Il mondo di Sofia | Recensione: tra filosofia, Uomo e mistero

Il mondo di Sofia. Romanzo sulla storia della filosofia è il libro più famoso dello scrittore norvegese Jostein Gaarder.

Si tratta di un romanzo filosofico ma anche di un breve trattato di filosofia. In Norvegia è stato pubblicato nel 1991 e in Italia nel 1994 da Longanesi.

Dal libro è stato tratto un film nel 1999: Il mondo di Sophie.

Titolo: Il mondo di Sofia
Anno
: 1994
Casa editrice
: Longanesi 
Genere: Romanzo (filosofico)
Traduttore
: Margherita Podestà Heir
Lunghezza
: 542 pagine
Valutazione
: ★ ★ ★ ★

Il fatto di esistere è così strano per un uomo che le domande filosofiche nascono da sole. Per molte persone il mondo è incomprensibile nello stesso identico modo in cui è impossibile capire come il prestigiatore possa estrarre un coniglio da un cilindro che un attimo prima era assolutamente vuoto.

 Jostein Gaarder

Jostein Gaarder nasce ad Oslo nel 1952. Studia filosofia, teologia e letteratura presso l’Università di Oslo. Dopo aver insegnato filosofia per dieci anni, esordisce come scrittore nel 1986 diventando uno degli autori norvegesi più noti, per poi arrivare al successo internazionale con Il mondo di Sofia.

Trama

La quindicenne Sofia Amundsen inizia a ricevere quotidianamente strane lettere che le pongono quesiti piuttosto bizzarri. “Chi sei tu?”, le chiede la prima lettera, e poi “Da dove viene il mondo?”. Sofia inizia a chiedersi e ad indagare su chi sia il mittente delle misteriose buste, quando si aggiunge un ulteriore enigma: arriva una cartolina al suo recapito, ma indirizzata ad una certa Hilde, che in comune con lei ha l’età, un padre lontano -il maggiore Albert Knag che le ha per l’appunto spedito la cartolina-e il giorno del compleanno. Alla ricerca di indizi su Hilde e di risposte ai misteriosi enigmi che le vengono recapitati, scopre che è lo stravagante professore Alberto Knox a mandarle in grosse buste le lezioni di filosofia grazie al suo cane Hermes. Sofia entra così in contatto con il meraviglioso mondo della filosofia e della storia del pensiero dell’uomo. E mentre è totalmente assorbita dalle lezioni di filosofia e dal cercare di rintracciare Hilde, fa una scoperta sconvolgente su se stessa, il professore e tutti gli stravaganti personaggi che incontra nel corso della storia. Per poi, trovarsi davanti ad una scelta fondamentale.

Personaggi e temi

È difficile inquadrare Il mondo di Sofia in un genere preciso. Sicuramente, è un romanzo che parla di filosofia. L’autore, tramite le lettere del professore, scrive lunghe digressioni in cui parla delle correnti filosofiche e dei pensatori più importanti. Così, si comincia con i primi filosofi greci e si prosegue tracciando un lungo percorso in cui si incontrano Socrate, Cartesio, Kant, Hegel, Marx, Freud e tanti altri.

È un romanzo storico, per certi versi, perché Gaarder contestualizza e descrive minuziosamente i periodi storici in cui si inseriscono le varie correnti di pensiero.

Ma il romanzo non si limita a questo. È anche un giallo, se vogliamo inscriverlo in un altro genere. Non tanto nei temi, quanto nella struttura dell’intreccio. Sofia cerca indizi sul professore, su Hilde e su tutto quello che di strano le sta succedendo da quando ha ricevuto quelle prime lettere e quella cartolina.

Ma soprattutto, è un romanzo filosofico nel momento in cui dal libro si trovano spunti di riflessione su se stessi, sull’Uomo, sull’origine e sul significato della vita.

È un romanzo a strati, Il mondo di Sofia, ed è un romanzo sorprendente tanto nell’insolita trama quanto nei personaggi, che sebbene non siano estremamente tridimensionali, hanno tutti un qualcosa di insolito, misterioso, stravagante.

Ed è anche un libro in cui fantastico e reale si intrecciano, per scoprirsi due facce della stessa medaglia.

La scrittura, sebbene la materia del romanzo sia piuttosto complessa, è semplice, leggera, non risulta pesante neanche nei punti in cui le digressioni occupano pagine e pagine. Gaarder ha uno stile pulito e ironico, spiega nozioni di filosofia aiutandosi anche con esempi che rimandano spesso alla vita quotidiana, al pratico, facendo così in modo che il romanzo possa essere destinato sia a chi ha già nozioni filosofiche sia a chi ne è digiuno.

Conclusione

Ciclicamente io torno a queste pagine. Dalla prima volta in cui ho preso in mano questo libro è diventato il mio porto sicuro, una di quelle letture che in qualche modo mi riconnettono al presente, al mondo, a me stessa.

È un periodo difficile, pieno di scadenze, ansie ed incertezze, ma questo libro è come se le cancellasse tutte. Mi riporta all’ancestrale, mi consente di riprendere in mano la consapevolezza di non essere l’unica che si è fatta delle domande, ha avuto dubbi su di sé, sulla vita, sugli altri.

Le ansie non vengono cancellate, restano lì, però so di non essere sola. So di non essere l’unica.

Gaarder accompagna il lettore in un cammino alla scoperta del suo passato, della storia dell’umanità, con la conclusione che ogni cosa è polvere di stelle. Tutto è ammantato di mistero, l’unica consapevolezza è che nulla si è generato dal nulla.

Chiuso il libro, restano delle domande. Eppure, sappiamo che il punto è proprio quello: porsi delle domande, non dare per scontato nulla, perché di scontato, in fin dei conti, non c’è niente.

La cosa più triste è che, crescendo, noi non ci abituiamo soltanto alla legge di gravità bensì al mondo così com’è. In altre parole, perdiamo a poco a poco la capacità di stupirci per quello che il mondo ci offre. Ed è una perdita grave alla quale i filosofi cercano di porre rimedio. Nel nostro animo noi intuiamo che la vita è un mistero. E questa è una sensazione che abbiamo provato una volta, molto tempo prima che imparassimo a pensarci.

E voi, avete letto questo romanzo? Fatemi sapere nei commenti!

A presto,

Michela

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Qui troverete la mia ultima recensione su Fosca, mentre qui vi parlo di L’ora di Agathe, un altro romanzo che mi ha aiutata molto.

 

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Michela
About Michela 12 Articles
Michela, 20+2, femminista, procrastinatrice seriale, a metà tra Verona e il mare del Molise. Leggo, scrivo, mi lascio stupire dal mondo e cerco di non arrabbiarmi troppo per i ritardi dei treni.

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