Un passo dal cielo – Analisi di una nave che affonda

Un passo dal cielo è una serie televisiva italiana trasmessa su Rai 1 dal 2011. È incentrata per le prime tre stagioni sulla vita di Pietro Thiene, interpretato da Terence Hill, comandante di squadra del Corpo forestale di San Candido, in Trentino-Alto Adige; dalla quarta stagione questi viene sostituito dal nuovo comandante Francesco Neri, interpretato da Daniele Liotti.

Prima di concludere questa premessa, vi spiego il motivo di questa recensione: una delle nostre affezionate lettrici Raffaella, mi ha chiesto di fare un’analisi di questo prodotto e allora mi sono detta: forza, rimbocchiamoci le maniche e facciamo il lavoro sporco.

Io non guardo mai questo genere di programmi e il perché mi è stato ricordato nel corso di questa mia indagine. Spesso la televisione italiana è fatta per un pubblico medio basso, il che comporta molte scelte discutibili, che si basano sulla logica della mosca, ovvero tenere viva l’attenzione dello spettatore con continui colpi di scena.  Questo significa che se un programma ha bisogno di continui escamotage per stupire lo spettatore, ciò che ne verrà fuori è una storia più o meno sconclusionata e irrealistica, ricca appunto di fatti eclatanti e improbabili… questo perché? Perché è fatta per chi non riesce e reggere o elaborare trame complesse e ragionate che necessitano di un’attenzione più profonda e meno superficiale.

Il che non significa che tutte le fiction RAI fanno schifo, semplicemente, quelle che sembrano un ibrido tra soap opera e telenovelas, a mio parere sono da evitare come la peste. Inoltre, questo ibrido, nelle Fiction, ma in qualsiasi serie tv (perché in questo errore ci possono incappare tutti, anche gli americani), è uno stadio che si raggiunge quando la storia viene mandata avanti per le lunghe.

Perché ci sta creare un universo di personaggi articolati, a volte più o meno superficiali, che interferiscono con la storia principale… ma quando poi, questi personaggi diventano marionette in un universo narrativo senza regole… allora è lì che bisogna abbandonare la serie tv.

Questo è il caso sia di Don Matteo (la cui fortuna sta nella solidità dei personaggi principali, che ancora lo tengono fermo e “coerente” alle origini) e soprattutto di “Un passo dal cielo”, che per giustificare la dipartita di Terence Hill, ha messo in piedi un’accozzaglia di elementi che hanno stravolto – non solo i personaggi di contorno – ma tutta l’essenza dell’opera.

Un passo dal cielo o un passo dal baratro?

Calo di ascolti per la quinta stagione. I giornali si chiedono se la colpa sia di una sbagliata campagna pubblicitaria… io mi chiedo se i giornali abbiano letto la piega che la trama della fiction ha preso a partire dalla quarta stagione.

Se la prima stagione era un prodotto godibile (certo, alcuni sketch e giustapposizione delle inquadrature era fatte con i piedi e certi attori in secondo piano erano meno credibili di una padella) poi con la terza e quarta hanno cominciato a non sapere cosa inventarsi e… Sono passati a parlare di visioni e “magia”! La carta che si usa quando ogni traccia di creatività va via…

Come fecero per il Mondo di Patty, in cui alla 1210291 stagione, fecero scambiare di corpo Patty con Antonella… Ah che bei tempi!

Io vi farei leggere la trama. Provare per credere.

Dopo la partenza di Pietro, il nuovo comandante della forestale è Francesco Neri, un uomo in crisi per la morte di suo figlio e lasciato dalla moglie Livia, la quale ora vive in una comunità religiosa gestita da Kroess, detto “Il Maestro”, che Francesco sospetta essere implicato in un omicidio. Nappi è geloso del rapper Fedez, che gli contende Eva, mentre la loro relazione è inoltre sabotata da Cristina, sorella di Huber, innamorata anche lei del commissario. Tommaso è alle prese con l’ex fidanzato di Natasha, mentre l’etologa Emma, che lotta con gravi problemi di salute, si innamora di Francesco.

… Che al mercato mio padre comprò

Ma diciamo la verità il soggetto vero della serie è il paesaggio e la trama è solo un pretesto per mostrare le bellezze del luogo. A condire questo sfondo c’è Liotti che ormai dalla quarta stagione viene messo come belloccio monoespressivo esponi muscoli. FINE.

Non sarà il caso di seguire l’esempio di Terence Hill e dare un taglio a questa storia?

Qui Sara Scrive, passo e chiudo!

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Sara. Roma. 7 sorelle. Fangirl a tempo pieno. La leggenda narra che io sappia disegnare oltre che essere pazza per i Jonas Brothers.

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