Il regno corrotto di Leigh Bardugo | Recensione

Titolo: Il regno corrotto
Autore: Leigh Bardugo
Editore: Mondadori
Genere: Fantasy
Pagine: 476
Valutazione: ★★★★

TRAMA

Jesper non smetteva un attimo di tamburellare le dita sulle cosce. «Qualcuno ha per caso notato che l’intera città ci cerca, ce l’ha con noi o vuole farci fuori?» «E allora?» disse Kaz. «Be’, di solito è solo metà della città.»

 

Kaz Brekker e la sua banda di disperati hanno appena portato a termine una missione dalla quale sembrava impossibile tornare sani e salvi. Ne avevano dubitato persino loro, a dirla proprio tutta. Ma rientrati a Ketterdam, non hanno il tempo di annoiarsi nemmeno un istante perché sono costretti a rimettere di nuovo tutto in discussione, e a giocarsi ogni cosa, vita compresa. Questa volta, però, traditi e indeboliti, dovranno prendere parte a una vera e propria guerra per le buie e tortuose strade della città contro un nemico potente, insidioso e dalle tante facce. A Ketterdam, infatti, si sono radunate vecchie e nuove conoscenze di Kaz e dei suoi, pronte a sfidare l’abilità di Manisporche e la lealtà dei compagni. Ma se i sei fuorilegge hanno una certezza è questa: dopo tutte le fughe rocambolesche, gli scampati pericoli, le sofferenze e le inevitabili batoste che hanno dovuto affrontare insieme, troveranno comunque il modo di rimanere in piedi. E forse di vincerla, in qualche modo, questa guerra, grazie alle rivoltelle di Jesper, al cervellone di Kaz, alla verve di Nina, all’abilità di Inej, al genio di Wylan e alla forza di Matthias. Una guerra che per loro significa una possibilità di vendetta e redenzione e che sarà decisiva per il destino del mondo Grisha.

COMMENTO

Già nel primo volume mi ero innamorata dei personaggi e in questo mi sono affezionata ancora di più.
Questo secondo volume è un degno seguito e una degna conclusione di questa fantastica duologia.
In questo volume scopriamo anche cosa significhi esattamente il motto degli Scarti, oltre ad essere anche un modo per augurarsi buona fortuna. Significa anche che non essendo parte dei ricchi di Kerch per loro non ci sarebbe stato nessun bel funerale e nessuna sepoltura.
Dopo averli visti in una missione super segreta per entrare nella inespugnabile Corte di Ghiaccio, ritroviamo i nostri amici a Kerch dove tutto il mondo gli da la caccia.
Se in Sei di Corvi avevo odiato Van Ech in questo volume avrei voluto strangolarlo con le mie mani. Scopriamo chi è davvero, e cioè un bastardo che si nasconde dietro la facciata del mercante.
In questo libro ho amato ancora di più i personaggi, perché dopo averli conosciuti nel primo volume qui li conosciamo ancora meglio. Viene data la voce anche a Wylan che nel libro precedente avevamo solo conosciuto senza però sapere molto di lui.
Wylan è un ragazzo onesto che si trova immischiato con i Corvi a causa di suo padre. Anche se all’inizio è un ragazzino spaventato, e un po’ rimane così per tutta la storia, ma quello che mi è piaciuto di più è che alla fine riesce a riprendersi ciò che è suo ma soprattutto a distruggere il padre. C’è stato un momento in cui ero sconsolata pensando che non ce l’avesse fatta ma questo pensiero è stato come dubitare di Kaz, è questo non si deve mai fare. Kaz ha sempre un piano e ogni volta sorprendono sempre di più. Ma quello che più amo di lui è che anche se si crede un mostro in realtà, e molto molto in fondo, è una brava persona che tiene alle persone e che gli vuole bene, anche se a modo suo.
Inej è la mia preferita in assoluto perché riesce a mostrare sempre una forza e un coraggio impressionanti. Certo anche lei, essendo un essere umano, ha paura ma trova sempre il modo di affrontarla, esattamente come le diceva sempre suo padre. “Noi affrontiamo la paura. Noi salutiamo la visitatrice inaspettata e ascoltiamo quello che ha da dirci. Quando la paura arriva, qualcosa sta per succedere.”
Jesper qui dimostra di essere un ragazzo molto profondo e con un cuore d’oro. Ogni volta che qualcuno ha bisogno lui c’è ma soprattutto riesce sempre a far ridere la gente anche nei momenti peggiori. Certo ha fatto molti errori ma bisogna dire che non li ha mai fatti volontariamente, anche se in alcuni casi è anche peggio. In questo libro però dimostra e riesce a redimersi per tutti i suoi errori soprattutto perché riesce a dimostrare perfettamente quanto ci tiene alle persone che gli stanno accanto.
Il finale non mi ha convinta del tutto, perché forse mi aspettavo qualcosa di diverso. Certo è un bel finale perché la mia ship preferita ha avuto, quello che si può definire, un lieto fine. Però non me lo aspettavo così aperto, o forse semplicemente non volevo arrivare alla fine perché mi sono affezionata troppo a questa banda di matti.

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