La Notte del Giudizio – Recensione della saga

La Notte del Giudizio è una serie cinematografica di genere horror-distopico diretta e sceneggiata da James DeMonaco. Per il momento è composta da 4 film: La notte del giudizio, Anarchia, Election Year e La prima notte del giudizio (un prequel). Inoltre James DeMonaco ha anche realizzato una serie tv intitolata nello stesso modo ma non mi soffermerò su questa dato che non l’ho ancora vista. La prossima estate uscirà il quinto film della saga ma non si sa ancora nulla sulla trama. Le vicende di tutti i film sono ambientate negli Stati Uniti in un futuro molto prossimo dove una volta all’anno, per 12 ore, il governo offre alle persone comuni di sfogarsi e di compiere qualsiasi crimine essi vogliano (compreso l’omicidio) senza nessuna conseguenza penale. In questo modo per il resto dell’anno la criminalità rimane a soglie minime.

 

LA NOTTE DEL GIUDIZIO

Il primo film della saga è ambientato interamente all’interno di una casa. I protagonisti fanno parte di una famiglia molto benestante di Los Angeles e vivono in un quartiere super moderno e sicuro. Il padre di famiglia, interpretato da Ethan Hawke (in italiano Alessandro Quarta), lavora nel campo dei sistemi di allarme delle case e quindi crede di essere al sicuro per ‘lo sfogo’, ma non sarà così. La famiglia si troverà a soccorrere dentro casa un senzatetto ma facendo così finiranno nel mirino di un’inquietante banda mascherata. Nel complesso il film funziona molto bene, trasmette ansia e angoscia per tutta la durata e ci sono anche abbastanza colpi di scena ben strutturati. E’ sicuramente uno dei migliori della saga.

 

ANARCHIA

La Notte del Giudizio: Anarchia è senza dubbio il mio preferito della saga. In questo caso la vicenda non è ambientata all’interno di un edificio ma all’esterno, e forse in questo modo risulta ancora più inquietante. Seguiamo tre trame in contemporanea che poi si uniranno in un’unica trama. Per prima ci viene presentata il personaggio di Eva, una cameriera che vive con sua figlia e suo padre, preoccupata perché non sa come difendere la sua famiglia dallo sfogo. Poi conosciamo una coppia di coniugi che rimangono senza macchina in mezzo alla strada poco prima dell’inizio dello sfogo. Per ultimo ci viene presentato il personaggio di Leo Barnes, interpretato da Frank Grillo (in italiano Leo Barnes), che è in cerca di vendetta. Una cosa che secondo me non funzionava nel primo film era lo sviluppo dei personaggi poiché rimanevano piatti per tutta la durata, in questo secondo capitolo però i protagonisti subiscono tutti un’evoluzione nella pellicola, ti affezioni e temi per la loro incolumità. Inoltre il film offre anche molti spunti politici e sociali, parlando di come la gente comune o i senzatetto vivono questa fatidica notte.

 

ELECTION YEAR

Il terzo capitolo della saga si collega al secondo dato che ritroviamo il personaggio di Leo che ora lavora come guardia del corpo per la senatrice Charlie Roan, la quale, vuole abolire la legge che permette lo sfogo. Questo non piace ai Padri Fondatori che hanno inventato il fenomeno dello sfogo e tenteranno di ucciderla. Il film rispetto ai primi due risulta abbastanza noioso e ripetitivo, i personaggi non sono coinvolgenti (tranne Leo) e il finale è anche abbastanza banale al contrario dei primi due. L’unica cosa positiva è che vengono sviluppati di più i Padri Fondatori.

 

LA PRIMA NOTTE DEL GIUDIZIO

In questo quarto capitolo ci viene in realtà raccontata la prima notte del giudizio, il film quindi è un prequel. Veniamo a conoscenza delle origini del fenomeno dello sfogo e di come i Padri Fondatori sono saliti al potere. Per abbassare il tasso di criminalità nel Paese, i Padri Fondatori con l’aiuto di una psicologa sperimentano lo sfogo solo sull’isola di Staten Island a New York. Per incentivare la partecipazione viene offerto alle persone un compenso in denaro. Dopo la delusione del terzo film con questo prequel sono rimasta ancora più amareggiata, credo che a questo punto DeMonaco non possa fare meglio dei primi due capitoli. L’idea in partenza era ottima, cioè quella di vedere finalmente l’inizio vero e proprio dello sfogo ma il modo in cui viene realizzata è veramente ridicolo. A mani basse è sicuramente il peggiore della saga.

 

Qui da Noemi è tutto! Avete visto la saga? Qual è il vostro capitolo preferito? Fatemelo sapere con un commento. Se volete potete seguirmi sul mio profilo twitter (@arawynshope).

 

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About Noemi 51 Articles
Ciao a tutti sono Noemi, una studentessa universitaria di 22 anni. Amo gli animali, viaggiare e scoprire nuove culture. Le mie due più grandi passioni sono il cinema e la letteratura e proprio per questo mi piacerebbe poterle condividere con voi su questo blog.

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