casa a studiare e mandare dal proprio bunker il curriculum personale non è una tattica efficace. Ad esempio, ricordo che alla festa del cinema di Roma, un’addetta al servizio stampa mi diede il suo biglietto da visita per fare la stagista nella una casa di produzione per cui lavorava. Alla fine ho finito per passare il concorso e diventare una dipendente RAI, ma il futuro ci riserva sempre tante sorprese.

Quindi per favore, non rinunciate mai ai vostri sogni. Un modo per lavorare nel settore dello spettacolo si trova. Dovete solo darvi da fare e mai smettere di crederci. Ad esempio, ora come ora, lavoro per la televisione e allo stesso tempo ho l’occasione – anche tramite il blog – di continuare a scrivere e parlare di cinema. In futuro forse creare una mia sceneggiatura o pubblicare un libro. Due piccioni con una fava.

Mi raccomando. Credete in voi stessi e buona fortuna, che quella non guasta mai.

Qui Sara Scrive, passo e chiudo!

Ps. Se volete contattarmi perchè avete delle domande scrivetemi pure sui social o sulla mail.

 

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About Sara 390 Articles
Sara. Roma. 7 sorelle. Fangirl a tempo pieno. La leggenda narra che io sappia disegnare oltre che essere pazza per i Jonas Brothers.

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