DOC – Nelle tue mani | Quando la serie italiana fa centro

doc - nelle tue mani

Più di sette milioni di telespettatori alla prima (26.1% di share), più di otto milioni di telespettatori alla seconda (29% di share): Doc – Nelle tue mani ha fatto sicuramente breccia nel cuore del pubblico italiano. Ma cosa c’è dietro un successo così grande? 

La semplicità e il dolore 

Citare assieme semplicità e dolore può sembrare un controsenso ma non lo è: Doc – Nelle tue mani entra nelle viscere dello spettatore dapprima in punta di piedi e poi ne dilania l’animo attraverso scene magistralmente interpretate che rendono umano e vero il dolore rappresentato. La narrazione è semplice -anche se i sotterfugi non mancano e, credo, non tarderanno ad arrivare- ma non per questo scontata o mal realizzata. La linearità della serie è drammatica specie se vista attraverso gli occhi di Andrea che è costretto a rivivere gli stessi drammi due volte: a partire dalla separazione dalla moglie per arrivare alla morte del figlio.

E il dolore, anche per lo spettatore, è due volte maggiore perché rivive (e rivede) le stesse scene attraverso l’uso sapiente dei flashback del passato. 

L’empatia 

L’empatia per Andrea, il protagonista, è “una cosa buona che fa male” ma al pubblico fa benissimo. Poter vedere anche solo per una sera a settimana le battaglie quotidiane di medici, infermieri e specializzandi, specie in un momento come questo, in cui il mondo sanitario combatte senza sosta contro il terribile Coronavirus -che, ricordiamo, ha interrotto anche le riprese di Doc – Nelle tue mani-, è un balsamo per l’anima. Entrare in sintonia con chi indossa il camice, anche solo per fiction, permette di capire tutto quello che sta davvero dietro ad una carriera da medico: non si parla di soldi facili ma di emozioni (negate o non).  

La voglia di riscatto  

Andrea Fanti perde la memoria degli ultimi 12 anni di vita e questo diventa un po’ il suo trampolino di lancio per trasformarsi in una persona nuova. La voglia di riscatto emerge prepotentemente così come emerge la profondissima vocazione del protagonista nei confronti della medicina. Andrea riparte da zero e lo fa con coraggio, rinnegando quanto più possibile la persona che è stato ma che non ricorda di essere stato. Vuole rifarsi, vuole cambiare quella percezione di lui che è ancorata in tutti coloro che gli sono stati accanto per motivi personali o professionali in quei 12 anni. 

E secondo voi cosa c’è dietro al successo strepitoso di Doc – Nelle tue mani?

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Scrivetelo nei commenti! 

Ilaria 

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Sono una studentessa universitaria appassionata di teatro e di recitazione in generale ma anche di tennis.

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