The Witch | Analisi

The Witch è un film del 2015 diretto da Robert Eggers ed è il suo primo film. In questo articolo cercherò di spiegare più nello specifico che cos’è questo grandioso film e quali sono i suoi significati. Saranno. Ovviamente presenti spoiler.

Trama

Addentriamoci nella trama di The Witch. Nel 1630 una famiglia del New England viene esiliata dalla propria comunità. Il padre, William (Ralph Ineson, doppiato in italiano da Paolo Marchese), è troppo estremo nelle sue idee e non gli è più permesso essere predicatore nel suo villaggio. Anziché abbassare la testa e cambiare atteggiamento preferisce andarsene dal villaggio e stabilirsi nei pressi di una foresta insieme alla sua famiglia composta dalla moglie Katherine (Kate Dickie, doppiata da Tiziana Avarista) e i cinque figli: i gemellini Mercy e Jonas (rispettivamente Ellie Grainger doppiata da Anita Ferraro e Lucas Dawson doppiato da Lorenzo Virgilii), il giovane Caleb (Harvey Scrimshaw doppiato da Mattia Fabiano), il neonato Samuel e la primogenita Thomasin (Anya Taylor-Joy, doppiata da Lucrezia Marricchi).Passa il tempo e la famiglia ha costruito una fattoria dove alleva qualche animale e coltiva mais che però è sempre marcio. Un giorno Thomasin porta il piccolo Sam al fiume e lo fa divertire coprendosi il viso con le mani e togliendole improvvisamente, insomma, il classico bubu settete o come lo si voglia chiamare. Questa scena è fondamentale quindi andiamo ad analizzarla più nello specifico.

La scena di Sam

Il film parla della dicotomia tra il bene e il male e la percezione che abbiamo di queste due realtà. Tenendo presente questo andiamo ad analizzare nello specifico la scena.
L’inquadratura fissa sulla foresta con la splendida ed inquietante musica in sottofondo ad un volume più basso rispetto al rumore della natura ci indica che da lì arriverà il pericolo. Sempre sulla stessa inquadratura sentiamo la nostra Thomasin parlare.

Peek – Boo!

Non la vediamo, l’inquadratura si è spostata nel frattempo sul piccolo Sam che ride divertito. Il Bene.
Controcampo, viene inquadrato il primo piano di Thomasin con il volto coperto dalle mani. Di nuovo

Peek – Boo!

E di nuovo inquadratura sul bambino che ride. Di nuovo stiamo guardando il Bene. Thomasin parla un pochino con il piccolo, giocano felici e lei è certa che siano al sicuro, sono in mezzo a una radura e non c’è nessuno nei paraggi.

Peek – Boo!

Ancora una volta è tutto normale ma noi sappiamo che prima o poi qualcosa accadrà e accade la quarta volta. Tre volte è stato Bene, tre come la Trinità. Oltre la Trinità non c’è Bene, c’è il Male che è raffigurato con l’assenza di Sam, lo straccio vuoto dove un attimo prima era deposto il corpo innocente di un bambino che ora non è più lì. L’opposto della resurrezione di Cristo, un adulto che lascia un telo bianco nel quale era avvolto, immobile in quanto cadavere. Un bambino che sparisce da un panno scuro nel quale era avvolto, quasi immobile in quanto neonato. Questo porta stupore in Thomasin ma soprattutto paura. La macchina da presa passa in quella che sembra una soggettiva e Thomasin urla il nome di Sam guardando la foresta.
Vediamo la ragazza correre verso gli alberi entrando in campo da sinistra, tradizionalmente la mano sinistra è associata al male. Thomasin sta andando verso il male.
Dopo qualche inquadratura sulla vegetazione secca e grigia ecco che vediamo di nuovo Sam sdraiato su quallo che sembra essere un tavolo e rivolto con la testa verso la macchina da presa. Ancora una volta simbologia cristiana, il bambino del presepe è disposto esattamente al contrario. Una mano gli passa sul corpo mentre un’altra mano impugna un coltello.
Stacco a nero. Non ci serve vedere altro. Sam è morto.

Trama parte 2

Torniamo alla famiglia, Thomasin comunica la sparizione del bambino e tutti iniziano a cercarlo eccetto la madre che è disperata. Nella famiglia iniziano a crearsi screzi, soprattutto nei confronti di Thomasin che è considerata da sua madre la responsabile. In quanto giovane donna inoltre è anche considerata incarnazione del peccato e i suoi genitori vogliono mandarla in sposa. Tra bugie, omissioni, accuse reciproche e superstizioni la famiglia si è completamente divisa. Nonostante continuino a pregare l’unico effetto dei loro comportamenti è la divisione. Andiamo a vedere grazie a Treccani chi è che giova di questa divisione.

diàvolo s. m. [dal lat. tardo, eccles., diabŏlus, gr. διάβολος, propr. «calunniatore» (der. di διαβάλλω «gettare attraverso, calunniare»), adoperato nel gr. crist. per tradurre l’ebr. śāṭān «contraddittore, oppositore»].

