“La Notte Dei Morti Viventi”, Romero e lo specchio della società

È il 1968 quando George A. Romero gira il suo primo lungometraggio: “la notte dei morti viventi”, un film destinato a cambiare per sempre il cinema horror.

Lo zombie di Romero è diverso da tutto ciò che era stato visto fino a quel momento. Più ispirato a Matheson e al suo capolavoro “Io Sono Leggenda” (non pensate al film con Will Smith, vi prego!) che alla cultura Haitiana e al Voodoo, Romero, trasforma i morti viventi in qualcosa di apocalittico e pericoloso ma al contempo di facilmente distruttibile. Gli zombie sono lenti e disarticolati a causa della decomposizione, non sono intelligenti e basano la loro esistenza su un solo istinto: nutrirsi. Vi ricorda qualcosa?

Esatto, masse informi che seguono pulsioni primitive e consumano, consumano, consumano senza mai averne abbastanza. Già lo zombie di Romero diventa una critica alla società consumistica ma non basta questo, non soltanto lo zombie è metafora di una situazione sociale, c’è dell’altro.

La prima scena vede due individui, fratello e sorella, che si recano al cimitero per depositare una composizione floreale. Dalle tombe però iniziano a uscire i primi zombie e, dopo che la donna ha visto morire suo fratello, scappa e si rifugia in una casa nella quale un ragazzo di colore sta tentando di proteggersi. Ed ecco qua, due “minoranze” che si incontrano, la ragazza si siede sul divano in stato di shock, vuole parlare ma la frase che l’uomo le dice fa riflettere, qualcosa del tipo “non ne parlare, ti fa solo male”. Più o meno ciò che si sente dire qualsiasi vittima di violenza che prova a raccontare ciò che le è capitato. Per questo anche il ragazzo non è perfetto, non è un eroe, è umano e in quanto tale fallibile.

Successivamente un gruppetto di persone capitanato da un borghese bianco uscirà dalla cantina ed entrerà in conflitto con il ragazzo di colore.

Tutta la storia è una rappresentazione della società dell’epoca che non è molto diversa da quella di oggi. Se riuscissimo a riconoscere la nostra fallibilità, il nostro essere umani e pertanto imperfetti, ci sentiremmo più simili gli uni agli altri e riusciremmo a fronteggiare qualsiasi minaccia. Riusciremmo ad avere la libertà di uscire dalle nostre case, dai nostri confini che sembrano doverci proteggere da un’invasione. Costruendo generazioni che danno valore alla vita e non solo a ciò che è materiale forse potremmo evitare che esistano persone come quelle che appaiono alla fine del film. Non vi spoilero niente, guardatelo, è di pubblico dominio e quindi non costa nulla. Se ci tenete all’arte compratelo anche ma questo è un film che deve essere visto e compreso fino in fondo. Uno dei più grandi film della storia del cinema. Non ve ne pentirete.

Vi lascio qui sotto il link al film completo.

 

Lorenzo

Se ti piacciono i nostri articoli e vuoi restare aggiornato sul mondo dello spettacolo, recensioni, news, interviste e altro ancora non dimenticare di seguirci su:
facebook instagram twitter
Condividi su
Avatar
About Lorenzo 28 Articles
Sono un grande appassionato di Cinema, soprattutto pellicole horror. Adoro anche il cinema classico e tutto ciò che non è mainstream. Sono anche un appassionato di videogiochi e serie Tv. Amo leggere e vado matto per Stephen King e Bruce Springsteen.

2 Commenti

  1. “Se riuscissimo a riconoscere la nostra fallibilità, il nostro essere umani è pertanto imperfetti, ci sentiremmo più simili gli uni agli altri e riusciremmo a fronteggiare qualsiasi minaccia. ”

    Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno
    Grazie per questa recensione e per questo consiglio. Vedrò sicuramente anche io questo film. E’ da recuperare

    Marco

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.