Eleanor Oliphant sta benissimo | Recensione no spoiler

Titolo: Eleanor Oliphant sta benissimo
Anno
: 2017
Casa editrice
: Garzanti
Genere
: Narrativa psicologica
Traduttore
: Stefano Beretta
Lunghezza
: 352 pagine
Punto di vista
: Interno
Valutazione
: ★★★★★

 

L’unica cosa che conta è rimanere fedeli a ciò che si è veramente

 

 Gail Honeyman

Gail Honeyman vive a Glasgow e ha scritto il suo primo romanzo, Eleanor Oliphant sta benissimo, mentre lavorava a tempo pieno. L’opera è fin da subito un successo: viene venduta in più di quaranta pesi, con più di due milioni di copie vendute soltanto in Inghilterra.

Il libro vince alcuni premi molto prestigiosi tra cui il Popular Fiction Book of the Year, il Reader’s Choice Award, il Costa First Novel Award e ben tre premi al The British Book Awards.

Inoltre Eleanor Oliphant sta benissimo diventerà una pellicola cinematografica diretta dala casa di produzione di Reese Witherspoon.

Trama

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo.

Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene.

Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata di mia madre. Mi chiama dalla prigione. Dopo averla sentita, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.

E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.

O così credevo, fino a oggi.

Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E all’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie paure, non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.

Anzi: benissimo.

Una protagonista in cui tutti possono riconoscersi. Una storia di resilienza, di forza, di dolore, di speranza. Un grande romanzo con una grande anima.

Commento

Eleanor Oliphant sta benissimo, ma io dopo aver letto questo libro decisamente no”. Cominciava così la recensione che mi ha spinta ad acquistare questo romanzo. È successo in momento di shopping imprevisto con cui ho liquidato parte di ciò che mi restava del bonus cultura.

Tutto quello che sapevo di questo libro era che il titolo mi attirava e che era stato letto da un’attrice che conoscevo. Avevo dato un’occhiata veloce alla trama prima di passarlo alla commessa e fine.

Quindi, quando ho cominciato a leggerlo, qualche riserva in effetti l’avevo. E mi maledicevo per aver lasciato che la mia impulsività avesse la meglio su di me.

Eleanor Oliphant invece mi ha stupita. Mi ha stupita e mi ha turbata a tal punto che ogni volta che leggevo un capitolo avevo bisogno di prendermi poi una pausa.

Se qualcuno mi chiedesse di descrivere questo libro onestamente non saprei bene cosa dire, perché penso sia uno di quei romanzi che devono essere letti per poter essere compresi appieno.

I personaggi

Eleanor è complicata, è tormentata, è “strana”, ma più di tutto è viva. Si porta dietro il peso di un passato con cui non riesce a fare i conti ed è intrappolata in una routine perfetta da cui all’inizio non vuole scappare. Quando poi nella sua vita entra Raymond, con le sue magliette colorate, la pancetta, le sigarette e le scarpe da ginnastica, la vita di Eleanor cambia.

Perché Raymond è la prima persona che riesce ad andare al di là delle apparenze, che tratta Eleanor come se un’amica. Una cosa che sorprende tutti, ma principalmente Eleanor stessa. Le loro vite si legano quando entrambi accompagnano in ospedale un vecchietto che si sente male sotto ai loro occhi e piano piano il loro rapporto si consolida tra pranzi fuori dal lavoro e visite alla madre di lui.

E poi c’è lui, il cantante, il sogno proibito, il progetto che deve essere realizzato. Una figura che Eleanor idealizza, un po’ come si fa con la prima cotta, immaginando le sue abitudini e la loro vita insieme.

Un progetto che Eleanor è costretta a portare avanti anche dalla madre, che deve sopportare di non aver avuto un figlio maschio.

Il mercoledì è l’unico momento della settimana in cui l’equilibrio sembra sempre sul punto di rompersi: la madre di Eleanor è crudele con la figlia e non si fa problemi a sputarle addosso sentenze colme di cattiveria che lei non si merita.

L’importanza di andare oltre le apparenze


Un libro che a prima vista può quasi essere scambiato per un thriller, ma che in realtà parla di maturazione e paura. Eleanor non si conforma alla società, non capisce il senso di andare a mangiare in un fast food oppure di spendere soldi in vestiti che non siano pratici. E immersi nel libro le critiche alla società che lei muove sono sottili, ma importanti. Perché dovremmo pagare per mangiare del cibo di pessima qualità in un vassoio che noi stessi dobbiamo sparecchiare?, si chiede lei. E in questo quadro cominciano a fuoriuscire alcuni dettagli della sua tremenda, inquietante vita con la madre.

È forse questa la cosa che mi è piaciuta di più di tutto il libro: che il lettore vive l’intera vicenda insieme ad Eleanor e che quindi è inconsapevole del passato della protagonista proprio come lo è lei.

Eleanor è un personaggio a trecentosessanta gradi, che ti penetra sottopelle e non se ne va. La sua storia atroce e travagliata ha un messaggio semplice eppure importante. Noi non esistiamo soltanto nella nostra testa, ma anche nel modo in cui le altre persone ci vedono. Ed Eleanor ha cominciato a spezzare le catene che la tenevano prigioniera nel momento in cui qualcuno le ha rivolto un gesto gentile, smettendo di vederla soltanto come quella “strana” a causa della sua cicatrice e dei suoi modi di fare. Qualcuno che non si allontana e che si preoccupa di lei, salvandole praticamente la vita.

Conclusione

Fate un favore a voi stessi e leggete questo libro. Davvero. Eleanor Oliphant sta benissimo è un libro che fa capire l’importanza dei piccoli gesti. Che fa capire quanto possiamo fare quando scegliamo di andare oltre le apparenze, di permettere a qualcun altro di rivelarci la propria bellezza e la propria complessità.

Raymond fa una cosa che nella nostra società ormai è quasi impossibile: ignorare i pregiudizi. E sì, magari all’inizio le loro vite sono unite dal caso, ma poi è lui che sceglie di scriverle, lui che si preoccupa e la va a trovare, lui che le suggerisce di andare in terapia… lui che, come dicevo sopra, arriva proprio a salvarle la vita.

Un romanzo che mi ha scossa al punto da farmi piangere e che mi ha davvero cambiata, un romanzo che vi consiglio di leggere davvero con tutto il cuore.

E voi? Avete letto questo libro? Se sì, fatemelo sapere con un commento qui sotto!

Grazie sempre per aver letto fino a qui <3

Alice

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About Alice 42 Articles
Alice, 17 anni. Serie tv dipendente e topo da biblioteca. Solitamente mi faccio riconoscere perché mi dispero ad alta voce per le mie (tante) OTP non canon. Nel tempo libero mi dispero perché la mia gatta mangia troppo e frequento il quarto anno del liceo scientifico.

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