La preghiera migliore è quella che si fa con la propria vita, questa famiglia, con la propria vita sta pregando l’opposto di chi prega a parole. Ancora una volta Bene contro Male.
I gemellini, soprattutto Mercy, diventano intrattabili e accusano Thomasin di essere una strega dopo che lei lo aveva affermato soltanto per spaventare la piccola e farla tacere. Inoltre sostengono di poter parlare con il grosso ariete nero che chiamano Black Philip.
San Filippo Neri fu un parroco vissuto nel 1500 e viene considerato l’ideatore di alcune comunità molto simili ai moderni oratori. Viene anche chiamato il Santo della Gioia. La gioia che è ciò che manca in questa famiglia ed in questo modo di vivere la Fede. L’estrema paura dell’inferno, la privazione di tutto, la repressione delle emozioni e l’ipocrisia hanno l’effetto opposto ed ecco che ad occuparsi dei più piccoli, cosa che faceva San Filippo Neri, c’è il caprone Black Philip, il diavolo.Thomasin sta diventando una donna e Caleb non riesce a fare a meno di notarlo, reprime però questo suo pensiero che giudica impuro e tenta in tutti i modi di espiare. Quando i genitori decidono di mandarla al villaggio Caleb vuole fare in modo che non accada ma viene scoperto da Thomasin che lo prega di portarla con lui. Quando però il cane punta una lepre (simbolo della lussuria) che scappa. Il cavallo si imbizzarrisce. Caleb insegue il cane e la lepre ma il cavallo disarciona Thomasin.
Caleb, seguendo la lepre si trova di fronte a una capanna. Esce una donna che gli si avvicina. Lui non riesce a resistere ed è paralizzato dalle emozioni contrastanti che prova. Viene baciato, la donna entra nell’inquadratura da sinistra, ancora una volta il male è in scena. La mano della giovane diventa di colpo anziana. Stacco.Quando viene ritrovato Caleb non è più lo stesso, è stato maledetto. La famiglia si unisce in preghiera ma i due gemellini sembra che soffrano nel sentire invocare il Signore.
Caleb muore con le braccia aperte come Gesù sulla croce ed accogliendo la sua morte con un sorriso.
Le accuse da parte della madre e dei gemelli nei confronti di Thomasin continuano mentre il padre non crede alle loro parole ma non crede neanche a Thomasin che sostiene di non essere una strega.
Disperato chiude i figli insieme Black Philip nella stalla.I tre vengono svegliati dalla presenza di una vecchia che succhia il sangue dalle mammelle di una capra nella stalla mentre la madre, vittima di un’allucinazione, vede Samuel e Caleb e quest’ultimo la convince a firmare il libro del diavolo. Il bambino invece piange dalla fame e lei lo allatta ma scopriamo che in realtà è un corvo che sta beccandole il seno.
La mattina seguente il padre trova la stalla distrutta, le capre morte, Thomasin svenuta e i bambini spariti. Black Philip lo attacca e Will viene ucciso dalle sue incornate.
Thomasin si sveglia, cerca di soccorrere il padre ma viene attaccata dalla madre fuori di sé. Per difendersi la colpisce con una roncola e la uccide.
Ormai Thomasin è sola al mondo, ha perso tutto ciò che aveva e quando perdi tutto in questo modo il male è più facile che ti conquisti, lo vediamo spesso nei fatti di cronaca. Thomasin parla con Black Philip che risponde, è il Diavolo che la seduce promettendole meraviglie.
Thomasin lo segue e firma il libro maledetto.
Si reca poi nel bosco, si spoglia dei suoi abiti e della sua fede e insieme ad altre streghe inizia a levitare. La trasformazione è compiuta. Thomasin è una strega.

Il film si conclude con una scritta che ci comunica che tutto quello che abbiamo visto è ispirato a documentazioni di vari processi per stregoneria.

Commento

The Witch è a mio modo di vedere un vero capolavoro del cinema horror che qui affonda le sue fondamenta in una ricostruzione maniacale dell’epoca, per questo consiglio di guardarlo in lingua originale, un inglese antico ricostruito fedelmente. Il regista Robert Eggers ha passato quattro anni a documentarsi e il risultato è questo film magnifico, ricco di significati, simbolismi, riflessioni, orrore e atmosfere.Alcune inquadrature degli interni ricordano dipinti di Caravaggio mentre per gli esterni lo stile sembra quello di Caspar David Friedrich, noto ai più per il famosissimo viandante sul mare di nebbia che nella sua opera spesso ritraeva foreste e boschi. L’uso di animali addestrati e quindi non ricreati in CGI, la fattoria ricreata seguendo le tecniche dell’epoca, insomma tutto è in funzione di una narrazione perfetta che ci mette davanti ad un monito: non lasciamo che ciò che crediamo rovini ciò che siamo, l’amore per gli altri è l’unica cosa che conta.Ci sono riferimenti all’ultima cena di Leonardo Da Vinci ma ridotta a sei elementi dopo la scomparsa di Sam. Niente è lasciato al caso. Sei come numero significa tra le altre cose avvio del cammino iniziatico. Da questo momento la trasformazione di Thomasin comincia.

Conclusioni

Spero di avervi fatto venir voglia di rivedere questo film e spero che anche voi troviate tutto ciò che ho trovato io. The Witch è un’opera d’arte di grandissimo valore che merita sicuramente più e più visioni. Questo è l’horror che fa bene al cinema.

Lorenzo

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About Lorenzo 96 Articles
Sono un grande appassionato di Cinema, soprattutto pellicole horror. Adoro anche il cinema classico e tutto ciò che non è mainstream. Sono anche un appassionato di videogiochi e serie Tv. Amo leggere e vado matto per Stephen King e Bruce Springsteen.

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