Il mio canto libero

Nel novembre del 1972 avveniva la pubblicazione di uno degli album discografici più belli della storia della musica italiana, contenente brani scritti dal geniale duo Mogol-Battisti. Il titolo, che dà anche nome ad uno dei pezzi presenti nel disco, è “Il mio canto libero”, che potrebbe essere definito, a tutti gli effetti, un vero e proprio inno alla libertà ed in particolare a quella d’amare. Lucio canta: “In un mondo che, prigioniero è…”, sottolineando come un amore così puro, onesto e libero non possa sopravvivere in un mondo, ormai, corrotto e che soffoca incessantemente l’uomo, non lasciandogli alcuno spazio per i suoi desideri. Ma quest’amore, che è simbolo di una libertà, in realtà, intrinseca nell’uomo, nasce in mezzo al pianto, spingendolo, in questo modo ad innalzarsi al di sopra della società tangibile, per raggiungere un mondo ultraterreno, dove finalmente i due amanti possono “respirare liberi”. Attraverso l’esaltazione dell’amore, dunque, Battisti e Mogol giungono alla riscoperta della libertà personale, che la società cerca di nascondere, impedendoci, inoltre, la libera espressione delle nostre passioni e, di conseguenza, di noi stessi. 

Il concetto di libertà

Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Uniti emanava un documento sui diritti individuali, ovvero la Dichiarazione universale dei diritti umani, risultato della Bill of Rights, della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America e soprattutto della dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, stesa nel 1789, anno della Rivoluzione Francese.

Di rilevante importanza risultano essere i primi tre articoli:

Art. 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Art. 2

1. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
2. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale Paese o territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.

Art. 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Che cos’è quindi la libertà?

Credo che la risposta possa essere trovata nelle parole, usate da Karl Marx, per descrivere il suo sogno di libertà:”fare oggi questo, domani quello, al mattino andare a caccia, al pomeriggio pescare, a sera dedicarsi all’allevamento del bestiame, dopo la cena discutere di quanto al momento avrò voglia […]”. In poche parole, libertà significa fare quello che si vuole, senza, però, danneggiare gli atri e se stessi.

Tuttavia per il teorico del marxismo, che sosteneva però la superiorità della comunità su quella dell’individuo, la libertà è indivisibile, pertanto, può essere raggiunta solo in seguito all’uguaglianza. La sua visione, purtroppo utopica, della libertà, mette in luce, quello che è, a mio parere, il male più grande della società passata e contemporanea e cioè l’ineguaglianza, che impedisce all’uomo di esprimere ciò che è realmente. 

Il canto libero

Libertà è, difatti, definibile come la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, indipendentemente dalla propria razza, dal proprio credo, dal proprio orientamento politico e sessuale. Essa coincide con il diritto ed il dovere d’essere.

“Il canto libero”, cantato da Battisti, va, perciò, inteso anche e soprattutto come un invito a non rimanere in silenzio dinanzi ai soprusi, alle ingiustizie ed agli abusi della vita, per trovare il coraggio di seguire la scia, lasciata dai grandi uomini e donne del passato, che perdendo spesso la vita, hanno lottato per il raggiungimento della libertà, affinché tutti potessero respirare finalmente liberi. 

Qui Alessia Scrive, grazie per l’attenzione! Cantate la libertà e fatelo all’unisono!

 

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Alessia
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Salve a tutti, sono Alessia, ho 19 anni e vivo nella bella, ma problematica, Napoli. Mi si potrebbe definire una sognatrice, che sta cercando, però, di concretizzare il suo sogno più grande: diventare giornalista. Sono sempre stata una curiosa della vita, con un grande amore per la scrittura. Più che una passione, la mia è un’esigenza, un bisogno vitale.

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