Nel dicembre del 1968 veniva registrato il brano più erotico di tutti i tempi ovvero “Je t’aime…moi non plus”. Scritto e cantato dal brutto ma affascinante paroliere francese Serge Gainsbourg, il pezzo era stato pensato come duetto tra quest’ultimo e la sensuale Brigitte Bardot, che all’epoca era una delle sue numerose amanti. L’iconica bionda dovette però rifiutare per evitare lo scandalo, essendo sposata con l’imprenditore tedesco Gunter Sachs.

Gainsbourg decise allora di mettere da parte la canzone fino all’arrivo di Jane Birkin, con la quale iniziò tra l’altro una relazione. L’attrice inglese, ancora semisconosciuta, diede letteralmente voce al piacere sessuale femminile. La canzone divenne inno della liberazione sessuale, scoppiata pienamente proprio nel 1968, anno di forti e significative contestazioni di massa nei confronti dei pregiudizi socio-politici.

La rivoluzione sessuale

Tra gli anni Cinquanta e Sessanta numerosi movimenti giovanili di protesta iniziarono a diffondersi prima negli Stati Uniti e poi successivamente nel resto d’Europa, mettendo in discussione istituzioni borghesi come la  verginità, il matrimonio e la famiglia.

La rivoluzione sessuale cavalcò l’onda dell’ideologia femminista, che si stava diffondendo sempre più velocemente nei paesi occidentali, dove la donna iniziava ad avere una piena consapevolezza dei suoi diritti. Grazie a questa presa di coscienza vennero quindi ribaltati gli ideali tradizionali, che avevano relegato la figura femminile esclusivamente al ruolo di figlia, moglie e madre.

Verso la libertà

Le scoperte mediche e scientifiche portarono poi alla scoperta di metodi anticoncezionali ed abortivi. La donna si trasformava quindi nella portatrice di una sessualità indipendente dalla procreazione, entrando in contatto con il proprio corpo e rapportandosi in maniera diversa con il proprio partner, dal quale pretendeva adesso piacere.

In seguito al 68′ il sesso prematrimoniale e quello occasionale aumentarono in particolare tra i giovani, portando ad una diminuzione radicale del tasso matrimoniale. Oltre allo sdoganamento del sesso prima delle nozze, seguirono l’introduzione del divorzio, l’abrogazione del reato di adulterio e del delitto d’onore, la normalizzazione della contraccezione e della pillola, il cambiamento della morale riguardo la nudità pubblica, l’accettazione dell’omosessualità e della pornografia, la possibilità di forme alternative di sessualità e la legalizzazione dell’aborto.

L’amore libero

L’amore ed il sesso divenivano espressione di libertà. Si diffuse così l’idea del cosiddetto Free Love, cioè l’amore libero da ogni restrizione sociale, legale e soprattutto sentimentale. Si delineava dunque una distinzione tra quello che era l’amore, inteso come sentimento, ed il sesso, concepito invece come atto di puro piacere fisico che non implicava necessariamente anche il coinvolgimento sentimentale.

Significativo in questo senso è il titolo della canzone, che tradotto in italiano diventa “Ti amo…io nemmeno”. Gainsbourg crea in questo modo un gioco di parole, basato su due frasi tra loro opposte dove la seconda frase smaschera la falsità della prima. L’uomo infatti non crede a quanto gli viene detto dalla donna, la quale cerca solamente di giustificare il loro rapporto esclusivamente sessuale, fingendo di provare un trasporto emotivo, che in realtà non sente per davvero e che è provocato dalla suggestione erotica.

Quando la musica incontra il sesso

“Je t’aime…moi non plus” fu immediatamente censurata, impedendone la trasmissione radiofonica in Europa e negli Stati Uniti. Mentre in Italia la canzone arrivò solamente nel 1969, dove venne però vietato l’ascolto ai minori di 18 anni. Inutile dire che le censure non impedirono la diffusione del pezzo, che ottenne anzi un grande successo.

Al brano, vero e proprio amplesso musicale, ed ad i suoi due interpreti spregiudicati si deve il merito di aver dato suono, attraverso gemiti e respiri profondi, ad un argomento che era prima tabù: l’orgasmo. Con una sola canzone Gainsbourg e Birkin scandalizzarono un’intera epoca, in cui aleggiava un clima di rivoluzione. Una rivoluzione destinata a cambiare radicalmente la società ed a cui dobbiamo tanto.

Qui Alessia. Grazie per l’attenzione.

Difendete la libertà per cui in molti hanno lottato!

 

 

Written by

Alessia

Classe 1999. Studentessa universitaria. Curiosa della vita.