Recensione: DARK stagione 1 e 2

È tutto collegato…

Ciao a tutti e a tutte! Oggi vi parlo di DARK, una serie TV tedesca composta da due stagioni e con la terza già in produzione. Farò un commento che include sia i fatti della prima stagione sia quelli della seconda, senza dividerle nell’articolo perché sono molto collegate tra loro e la recensione perderebbe un po’ di fluidità se le separassi. Ad ogni modo, chi non le ha viste non prosegua perché c’è il rischio SPOILER!

Andiamo con ordine: tutto parte dalla scomparsa di un ragazzino che sembra innescare un’infinita catena di eventi che ruotano tutti attorno alle caverne della misteriosa città di Winden, il luogo in cui è ambientata la serie. Inizialmente non capiamo perché la gente scompaia ma poi capiamo che scompaiono dall’anno corrente (proprio il 2019) e vanno a finire indietro nel tempo di 33 anni o anche di 66. Sì, perché nelle caverne ci sono dei misteriosi portali del tempo che possono condurre nel passato o nel futuro ma solo di 33 (o 66) anni. Dopo un po’ di sparizioni, alcuni personaggi iniziano a sentire puzza di bruciato e decidono di indagare: ecco che Ulrich si ritrova nel ’53 e viene accusato dell’omicidio dei ragazzi trovati morti in quell’anno. A parte lui anche Charlotte, la poliziotta, decide di andare a fondo e di investigare tutti i possibili “buchi” presenti nella vicenda. È qua che secondo me gli sceneggiatori si sono lasciati prendere troppo la mano: da una serie quasi piacevole e indubbiamente accattivante è diventata un miscuglio di cose e persone, gente che viaggia nel tempo, gente che invecchia e gente che rimane sempre uguale e appartiene a non si sa quale anno (mi riferisco a Noah).

A questo punto della recensione avrei un centinaio di domande da fare agli sceneggiatori e, se li avessi sottomano, sicuramente passerebbero un brutto quarto d’ora a spiegarmi alcune delle loro scelte -ambigue a dir poco-. Non avendoli sottomano, mi limiterò ad analizzare due punti che non mi tornano affatto.

1. Come fa la stessa persona a coesistere nello stesso anno e ad avere età differenti?
Chiaramente mi riferisco a Mikkel/Michael, il figlio di Ulrich ma anche il padre di Jonas. Però mi riferisco anche ad Elisabeth che è mamma e figlia di Charlotte che quindi a sua volta è mamma e figlia di Elisabeth. Come caspita è possibile? Sono pienamente conscia del fatto che le serie TV si guardano per svagarsi e non per “studiarci” sopra ma questo fatto è davvero scioccante.

Mikkel/Michael

2. Se il ciclo di 33 anni è, appunto, un ciclo perché mai dovrebbe rompersi?
Come ci viene brillantemente spiegato da Adam (che è Jonas da vecchio e ha cambiato nome non si sa perché) ogni ciclo di 33 anni si ripete fino al momento in cui ci sarà l’ultimo ciclo di cui, fortunatamente, saremo testimoni attraverso la visione della serie TV. Fatto sta che tutti sono convinti di poter rompere il ciclo ma, ovviamente, è impossibile perché i fatti sono destinati a ripetersi esattamente come sono già accaduti 33 anni prima. Un esempio? Claudia va nel futuro, scopre che suo padre morirà ed è determinata ad impedirlo ma poi sarà lei stessa la carnefice del suo genitore.

La serie non è tutta da buttare, non sto dicendo questo ma anche se è fantascientifica non si può volare così tanto di fantasia perché si rischia di disorientare lo spettatore che ha come unico punto fermo il fatto che Noah non invecchia mai. Sarebbe stato bello cercare di capire le scelte che hanno portato alla creazione di questi tunnel temporali ma, ahimè, nessuno ce l’ha spiegato o, in alternativa, sono io a non averlo capito.

Tra le cose sicuramente da salvare c’è l’uso della musica che serve a dare ritmo a tutta la storia e anche la prima parte della serie che, come ho già detto prima, è stata abbastanza interessante e anche moderatamente comprensibile. Questa è una serie che necessita di grande dedizione per essere compresa ma nelle prime puntate ripaga abbastanza lo spettatore, nel senso che ci troviamo ad investigare insieme ai personaggi e alle volte le nostre ipotesi si rivelano anche abbastanza corrette.

La puntata più bella? L’ultima della seconda stagione -la 2×08 per capirsi-, almeno fino a quando non arriva Martha, o una specie di Martha, che ci apre gli occhi: “la domanda non è da che anno vengo ma da che mondo vengo”…Davvero? Cioè, siamo stati a seguire due stagioni articolate solo sugli anni e adesso arriva lei a dirci che dovevamo preoccuparci anche di mondi paralleli? Ok, ci vediamo alla terza stagione ma speriamo sia meno complicata da seguire rispetto alle prime due.

Voi cosa ne pensate? Avete visto “Dark”? Scrivetelo nei commenti!
Ilaria

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About Ilaria 115 Articles
Sono una studentessa universitaria appassionata di teatro e di recitazione in generale ma anche di tennis.

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