L’ultima notte della nostra vita | Recensione

Titolo: L’ultima notte della nostra vita (They both die at the end)
Anno
: 2019
Casa editrice
: il castoro
Genere
: Young adult
Traduttore
: Chiara Reali
Lunghezza
: 354 pagine
Punto di vista
: interno
Valutazione
: ★★★★★

 

[…] >>Hai ragione. Hai proprio ragione. Stanno sparendo un sacco di cose, tutto, tutti stanno morendo. Gli esseri umani fanno proprio schifo. Pensiamo di essere indistruttibili e immortali perché siamo in grado di pensare e di prenderci cura di noi stessi, a differenza delle cabine telefoniche o dei libri, ma scommetto che pure i dinosauri pensavano che avrebbero dominato la terra per sempre>>

<<Non agiamo mai>>, afferma Mateo, <<reagiamo soltanto quando ci rendiamo conto che il tempo sta per scadere.>>

 

 Adam Silvera

Adam Silvera (7 giugno 1990) è un autore americano di romanzi young adult. Silvera è conosciuto principalmente per il suo libro L’ultima notte della nostra vita, di cui la HBO ha acquistato i diritti per produrre una serie tv. Oltre a questo ha scritto a quattro mani Può succedere anche a noi? Insieme a Becky Albertalli (autrice di Tuo, Simon). L’autore ha inoltre pubblicato More happy than not e History is all you left me. Nel 2020 è uscito Infinity Son, primo libro dell’Infinity Cicle, che nel 2021 dovrebbe essere seguito da Infinity Reaper.

 

Trama

Il 5 settembre, poco dopo mezzanotte, il servizio Death-Cast contatta Mateo Torrez e Rufus Emeterio per dargli una cattiva notizia: moriranno nel corso della giornata. Mateo e Rufus non si conoscono ma, per diverse ragioni, entrambi cercano un amico per passare l’ultimo giorno della loro vita. Esiste un’app per questo: si chiama Last Friend ed è così che Rufus e Mateo si incontrano.

Entrambi sanno che il tempo a loro disposizione è già segnato. Ma non hanno nulla da perdere e resta solo da vivere tutta una vita in un giorno.

Commento

Avevo conosciuto questo libro per caso qualche anno fa, ma, esaurita la curiosità nei confronti del titolo del libro, si era esaurito rapidamente anche il mio interesse. L’ho messo nel carrello Amazon senza nemmeno leggere bene la trama dopo averne sentito parlare su Twitter da una mia mutual. Nonostante ciò, l’ho tenuto sul comodino per un mese, in attesa di trovare il coraggio di leggerlo.

Quando finalmente sono riuscita cominciarlo, non sono fisicamente stata in grado di posarlo. L’ultima notte della nostra vita è scritto e raccontato talmente bene che, nonostante ogni capitolo abbai come titolo il nome di chi sta raccontando e l’orario in cui si svolge, ho avuto l’impressione che la storia durasse giorni. E proprio per questo motivo la storia tra Mateo e Rufus è rimasta coerente per tutta la storia, mai troppo veloce o affrettata.

Mi sono rivista in Mateo, nel suo restare fisicamente chiuso dentro la sua stanza; ma anche in Rufus, nella sua rabbia verso se stesso e nei sensi di colpa verso la sua famiglia. E mi sono rivista nel loro rapporto, nel modo in cui due persone apparentemente così diverse sono riuscite in così poco tempo a costruire qualcosa di così indissolubile.

È strano leggere un libro che ti spoilera il finale già dal titolo. Proprio per questo mi ero ripromessa di non affezionarmi ai personaggi. Ma Adam Silvera riesce a creare dei protagonisti così veri e meravigliosi che è impossibile non sperare fino alla fine che Mateo e Rufus siano in grado di ribaltare il destino, di vincere la morte.

L’ultima notte della nostra vita è un libro che mi ha lasciato qualcosa, perché mi ha fatto realizzare quanto non ci rendiamo conto di stare sprecando il nostro tempo e che, quando finalmente lo capiamo, la maggior parte delle volte è ormai troppo tardi. Mi ha fatto riflettere su quanto a volte le cose belle stiano nei legami più impensabili, quelli che nascono nei modi più assurdi e che ci restano nel cuore per sempre.

Conclusione

Quando qualcuno mi chiede un consiglio su cosa leggere spesso sento il bisogno di giustificarmi sul fatto che i miei gusti possano non essere quelli di tutti. L’ultima notte della nostra vita, invece, è un libro che raccomanderei a chiunque. A chiunque sia pronto a riflettere e a lasciarsi emozionare, ad innamorarsi di Rufus e Mateo con Rufus e Mateo.

E nonostante le mie speranze su di loro siano rimaste tali, dubito di riuscire a trovare un altro libro che già dai primi capitoli riesca a regalarmi le stesse emozioni che mi ha dato questo. Un libro che riesca a farmi riflettere, piangere, ridere, innamorare, ma sopratutto sognare… che è tutto ciò che un buon libro dovrebbe riuscire a fare.

Spero di avervi trasmesso almeno un po’ la voglia di leggere questo libro e mi auguro che riusciate ad amarlo come ho fatto io. Se avete voglia di farmi sapere cosa ne avete pensato non esitate a lasciarmi un commento!

Grazie sempre per aver letto fino a qui!

Dal paese delle meraviglie,

Alice <3

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About Alice 36 Articles
Alice, 17 anni. Serie tv dipendente e topo da biblioteca. Solitamente mi faccio riconoscere perché mi dispero ad alta voce per le mie (tante) OTP non canon. Nel tempo libero mi dispero perché la mia gatta mangia troppo e frequento il quarto anno del liceo scientifico.

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