Una serie di sfortunati eventi | Recensione [NO-SPOILER]

Una serie di sfortunati eventi, ecco la nostrarecensione NO-SPOILER, per la regia di Barry Sonnenfeld prodotta da Paramount Television 2017-2019, è un drama fantasy distribuito da netflix.

(“I’ve got something that makes me wanna shout” -Klaus)

La Trama

La trama, bisogna dirlo, non comincia spedita, gli scrittori hanno deciso di prendersi del tempo per fornirci un po’ di contesto e farci capire dove ci troviamo. I protagonisti sono tre fratelli, apparentemente normali, tutto inizia quando i fratelli Baudelaire, in una giornata “grigia e uggiosa” salgono sul traballante tram, sotto richiesta dei loro genitori, per raggiungere la spiaggia Salmastra, lì i protagonisti, dotati di grande ingegno, iniziano a costruire un marchingegno ideato dalla sorella più grande, purtroppo per loro verranno interrotti bruscamente da un esecutore testamentario della banca che si trova nella loro città, il quale annuncia che i loro genitori sono periti in un terribile incendio e che quindi dovranno essere affidati ad un tutore e come si può evincere dal titolo, non uno dei migliori. Il primo tutore a cui saranno affidati sarà il Conte Olaf, il quale con l’aiuto della sua compagnia teatrale cercherà di mettere le mani sulla fortuna lasciata ai Baudelaire dai loro genitori. Vi consiglio di guardare il trailer.

Il Cast

La serie vanta un cast di tutto rispetto, con il celebre attore Neil Patrick Harris.

  • Neil Patrick Harris: Il Conte Olaf, doppiato da Nanni Baldini, conosciuto per la celebre serie How I Met Your Mother (Alla fine arriva mamma).
  • Malina Weissman: Violet Baudelaire, doppiata da Agnese Marteddu, conosciuta per Supergirl.
  • Louis Hynes: Klaus Baudelaire, doppiato da Lorenzo Crisci, conosciuto per la sua interpretazione proprio in questa serie.
  • K. Todd Freeman: Sig. Poe, doppiato da Alberto Bognanni.
  • Presley Smith: Sunny Baudelaire, doppiata da Valeria Vidali.
  • Lucy Punch: Esmè Squalor, doppiata da Benedetta Ponticelli, conosciuta per le nuove avventure di Robin Hood.
  • Dylan Kingwell: Duncan Pantano, doppiato da Andrea Di Maggio.

Commento

Stile recitativo

Lo stile recitativo della gran parte degli attori è molto fluido ed accurato, una menzione speciale va a Neil Patrick Harris il quale, con il suo umorismo fisico, le sue espressioni e la sua parlata (interpretata in modo molto accurato e resa perfettamente da Nanni Baldini), ci regala grandi perle lungo tutta la serie. Anche lo stile recitativo dei tre fratelli Baudelaire è a dir poco perfetto, considerando anche la loro esperienza piuttosto ridotta e la loro giovane età, anche la piccola Sunny (Presley Smith) ha fatto un lavoro eccezionale considerando il fatto che all’inizio della serie era solo una neonata e che quindi l’abbiamo vista evolversi e crescere. Per quanto riguarda tutti gli interpreti dei personaggi secondari, hanno fatto anche loro un lavoro pazzesco, sopratutto gli attori della banda del conte Olaf, che personalmente  mi hanno saputo regalare alcune perle che non dimenticherò mai.

Lo sviluppo della trama 

La serie è divisa in tre stagioni, rispettivamente formate da otto, dieci, e sette episodi l’una. La trama per quanto lineare e ordinata cronologicamente, si presenta molto complessa e ci fa subito intendere che ci saranno vari segreti sui quali fare luce. Inutile dire che questa serie è veramente molto scorrevole, quando l’ho guardata infatti sono stato costretto a guardarla tutta d’un fiato, credetemi un episodio tira l’altro! Bisogna anche dire che questa serie è tratta da una collana di libri, netflix ha infatti deciso di dedicare per ogni libro due episodi. La dinamica dell’affidamente dei fratelli Baudelaire ai vari tutori seguirà uno schema ripetitivo che si romperà all’incirca alla fine della prima stagione. La conclusione non poteva che essere molto coerente con tutta la serie, ma questo lo scoprirete guardandola!

I Personaggi

Per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi principali Bisogna dire che è ovviamente più curata di quella dei personaggi secondari, tranne qualche eccezione, come ad esempio tutta la trama secondaria che si sviluppa attorno all’uomo con l’uncino(una sottotrama che non si può non amare). Inoltre dalla seconda stagione in poi verranno aggiunti vari personaggi, che ci accompagneranno fino alla fine della serie(o quasi). I Personaggi non sono stereotipati ma bensì sono tutti piuttosto sfaccettati, una prova di questo è il Conte Olaf(ma sulla sua storia non voglio fare spoiler ovviamente), insomma, non ci sono eroi puri e senza macchia, e nemmeno “cattivi” senza possibilità di redenzione. Come d’altrone ci insegnerà la serie, il mondo non è diviso in persone buone e cattive.

La musica e la fotografia

Bisogna dire che di effetti in “Una serie di sfortunati eventi” ne abbiamo visti pochi ma ben fatti, grazie agli Zoic Studios. Per quanto riguarda la colonna sonora però non si può dire nulla, una colonna sonora scelta molto attentamente, incalzante e immersiva ci accompagnerà per tutta la serie, insieme alla sigla spettacolare composta da Nick Urata e Daniel Handler, ed eseguita magistralmente da Neil Patrick Harris(in italiano da Nanni Baldino, il doppiatore di quest’ultimo). Un lavoro impeccabile è stato fatto anche in ambito fotografico, la fotografia della serie è curata nei minimi dettagli da Bernard Couture. Non possiamo inoltre non citare la regia di Barry Sonnenfel il quale ha escogitato delle trovate a dir poco geniali.

Il narratore

In Una serie di sfortunati eventi, abbiamo la comparsa, proprio all’inizio della serie, di un narratore, questi non è altro che Lemony Snicket, autore del libro, e ad un certo punto, personaggio interno alla vicenda, quindi possiamo considerarlo come un narratore interno ed onnisciente. L’attore che interpreta Lemony Snicket ha fatto un lavoro grandioso ed è un perno della trama di questa serie tv. Una menzione va anche al doppiatore Italiano Massimo Bitossi, che con la sua voce ha saputo rendere benissimo la performance dell’attore.

L’ambientazione e la logica

Volevo adesso dedicare una parte aggiuntiva per quanto riguarda la logica, e l’ambientazione in Una serie di sfortunati eventi. Guardando questa serie ho capito, con il tempo, che mai e poi mai si potrebbe fare un buco di trama, proprio perchè la trama e la messa in scena sono fuori da ogni logica, basti vedere come questi bambini siano affidati in balia di un incompetente senza appello quale il sig.Poe, oppure le volte in cui si ripresenterà il Conte Olaf. Tutto questo ha effettivamente creato un’atmosfera di incertezza e surrealtà che poche volte volte vediamo in una serie tv. Passando all’ambientazione di quesa serie, sono sincero, non ho capito neanche io in che modo collocare la serie, ed in un certo senzo penso sia voluta questa cosa, per appunto ricollegarsi all’atmosfera surreale creata.

Conclusione

Dopo aver sviscerato così affondo questa opera, non mi resta che consigliarvi di andare subito di andare a vederla su netflix! Cosa state aspettando?

Per questo articolo è tutto, seguite sarascrive per nuove recensioni e per  altri aggiornamenti passate dal mio  profilo twitter o dal mio profilo instagram qualora vi andasse. 

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