Quando il Live action è vincente

I live action come insegnanti di vita.
Quando un genere condiziona la percezione.

Il live action è una tipologia di media che abbiamo già visto nell’ultimo articolo ma eravamo rimasti con un quesito. Dorama e Live action sono complementari?
Per rispondere vorrei focalizzarmi su alcuni esempi alcuni già citati come GTO, Kimi no Suizō o Tabetai (Voglio mangiare il tuo pandreas), 26 years diary. Rispettivamente nati da un manga, da un romanzo e da un evento realmente accaduto.
Se non gli hai visti ti consiglio la visione, non te ne pentirai!

Abbiamo affrontato il significato di due produzioni sopracitate nel primo articolo riguardante le serie tv nipponiche- e per chiudere quest’introduzione ad una tipologia di drama asiatico sottovalutato rispetto i suoi corrispettivi Sud Coreani o Cinesi è- corretto analizzare il significato di tre produzioni che riguardano l’universo scolastico, ma che sono simboli di cosa sia lo storytelling di argomenti spinosi raccontati con una regia magistrale.

Il live action e i problemi sociali.

Inizio parlando brevemente di GTO, tutti gli adattamenti fatti dal 1998 al 2014 sono stati in grado di resistere al confronto con le versioni animate o cartacee. Gto è il racconto di un antieroe che per il suo passato viene allontanato dal conseguimento dei suoi sogni. Nel caso specifico Onizuka è un ex teppista con i capelli tinti, elementi critici ma la preside lo sceglie  per una sua caratteristica che va oltre la sua unicità. Lui non vede lo studente come un numero o uno scarto della società ma come un futuro essere umano. Quando gli viene affidata la classe 3-4 ( la quarta classe del terzo anno) il vice preside ha un chiaro obiettivo eliminare il teppista e tutti gli scarti della società che frequentano la sua classe. L’esilarante docente, riesce a diventare amico della sua classe usando a suo favore i trucchetti che gli studenti gli tirano, senza mai perdere il suo spirito.

Fatta questa piccola introduzione andiamo a capire cosa lo rende unico, Onizuka si sacrifica fin da subito, gettandosi nel vuoto salvando Yoshikawa un suo alunno e primo dei suoi migliori amici. Quando penso a quest’opera penso subito al loro rapporto. Un ragazzino abbandonato dalla scuola, vittima di bullismo che decide di farla finita sul tetto della scuola. Lo spirito di sacrificio del docente non è gettarsi dal tetto ed afferrare il ragazzino, ma dargli una via d’uscita. La sua amicizia in primis ma specialmente la sensazione di essere vivo e accettato da qualcuno. Il loro rapporto è molto centrale nella versione in carne ed ossa. Io mi sono domandato a lungo il motivo. Credo che dal momento che Onizuka prende vita anche lo spirito umano debba essere infuso nel personaggio.

Voglio mangiare il tuo pancreas invece vede la luce prima nella versione live action nel 2017 e solo un anno dopo uscirà la versione animata. Piccola nota a cui tengo l’opera nasce da un libro e tutto ruota attorno ai libri.
Il film nonostante il nome particolare è una vera perla, la particolarità del film che si discosta molto da uno story telling classico ha un andamento tra crossover narrativi molto particolare. Sappiamo che il professor Haruki Shiga sia un uomo triste legato ad una biblioteca scolastica, quando l’edificio deve esser ristrutturato tutti i libri necessitano esser catalogati e spostati. Un suo giovane studente che per lo spettatore riveste uno Shiga giovane scopre un segreto e da quel momento il lavoro in biblioteca diventa la narrazione di una storia alternativa – pedagogica al suo studente- nella quale Haruki Shiga cessa di essere un personaggio del presente e diventa il narratore.  Da quel momento scopriremo dove sia finito il libro mai restituito alla biblioteca scolastica in quei dodici anni. Il giovane Haruki si trova in ospedale e dal cielo gli cade addosso un diario, dove scopre una verità. E per tutto il film sarà quella verità a scandire il passare del tempo. Entra nella vita del timido ragazzo una sua compagna di classe piena di vita ed amata da tutti proprio per questo suo modo di fare. La bella e solare Sakura Yamauchi però renderà il nostro protagonista il custode del suo imperituro segreto. Sta lentamente morendo di una malattia al pancreas e vuole passare gli ultimi giorni con il suo taciturno compagno di scuola, iniziando a seguirlo fino a diventare la sua collega in biblioteca. Sakura troverà la pace grazie ad Haruki , perché lui e solo lui oltre ai suoi genitori sa la verità. In questo rapporto entrano in gioco altri due personaggi amici dei due protagonisti la migliore amica di Sakura, la protettiva Shoko e Gamu kun, uno strano ragazzo che appare nei momenti critici di Haruki offrendogli sempre una gomma da masticare. Dodici anni dopo lui ancora porta addosso le cicatrici di quel doloroso viaggio. Un libro ed una gomma da masticare  però porteranno Haruki a fare pace col suo passato  scoprendo che nessuno l’ha mai odiato per quello che è stato. L’unico che ha portato il lutto e il rimorso è lui stesso rendendolo prigioniero di una pena immeritata. Il perdono arriverà quando lui sarà pronto ad andare a recuperare il libro mancante.

