Recensione: La Porta Rossa 2 – Cagliostro riuscirà mai a passare quella benedetta porta?

Ci siamo. E’ finita la seconda stagione della Porta Rossa.  Ora che so come è andata a finire, preferisco giudicare tutta l’opera per intero, invece di soffermarmi solo sull’ultima puntata.

Il Cast

Attori bravissimi come Guanciale e Passion come protagonisti. Promosso anche il commissario Paoletto, Andrea Bosca nei panni di Jonas e Stefano Rambelli. Stereotipati invece Vanessa Senior, tutto il resto della polizia e i “cattivi” della Fenice… Quest’ultima parte del cast l’ho ritenuta abbastanza insignificante rispetto gli altri. Però essendo Vanessa Senior una dei protagonisti, credo che non si possa sorvolare il tipo di recitazione meccanica che ha.

La regia, il montaggio e la scenografia

La regia non eccelle, ma so, anche attraverso la visione di numerosi Backstage, che il lavoro dietro la Porta Rossa è immenso e che ci sono un sacco di specialisti attivi negli effetti speciali. Non so se sia dovuto ai tempi stretti, ma ho trovato abbastanza errori nel montaggio (post-produzione) e la scenografia. Gli errori sono comunque minimi, ma si notano abbastanza, a partire dagli errori nei raccordi al sangue finto poco credibile.

La trama

L’inizio è stato troppo lento, al punto che ci siamo ritrovati nel vivo dell’azione solo nelle ultime puntate. Prima ci hanno intortato in tutti i modi la storia della Fenice che alla fine, più di tanto, non era così temibile visto che il suo ruolo era spinto dal ricatto di Rambelli… ma andiamo con ordine.

Anna

Anna è il personaggio che è riuscito a stupirmi di più con la sua forza e determinazione, ma è anche il personaggio che è cresciuto gradualmente e meglio nel corso delle puntate. L’ho apprezzata tantissimo, tranne magari nelle scene finali in cui fa intendere che è disposta ad avere una relazione con il commissario che l’ha aiutata. Mi è sembrata una cosa campata per aria. Non l’ha degnato di striscio per tutta la serie, Leonardo muore, Piras muore e lei non si fa problemi con il commissario?

Vanessa & Co

Con Vanessa si apre la possibilità di un sequel dal momento che ci hanno presentato il legame del Rosso ed Eleonora, per giustificare il fatto che per non far attraversare la porta rossa ad un fantasma ci possono essere varie cause, fra cui quella fra il medium e il fantasma.

Vanessa si innamora di Cagliostro al punto da diventarne ossessionata e compiere gesti sconsiderati, ad esempio  intrufolarsi a casa di Alessi, senza però avvertire nessuno, solo per compiacere Cagliostro. Verrà salvata fortuitamente, ma in questa stagione il suo rapporto con Leonardo si è incrinato pesantemente, soprattutto quando decide di trattenerlo egoisticamente sulla terra. Come avevo previsto, probabilmente Cagliostro per lei non prova gli stessi sentimenti, ma sicuramente c’è qualcosa che li lega e questo lo scopriremo solo se ci sarà una terza stagione e soprattutto scopriremo cosa accadrà a Vanessa dal momento che Federico nasconde, CHIARAMENTE, qualcosa e lei è così stupida da non averlo capito.

Personaggi secondari

Certi avvenimenti sono avvenuti con una lentezza assurda, facendoli sembrare chissà quanto complessi (e forse usati per depistarci anche dal vero colpevole) e altri eventi invece sono passati come meteore all’interno di un quarto di puntata. L’omicidio di Piras e di Lucia Bugatti davvero si risolvono e vengono liquidati con Alessi e Silvestrini che dicono in maniera cosi falsa e meccanica “Dobbiamo ucciderla, lei sa troppo, così come Piras e Lucia. Dobbiamo farla fuori”. Sembra il copione della recita dei bambini delle elementari  nel momento in cui i cattivi entrano in scena e strillano al pubblico che stanno per fare un’azione malvagia.

Jonas e Rambelli

Due facce della stessa medaglia: il ladro buono e il poliziotto cattivo. Forse, almeno Rambelli, tanto cattivo non è stato, ma non simpatizzo per il suo comportamento. Specialmente dopo aver risposto in maniera così anaffettiva a Leonardo prima di attraversare la porta rossa.

