Un tè a Chaverton House | Recensione

recensione un tè a chaverton house

Titolo: Un tè a Chaverton House
Anno: 2021 
Casa editrice: Garzanti
Genere: narrativa italiana 
Target consigliato: dai 14-15 anni in su 
Lunghezza: 192 pagine 
Punto di vista: interno
Valutazione: ★★★★★ 

Alessia Gazzola 

Alessia Gazzola, autrice di un tè a chaverton house

Alessia Gazzola nella vita è specialista in medicina legale e vive a Verona con il marito e le due figlie. Ha esordito nel 2011 con L’allieva, il primo romanzo della serie dedicata ad Alice Allevi, cui sono seguiti Un segreto non è per sempre nel 2012, Sindrome da cuore in sospeso sempre nel 2012, Le ossa della principessa nel 2014, Una lunga estate crudele nel 2015, Un po’ di follia in primavera nel 2016, Arabesque nel 2017 e Il ladro gentiluomo nel 2018. Ha inoltre pubblicato Non è la fine del mondo nel 2016 e Lena e la tempesta nel 2019. Sempre nel 2019 ha dato avvio ad una nuova serie, la cui protagonista è l’anatomopatologa Costanza Macallè, il cui primo volume si intitola Questione di Costanza; nel 2020 è uscito Costanza e buoni propositi. 

Trama 

Mi chiamo Angelica e questa è la lista delle cose che avevo immaginato per me: un fidanzato fedele, un bel terrazzino, genitori senza grandi aspettative. Peccato che nessuna si sia avverata. Ecco invece la lista delle cose che sono accadute: lasciare tutto, partire per l’Inghilterra e ritrovarmi con un lavoro inaspettato. Così sono arrivata a Chaverton House, un’antica dimora del Dorset. Questo viaggio doveva essere solo una visita veloce per indagare su una vecchia storia di famiglia, e invece si è rivelato molto di più. Ora zittire la vocina che lega la scelta di restare ad Alessandro, lo sfuggente manager della tenuta, non è facile. Ma devo provarci. Lui ha altro per la testa e anche io. Per esempio prepararmi per fare da guida ai turisti. Anche se ho scoperto che i libri non bastano, ma mi tocca imparare a memoria i particolari di una serie tv ambientata a Chaverton. La gente vuole solo riconoscere ogni angolo di ogni scena cult. Io invece preferisco servizi da tè, pareti dai motivi floreali e soprattutto la biblioteca, che custodisce le prime edizioni di Jane Austen e Emily Brontë. È come immergermi nei romanzi che amo. E questo non ha prezzo. O forse uno lo ha e neanche troppo basso: incontrare Alessandro è ormai la norma. E io subisco sempre di più il fascino della sua aria da nobiltà offesa. Forse la decisione di restare non è così giusta, perché io so bene che quello che non si dovrebbe fare è quello che si desidera di più. Quello che non so è se seguire la testa o il cuore. Ma forse non vanno in direzioni opposte, anzi sono le uniche due rette parallele che possono incontrarsi. 

Commento 

E così, finalmente, dopo avervelo presentato di recente¹, ho letto anche io il nuovo libro di Alessia Gazzola –in meno di tre ore nette. Cosa dire? Un tè a Chaverton House lascia il lettore con la voglia di vivere (e di preparare cornetti!); non è un libro che ha delle alte pretese -la stessa autrice lo inquadra come una “coccola”- ma è un libro che in qualche modo si incatena alla mente e lascia il lettore desideroso di continuare.  

La Gazzola l’ha composto in un mese durante il lockdown iniziato a marzo 2020 per rimanere mentalmente lucida, senza sapere se poi l’avrebbe veramente pubblicato. Per quanto mi riguarda, mi sento di ringraziarla profondamente perché la sua Angy mi ha svagata per qualche ora e mi ha portata con sé sulla strada di Chaverton a seguire le orme del bisnonno Angelo. La penna della Gazzola è assolutamente riconoscibile e le descrizioni dettagliate sono ormai un marchio di fabbrica irrinunciabile, la storia è ben costruita e l’autrice miscela abilmente i piani narrativi, spaziando tra sequenze più leggere e sequenze più storico-fantastiche. Ho adorato il prologo e la spiegazione delle fate in merito ai talenti donati ai neonati così come ho apprezzato la protagonista, così semplice nella sua tranquillità eppure anche così ostinata nel perseguire il suo ideale di vita –benchè distantissimo da quello che la famiglia si immaginerebbe per lei. 

Angy accompagna il lettore e si mette a nudo da subito, è una persona che non si può che amare e alla quale si guarda sempre con curiosità mista a gioia ed entusiasmo. La prosa di Un tè a Chaverton House scorre a meraviglia e la sua conclusione arriva molto prima di quanto si vorrebbe; una volta terminato il libro viene proprio da chiedersi se scopriremo ancora qualcosa sul futuro di Angy ma già sappiamo che la risposta è negativa –il romanzo è, infatti, uno stand-alone.  

Resta, quindi, una sola cosa da dire: grazie Angelica per questo breve ma piacevolissimo viaggio a Chaverton! 

🍵🥐🍵🥐🍵 

E voi cosa ne pensate? Avete letto Un tè a Chaverton House? Scrivetelo nei commenti! 

Ilaria 

Se ti piacciono i nostri articoli e vuoi restare aggiornato sul mondo dello spettacolo, recensioni, news, interviste e altro ancora non dimenticare di seguirci su:
Condividi su
Ilaria
About Ilaria 163 Articles
Sono una studentessa universitaria appassionata di teatro e di recitazione in generale ma anche di tennis.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.