La Guerra dei mondi: il genere apocalittico e le nostre domande

La Guerra dei mondi, 2005

La Guerra dei mondi (War of the worlds) è un film del 2005 diretto da Steven Spielberg, prodotto negli Usa. Protagonisti sono Tom Cruise e Dakota Fanning rispettivamente nei ruoli di Ray e Rachel.
Apparentemente tranquillo, il mondo, viene ad un certo punto sconvolto da una tempesta magnetica. Non si capisce bene di cosa si tratti. Ne parlano i tg, la gente inizia a notare cose strane. La verità è che qualcosa di anomalo sta per accadere. Ray vive da solo, ha divorziato dalla moglie ma alcuni giorni a settimana riceve la visita dei figli. Li ama anche se a volte risulta assente. La piccolina, Rachel, è innamorata del padre e sarà proprio lei a percorrere un macabro cammino verso la salvezza.
Ray esce di casa, dopo aver scrutato il cielo e aver visto dei nuvoloni enormi con lampi che non si arrestavano. Non era il classico temporale, non un uragano, non una forte tempesta. Cosa stava succedendo in America ma anche nel resto dell’Europa?
Sappiamo solo che la gente iniziava ad aver paura.


Ad un tratto la terra inizia a spaccarsi, ci sono crepe e da queste esce una navicella. Si tratta di alieni? Si tratta di macchinari nascosti molti anni prima sotto terra ed ora manovrati dai terroristi o dal governo? Non si sa, ma tutto fa pensare ad esseri di natura ignota, provenienti, appunto, da altri mondi. Essi colpiscono ed eliminano gli umani, in un secondo. Ray, riesce a salvarsi, corre a casa, prende i figli, ruba un’auto, fugge, si dirige a Boston, spera di trovare la madre dei suoi figli, non c’è, sperano non sia morta, che si sia salvata. Corrono, fuggono, gli esseri mostruosi, intanto, continuano a distruggere tutto, alcune zone di Londra e di Berlino sono rase al suolo, milioni di civili sono morti, le case somigliano a baracche, non esistono più prati né mari, i laghi sono pieni di cadaveri e alcuni fiumi sono rossi, segno del fatto che questi esseri mostruosi si nutrono del sangue umano e si liberano di quello in eccesso. Ogni cosa è caos, niente e nessuno capisce cosa stia accadendo, i militari cercano di salvare vite, per quello che possono, navi da crociera portano persone in salvo ma anche il mare crea una trappola ed inghiotte ogni cosa.
Ray riesce a salvarsi con sua figlia ma solamente dopo aver vissuto tutto questo. Dopo aver rischiato la vita, dopo aver rischiato di essere mangiato vivo da questi esseri orribili che uscivano dalle viscere della terra.
Solo quando, finalmente, la terra fa in modo che essi invecchino, ecco che scompaiono come polvere e tutto si placa. La piccola Rachel ritorna da sua madre. Il figlio di Ray, che lo aveva lasciato per salvare le vite coi militari, lo riabbraccia. Tutto è passato.

 

Spielberg e il genere apocalittico: effetti speciali, suspence, adrenalina, dubbi

Ogni effetto speciale, ogni singolo luogo, ogni dialogo, a mio avviso, regala suspense ed emozione. Spielberg ci regala un bellissimo film apocalittico, di fantascienza e di pura drammaticità, facendoci immergere in un’ atmosfera surreale, un’atmosfera che non vorremmo vivere e a cui non siamo abituati ma che la nostra mente riesce a partorire date le tante storie, degli ultimi anni, su mondi paralleli al nostro, sugli alieni, sulle navicelle nascoste e ritrovate, sulla fine del mondo, sul famoso 2012. Credo che il genere apocalittico sia avvincente proprio per questo, riesce a far immaginare cose impossibili, ma che forse potrebbero verificarsi. Lascia in bilico tra l’astratto e il concreto, tra il finito e l’infinito, tra il discutibile e l’indiscutibile.

 

Cosa ne è del mondo? Cosa ne sarà? Ci poniamo questi quesiti guardando film del genere. Sappiamo che il protagonista è l’eroe che si salverà, seppur dopo infinite peripezie, ma ci domandiamo che cosa faremmo noi in una situazione del genere. Avremmo la forza necessaria? Agiremmo come Tom Cruise? Ci lasceremmo sopraffare dagli eventi? Cosa ne sarebbe di noi e di coloro da salvare? Figli, mogli, madri? O sconosciuti incontrati per caso a cui si lega il nostro destino?
Le emozioni non mancano quando si parla di distruzione, l’adrenalina sale e non rallenta, alla fine si tira un respiro di sollievo e intanto, tra un dubbio e una domanda a cui non sappiamo rispondere, pensiamo a quanto sarebbe realmente distruttiva un’apocalissi, a quanto perderemmo e a quanto dolore saremmo destinati.

Un film che consiglio a tutti!

Ecco una delle scene più adrenaliniche:

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