LIve action e anime
Live action e versione animata di un amore impossibile.

26 years Diary non deriva da un’opera di fantasia ma da eventi reali magari romanzati della vita di un giovane studente Sud coreano Lee Su-hyon- quindi un live action non convenzionale- che innamorato del Giappone nel 1996 , finito il servizio di leva lascia tutto per andare a studiare in Giappone. Il suo sogno diventa realtà. Di questo film la trama potrebbe sembrare banale, poiché lui una volta arrivato farà degli incontri speciali alcuni belli, come trovare la donna della sua vita Yuri Hoshino  alla quale dirà ti amo solo una volta. L’odio atavico del padre di Yuri semplicemente perché Su Hyon è nato in Corea. L’uomo coreano deciderà di fare un viaggio in bici per tutto il Giappone che rappresenta un  simbolo quello per capire cosa si celi dietro quel paese dei sogni e sulle sue ragioni. Il fattore cardine  ruota attorno al motivi perché i protagonisti s’incontrano.  Yuri è una brava cantante che nel ’96 si esibisce per le strade di Tokyo ed arriverà a calcare il palco di un concorso musicale per giovani speranze.Una sera del 2001, proprio quella in cui si tiene il concorso, Su Hyon deve prendere un treno per raggiungerla. Lui le scrisse “ti amo” come incoraggiamento via sms, messaggio che leggerà solo dopo in contemporanea con la notizia che il suo amato è deceduto. Sui binari un uomo  casca mentre un treno sopraggiunge. Un coreano che non è sempre stato trattato bene e che conosce il razzismo, si getta in suo soccorso assieme ad un fotografo. I tre troveranno la morte.

Live action come metafore della vita.

Ho scelto questi tre adattamenti live action  per le loro ragioni formali. Raccontano tutti e tre degli aspetti critici della società nipponica. Il razzismo, il bullismo o l’isolamento sociale. Se li volessimo confrontare abbiamo il timido Yoshikawa che assomiglia ad un giovane Haruki entrambi entrano in contatto con due elementi di disturbo. Onizuka che vuole che il suo studente e primo della banda viva e lo faccia perché abbandonare la sua vita è un gesto da codardo, l’abbraccio del professore mentre cadono nel vuoto, non risveglia solo la voglia di vivere, ma la forza di volontà di non cedere alle vessazioni . Discorso opposto per Haruki Shiga che è lui stesso un professore che purtroppo vive da dodici anni con il senso di colpa per aver deciso di far godere della serenità e felicità una sua compagna di scuola ormai alla fine del suo viaggio. In questo caso è un suo studente che ascoltando la sua storia gli dice di vivere la sua vita, senza rinnegare il passato. Uscire da quella condizione di isolamento auto imposto.  Ma la società impone anche una divisione tra chi è cool e chi è sfigato ed è questo il motivo per cui la loro amicizia viene vissuta in segreto, non da Sakura che anzi cerca di farlo unire al suo gruppo. È lo stesso Haruki il bullo della sua storia, che decide di continuare a vivere due vite separate, anzi quando uno strano compagno gli si avvicna lui è sempre restio. La mamma di Sakura ha mantenuto la promessa e custodito la lettera che gli era destinata il giorno del funerale al quale lui non si presenterà.  Lei lo assolveva da ogni colpa. Diverso è il caso di Su Hyon lui è un soldato ma prima ancora un uomo innamorato di un paese che sa essergli ostile ma nonostante tutto lui decide di vivere per se e per la sua fidanzata. La storia può essere cambiata, gli errori del passato non possono essere cancellati, purtroppo per lui, sarà il suo gesto eroico a farla cambiare nella realtà.

Possiamo concludere che grandi anime o manga o addirittura romanzi possono avere mediocri adattamenti, ma è la critica sociale alle volte a vincere la battagli col tempo e con gli spettatori di tutto il mondo. La cosa che mi fa riflettere è che così facendo viene esportata una visuale del paese vera ma davvero oscura. Eppure il Giappone da noi stranieri viene desiderato nonostante tutte le etichette.

Dato che il dorama è una delle produzioni meno conosciute e il live action sovente è sinonimo di bruttezza spero che questi consigli potranno destare la tua curiosità e magari farti cambiare leggermente idea.

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