La Confraternita Fenice

Questa forse è la cosa che mi fa storcere di più il naso, hanno perso tempo nelle prime puntate per scoprire cosa diamine fosse sto gruppo di mafiosi quando alla fine si è scoperto che erano 4 vecchi ricattati da uno in prigione con un passato da trafficatori di esseri umani che con il rapimento di Vanessa non c’entravano nulla. Certo, era abbastanza strano che qualcuno della Fenice, ormai sciolta da anni, potesse avere un movente valido per rapire una bambina di pochi mesi e per questo alla fine questa scelta non mi dispiace più di tanto perchè il doppio mistero è un espediente interessante… se saputo sfruttare….E dico se saputo sfruttare dal momento che il secondo mistero, che analizzeremo meglio in seguito, è stato presentato senza nessun indizio, in fretta e furia nell’ultima puntata senza neanche darci tempo per metabolizzare e capirne il senso. 

La trama del finale de “La Porta Rossa 2”

Cagliostro capirà che la persona che in passato sparò al padre è la stessa che ha ucciso Brezigar e Rambelli, che si rivelerà essere Silvia. Infatti lei sparò al suo fidanzato, dopo che lui aveva rubato dalla banca su richiesta di Rambelli una cassetta di proprietà di Alessi, dove dentro era custodito un libro, I misteri del Conte di Cagliostro, il libro mastro dove erano riportati i nomi dei membri della Fenice e tutti i loro traffici. Quando diede alla luce il figlio lo affidò a Rambelli che lo portò in orfanotrofio, solo Rambelli era a conoscenza del fatto che Silvia aveva sparato a Jonas, ricattandola tramire Brezigar, che infatti era l’informatore di Rambelli. Silvia, stufa dei ricatti, uccise Brezigar, e poi anche Rambelli, rubandogli poi il libro mastro, con il quale Rambelli aveva ricattato la Fenice affinché con la loro influenza manipolassero il processo per assolverlo dalle accuse, sono stati i membri della Fenice a far uccidere Piras e Lucia. Vanessa, entrerà di nascosto nella casa si Alessi per trovare delle prove contro di lui, ma il procuratore aggredirà la ragazza, che verrà salvata da Stella e Paoletto che arresteranno Alessi.

Silvia, in preda alla disperazione e alla paranoia, rapirà la sua nipotina portandola alla fabbrica dove aveva ucciso Brezigar, lei nella sua follia spera di poter crescere la piccola Vanessa e di guadagnarsi una seconda possibilità per avere una famiglia. Anna e Jamonte, giunti sul posto con l’intento di salvare la bambina, tentano di fermare Silvia, che viene raggiunta da Jonas che non intente assecondarla, infatti lui vuole riportare la bambina dalla madre, e Silvia, avendo capito che non potrà mai redimersi dagli sbagli che ha commesso, si spara togliendosi la vita. Lo spirito di Silvia ha modo di vedere Cagliotro, e poi attraversa la porta rossa. Jamonte e Anna recuperano il libro mastro che Silvia aveva con sé, trovando le prove per arrestare pure Don Giulio e la Durante. Stella e Paoletto iniziano una relazione, mentre Anna, che aveva capito che suo marito stava vegliando sulla moglie e sulla figlia, gli chide di andarsene, perché la sua sola presenza le impedisce di andare avanti per la sua strada.

Cagliostro ha capito che rimanendo nel mondo dei vivi, ha causato la serie di eventi che lui stesso vedeva nelle sue visioni, mettendo in pericolo Anna e la loro bambina, quindi decide di attraversare la porta rossa, ma Vanessa, con i suoi poteri, non gli permette di lasciare il mondo dei vivi perché ha capito che c’è un misterioso legame che unisce lei e il fantasma, costringendo un disperato Cagliostro a rimanere con lei finché non capirà la vera natura del legame che li unisce. Federico convince Vanessa a lasciare Trieste con lui per cercare altri medium, ma quello che la giovane Rosic ignora e che Federico è entrato nella sua vita per conto di terzi, e che il ragazzo ha in mente dei piani per lei.

Si evince che il motore di questa seconda stagione si divide in due filoni:

  • Rambelli che ricatta la Fenice per scarcerarsi facendo ricadere la colpa su Anna e Piras
  • Jonas, Silvia, Rambelli e i loro conti in sospeso

Questi due filoni si intrecciano fra loro nel finale e mi sarebbe anche potuta andare bene come trama, se solo fosse stata presentata in maniera migliore.

Filone delle scene forzate

Nota che va assolutamente fatta: ma quanto è deficiente la sorella di Anna che lascia Vanessa da sola in carrozzina con un altra bambina per seguire il figlio dodicenne per la banchina? Lo avrebbe benissimo potuto rincorrere con il passeggino invece di lasciare incustodita la nipote. E qui, parte il filone delle scene forzate….

