Ciao a tutti e a tutte! Oggi vi parlo di Retro, un corto che ho scoperto per caso mentre ne cercavo un altro che non ho trovato. Perché vi parlo di un corto? Semplicemente perché in soli 15 minuti condensa tantissime cose e mi è rimasto decisamente impresso. Prima di vedere questo corto con Lino ne avevo visti altri due: “Io sì tu no” in cui recita con Greta Scarano e “Pepita’s” che sono entrambi carini ma non così incisivi sul piano della narrazione. Entrambi sono, infatti, dei corti molto divertenti da guardare più per scopo ludico che per altro; in “Retro”, invece, c’è una grande storia alla base, una storia di lotta per cambiare il mondo.

Di cosa parla Retro? Di un corridore ma di un corridore un po’ particolare: sì, perché, Lino Tondelli, il protagonista impersonato da Guanciale, corre all’indietro e corre, passo dopo passo, falcata dopo falcata, sempre all’indietro e raggiunge altri paesi, altre terre ma resta terrorizzato dall’idea di tornare “a casa sua”, nella sua terra.
Retro è un cortometraggio realizzato nel 2016 dai Fat Call Cool¹, un gruppo di amici accomunati dalla passione per il cinema e in particolar modo da quella per i cortometraggi. Questo corto ha collezionato numerosi successi arrivando in finale in moltissimi premi dedicati ai cortometraggi ed è stato inoltre trasmesso sul canale 32 del digitale terrestre.

Il mio pensiero

Essere incisivi in soli 15 minuti è difficile, alle volte pure impossibile. Pensiamo, ad esempio, a quanti film durano ore senza giungere ad una conclusione. Ebbene, Retro giunge ad una conclusione in breve tempo, lo stesso tempo che impiega un film per farci capire di cosa parla, chi sono i protagonisti e cosa faranno. È vero che Retro è un corto e che quindi il suo scopo è raggiungere un punto predefinito in breve tempo ma non è così semplice come può sembrare. La cosa che più mi ha colpita di questa produzione è il messaggio che porta con sé: lotta, lotta sempre, perché cambiare il mondo è possibile. Il protagonista, infatti, non corre all’indietro per diletto ma corre all’indietro per cercare di cambiare le cose e ci riesce, ci riesce benissimo: grazie a lui vengono finanziati moltissimi progetti. È incredibile, secondo me, il fatto che una cosa apparentemente “stupida” come quella di correre all’indietro riesca ad attirare così tanto l’attenzione da spingere a fare qualcosa per cambiare lo stato attuale del mondo. Secondo me, il messaggio che Retro pota con sé ha qualcosa di meraviglioso e di magico.

Un’altra cosa che mi ha colpita è stata la recitazione di Guanciale che rende Lino Tondelli verissimo, oltre ogni limite. La sua è stata un’interpretazione molto sentita, vissuta, quasi teatrale e anche la sua voce mi ha ricordato molto quel Lino Guanciale che ho visto sul palcoscenico già due volte. È questo che, secondo me, rende la sua interpretazione tanto bella ed emozionante. È una recitazione differente da quella messa in scena nelle numerose serie TV e nei numerosi film che lo vedono presente all’interno del cast, è una recitazione che non sembra nemmeno essere una recitazione. Se avete avuto occasione di vedere questo corto avrete notato che Guanciale ci parla come parlasse di se stesso, come se quella che racconta fosse la sua storia e non potesse fare a meno di raccontarla davanti a tutti. Mentre lo ascoltavo raccontare non ho mai avuto la sensazione che stesse citando a memoria ciò che aveva studiato sul copione. Secondo me è la sua migliore interpretazione, tra quelle che ho visto, dopo quelle teatrali che ho avuto occasione di vedere.

Vi consiglio assolutamente di vederlo, vi porta via solo 15 minuti ma vi riempie il cuore! Lo trovate qui.

Cosa ne pensate? L’avete visto? Fatemelo sapere nei commenti!
Ilaria

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Ilaria

Sono una studentessa universitaria appassionata di teatro e di recitazione in generale ma anche di tennis.