Lo chiamo filone delle scene forzate perchè la trama è partita lentamente, gonfiando un po’ troppo gli eventi, che dopo il fumo si sono rivelate non così intricate e complesse come sembravano ma più una forzatura. Così come è una forzatura creare un personaggio demente a tal punto di lasciare incustodita una bambina, perchè dovevano fare in modo che baby Vanessa venisse rapita (wow che espediente narrativo realistico una zia irresponsabile che lascia la carrozzina incustodita per 3 secondi per correre dietro al figlio), è abbastanza forzato usare come movente di tutto l’ambaradam del rapimento la follia di Silvia, madre di Cagliostro.

In un giallo che si rispetti, il trucco dell’autore è quello di presentare allo spettatore/lettore tutti gli elementi e indizi e dargli modo di poter ricomporre il puzzle da solo, almeno a metà dell’opera. L’abilità sta proprio qui: il fatto che nonostante gli indizi, ricomporre il puzzle sia troppo difficile e quindi solo alla fine, quando tutto tornerà al suo posto, lo spettatore si darà una pacca in fronte dicendo “E’ veroooo! Ma era così palese!”

Nel caso della Porta Rossa non metterei la mano sul fuoco nell’affermare che gli avvenimenti siano stati strutturati nel modo migliore… e questo lo si evince dal fatto che troppe volte ci sono state scene “Nì” in cui non tutti riuscivano a sentire vere/realistiche certe situazioni.

In primis, il coinvolgimento di Silvia. E’ restata un personaggio marginale da sempre, e per evitare di dire che “solo io non me ne sono accorta” ho fatto un sondaggio a campione e soprattutto sui gruppi facebook di Lino Guanciale, parecchia gente poteva aspettarsi tutto meno che Silvia.

E non è che la gente non sospettasse di Silvia perchè gli autori sono stati bravi a mascherare il suo coinvolgimento, ma perchè – forse incapaci di nascondere senza farlo sembrare troppo evidente (cosa abbastanza nota nel cinema italiano l’incapacità a recitare sceneggiare in maniera non esagerata o troppo marcata – QUESTA CRITICA E’ GENERICA, NON E’ RIVOLTA A TUTTI) – il fatto che dietro la morte di Rambelli, Brezigar e il coma di Jonas ci sia Silvia, è stato mostrato solo nell’ultima puntata, con un lieve presagio nel momento in cui si capisce che Jonas non ha sparato a Rambelli e che Silvia viene vista con fare sospetto al raduno dei fuochi, alternata da troppe inquadrature incentrate su Baby Vanessa.

Prima di allora, il nulla. E comincia così tutto lo spiegone attraverso i Flashaback in cui si giustificano i gesti di Silvia con la scusa della depressione, follia etc… che però risultano abbastanza forzati perchè non fanno parte di tutta la storia, ma sono solo un avvenimento buttato li sul finale. Quindi praticamente come movente abbiamo la follia, che spinge una persona ad ammazzarne altre due e mandarne in coma un’altra…

E da qui parte la mia critica anche all’espediente narrativo della Fenice. Serviva a coprire cosa esattamente? Dal momento che su Silvia di indizi non ce ne sono mai stati? O se ci sono stati spiegatemeli perchè forse io e una buona fetta di pubblico non li abbiamo colti?

Ecco perchè non sono chissà quanto soddisfatta del finale, perchè secondo me la storia poteva essere strutturata diversamente invece di  stringere tutto nel finale e farla sembrare una cosa buttata li a caso.

Se la follia di Silvia fosse stata presentata sin da subito, con alcuni flashback di Silvia mostrati senza farci capire troppo, forse le cose sarebbero andate diversamente e sicuramente sarebbe stato più interessante. La trama di per se non è male. Il male è come è stata sviluppata.

Conclusione

Detto questo, io apprezzo molto questa serie tv, molto diversa rispetto le altre fiction Rai. Se nella recensione mi sono soffermata più sulle critiche questo automaticamente non vuol dire che non mi sia piaciuto niente, anzi,  però mi pare naturale che quando si deve esprimere un giudizio negativo bisogna saperlo articolare e spiegarsi, ecco forse perchè la parte in cui rifletto sul finale può risultare lunga. Complimenti a chi è arrivato fin qui, complimenti a tutto il Team della Porta Rossa, complimenti a Lino Guanciale e… speriamo in una terza serie, sarebbe bello vedere come si svilupperà la Storia ora che il movente che trattiene Cagliostro sulla terra non sono più le sue visioni, ma Vanessa.

Cosa ne pensate?

Qui Sara Scrive, passo e chiudo!

 

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Sara. Roma. 7 sorelle. Fangirl a tempo pieno. La leggenda narra che io sappia disegnare oltre che essere pazza per i Jonas Brothers.

6 Commenti

  1. Eviterò di esprimere un giudizio globale su “La Porta Rossa 2”, in quanto, in fin dei conti, è riassunto nel mio nickname: al contempo affezionato omaggio e bonaria presa per il culo.
    A proposito: ma quanto è stato di cattivo gusto inquadrare il peraltro pregevole lato B di “Silvia”, subito prima che un ingrifatissimo “Rambelli” le zompasse addosso?
    Una scena degna del miglior Lando Buzzanca, o del peggior Steven Seagal.
    Non so se ridere e piangere.

    • Si me ne sono accorta anche io, diciamo che non è stata una bella mossa… però comunque facendo parte del catalogo di prodotti italiani è anche una bel progetto

  2. Eccomi, come da promessa ti scrivo le mie impressioni, sperando che ti faccia piacere.
    Andando con ordine, adoro sempre più la Pession, perfetta nel suo ruolo, ma la scelta di far “innamorare” (?) Anna e Jamonte (spero si scriva così) è proprio pessima, concordo in pieno con te. Un’altra cosa che non mi è affatto piaciuta è il modo in cui hanno glissato sulla morte di Piras, ok, non potevano certamente farlo incontrare con Leo ma non so, almeno fare una scena con lui da spirito e Anna secondo me sarebbe stato carino, giusto per dare una degna conclusione ad un uomo che alla fine dei conti l’ha amata anche se non corrisposto.
    È stata una stagione un po’ così così, quella via di mezzo che sinceramente non mi sarei aspettata dopo la prima…tutti hanno detto che ci sarebbe piaciuta di più però io non ne sono convinta appieno. Sinceramente salverei solo la seconda metà, quella è stata bella, nella prima hanno spiegato troppe cose della Fenice, hanno messo troppa carne al fuoco che poi non è servita a nulla in pratica; detto in tutta onestà, le prime puntate sono state dure da digerire, almeno per me.
    Sono contenta per il risvolto finale che ha avuto la storia di Stella e Paoletto, proprio dove si erano baciati nella prima serie e sono contenta per la decisione di Anna di chiedere a Leo di lasciarle, pur con le lacrime agli occhi. Vanessa senior secondo me si è involuta durante questa stagione: prima si innamora di Cagliostro, poi ne diviene ossessionata, e alla fine parte con Federico in un motto di ribellione che non potrà che danneggiarla. Impedire a Leo di andare è un atto decisamente egoistico, per di più vanificato dalla partenza con uno che, secondo lei, la aiuterà a scoprire perché Cagliostro è la sua ombra…
    Il personaggio di Silvia mi è sembrato più una comparsa che altro: molla il marito per andare da Jonas, a cui aveva sparato, poi rapisce sua nipote nella speranza di ricrearsi una vita, alla fine muore e prova timidamente a riconciliarsi con suo figlio dicendogli un “sei come ti immaginavo” davvero inutile, secondo me.
    La terza stagione ci sarà quasi sicuramente, secondo quello che dicono, e spero che riescano a fare il salto di qualità a cui chiaramente ambivano in questa ma che non hanno fatto completamente. Tra gli attori sicuramente da promuovere gli interpreti di Anna, Leo, Paoletto e Stella; da bocciare tutti quelli della Fenice che trovo siano uno peggio dell’altro. L’attrice di Vanessa senior sta un po’ nel limbo: la preferivo nettamente la scorsa stagione.
    Sommando tutto assieme direi che è una serie che si fa guardare e che si guarda volentieri ma a cui manca qualcosina.
    Spero di non averti annoiata con il mio commento e scusa se è troppo lungo.

    • Ciao! Sono felice di aver letto il tuo messaggio, sia perchè ero curiosa di sapere come la pensavi ma sia perchè hai riassunto e messo in evidenza un altro concetto fondamentale: E’ stata messa troppa carne al fuoco, troppi personaggi sono peggiorati ed estremizzati in un modo o in un altro senza una vera evoluzione. Sembrano tutti impazziti. Silvia è sempre stata marginale, poi bam, se scopre na pazza psicopatica. Vanessa diventa una pazza egoista, senza darci davvero dei motivi per farci immedesimare nel suo comportamento. Non c’è nessuna empatia perchè gli avvenimento sono presentati troppo senza logica.
      Concordo con il tuo giudizio finale, però sono comunque felice che negli ultimi anni ci stiamo muovendo verso una direzione innovativa che svecchia un po’ le nostre tradizioni di intrattenimento.

      Un abbraccio

      Sara

      • Penso che la forza della serie stia proprio nella direzione verso cui si muove, hai ragione. Non c’è dubbio sul fatto che vogliano togliersi quell’etichetta da “prodotto italiano” che in genere è poco apprezzato, in primis dal nostro popolo… In generale credo che i ragazzini prediligano le serie americane nonostante questa bella mossa della Rai.

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