Grazie a Netflix abbiamo la possibilità di vedere tantissime serie tv coreane, alcune di produzione Netflix, altre invece sono alcune delle migliori offerte degli ultimi anni messe in catalogo streaming e disponibili in diverse lingue. Oggi recensisco un piccolo gioiellino scoperto quest’estate: Korean Odyssey.

Korean Odyssey è un drama coreano trasmesso su tvN dal 23 dicembre 2017 al 4 marzo 2018, liberamente tratto dal classico della letteratura Il viaggio in Occidente di Wú Chéng’ēn.

Autori: Hong Jung-eun, Hong Mi-ran, dette anche  “le sorelle Hong”

Anno: 2017-18

Genere: drama coreano

 

Trama: Son Oh-gong, il re scimmia, ha perso l’immortalità: per riottenerla, deve uccidere e divorare la carne della reincarnazione di Samjang. Ella, tuttavia, è Jin Seon-mi, una ragazza che, venticinque anni prima, aveva promesso di proteggere, e che ha la capacità di convocarlo quando ha bisogno del suo aiuto.

Commento personale

La storia è ispirata ad un classico della letteratura cinese “Viaggio verso l’occidente” che riguarda la mitologia asiatica. Un po’ come per noi l’Iliade e l’Odissea. Inizialmente non avevo approfondito l’opera da cui il drama trae ispirazione, semplicemente avevo intuito che un universo fantasy cosi ben costruito doveva per forza avere una base cartacea. Alla fine poi, spinta da curiosità ho cercato Son Oh Gong su internet e mi si è aperto un mondo. Son Oh-Gong non è altro che la versione coreana di … Sun Wukong in cinese, in vietnamita Tôn Ngộ Không, in indonesiano Sun Go Kong per finire al popolare giapponese 孫悟空 Son Gokū, l’affascinante re delle scimmie.

E chi non ha mai visto Dragonball in vita sua? E prima, quando ho detto di aver scoperto un mondo, non scherzavo. Documentandomi su quest’opera classica ho scoperto che tutt’ora un sacco di opere asiatiche contemporanee si basano su Viaggio verso l’occidente. Riprendendo a modello il personaggio di Son Goku per i propri personaggi, spesso protagonisti, oggi un sacco di anime e manga, drama e film sono legati da questo filo conduttore. One Piece, Naruto, Dragonball, Pokemon, Inuyasha, Ranma, le avventure di Jackie Chane potremmo continuare cosi per ore.

Quindi, dopo aver visto le prime puntate e aver scoperto questa cosa, ovviamente ero sul punto di gridare al capolavoro. Si perchè Korean Odyssey rielabora il mito in chiave moderna, in maniera del tutto originale. Ecco il plot della storia per esteso:

Il drama dunque narra la storia di Oh Gong, il re scimmia, in conflitto con Ma Wang, il demone toro, interpretato da Cha Seung Won. Entrambi cercano di ottenere l’immortalità. Sul loro cammino incontrano la giovane Seon Mi (Oh Yeon Seo) che per richiesta di Ma Wang libera Oh Gong dal luogo in cui era stato imprigionato per un peccato che aveva commesso nei confronti degli dei. Infatti, il re scimmia non è affatto un personaggio buono, ma anzi è molto egoista e meschino e alla prima occasione vorrebbe mangiare la ragazza, il cui sangue lo renderebbe ancora più potente. Per questo motivo viene inconsapevolmente costretto ad indossare un bracciale che lo rende schiavo di Seon Mi. Insieme sconfiggono numerosi demoni, molti attratti anche dal sangue di lei che profuma di loto. Ed è proprio da una goccia del suo sangue che “nasce” uno dei personaggi secondari, Buja (Lee Se Young), una ragazza che scopriremo essere morta in un incidente, il cui corpo riprende vita proprio grazie al sangue di Seon Mi. Il personaggio di Buja però non sarà affatto secondario, ma anzi sarà decisivo per il finale.

Questo drama inoltre ha una storia di produzione davvero particolare: ci sono parecchi aspetti controversi che secondo me hanno di gran lunga influenzato il risultato finale.

Innanzitutto, partiamo dicendo che per Korean Odyssey sono stati stanziati fondi monetari per la produzione di gran lunga superiori rispetto alla media. Quindi grande budget e grandi possibilità… e si vede.

Si vede nel senso che il Cast è sicuramente composto da volti noti e da professionisti. A tal punto che inizialmente il ruolo di Son Oh-gong era stato inizialmente offerto a Park Bo-gum, che però rifiutò (per chi non lo sapesse, Bo-gum è uno degli attori più popolari in Corea del Sud). Nonostante tutto, Lee Seung-gi fa un ottimo lavoro e in questo è aiutato dalla sua fedele spalla Cha Seung Won (secondo me l’attore che ha dato davvero tutto se stesso per caratterizzare il personaggio e punto di forza del drama).

Il primo episodio di A Korean Odyssey fu il programma più guardato nella sua fascia oraria, considerando sia i canali a pagamento che quelli gratuiti. Inoltre il serial infranse il record di ascolti per un primo episodio nella fascia 20-49 anni su tvN.

La colonna sonora è fantastica, ci sono un sacco di brani composti esclusivamente per questo drama come se fosse una saga di film.

Anche la sceneggiatura, i dialoghi, i motti ricorrenti (quanti di voi non hanno imparato a memoria “Silheonde, naega wae? Eolma julkeondeu?”?), le gag non passano di certo inosservati. Rendono il drama piacevole e fanno affezionare lo spettatore. Senza renderlo ridicolo. Infatti Korean Odyssey ha una trama parecchio intricata, complessa e drammatica che alza lo show di livello, rendendolo molto interessante.

Una cosa che mi ha colpito molto infatti, è che nella prima parte del drama, che propone quasi una struttura ad episodi, tutte le storyline di altri personaggi non vanno a farsi benedire finendo per essere semplicemente la guest star di passaggio, ma vengono iniziate e sviluppate fino alla fine del drama (particolare esempio la storia di Richie).

Per questi motivi, penso che il drama vada visto, nonostante gli aspetti controversi.

Qualquadra non cosa

Fra gli aspetti che hanno penalizzato questo drama, ci sono gli effetti grafici. Infatti non capisco come mai una produzione con un budget cosi alto, che potesse permettersi di girare in diverse location, anche sontuose e lussuose. Con una scenografia, un cast, una colonna sonora e dei costumi pazzeschi abbia potuto peccare… in maniera davvero vergognosa nella postproduzione. Io posso capire che magari il CGI sia davvero costoso e quindi gli effetti grafici non potessero essere chissà cosa (per farvi capire meglio, molte scene fantasy sembrano girate nel 2008)… ma addirittura in più di un’occasione il segretario di edizione non è stato in grado di segnalare per tempo errori di editing – quindi non parliamo di qualità grafica scadente, ma proprio di errori.

Infatti la messa in onda del secondo episodio fu ripetutamente interrotta da lunghe pause pubblicitarie durante le quali tvN informò che “problemi interni hanno ritardato la trasmissione”; l’episodio fu infine cancellato e ritrasmesso il giorno seguente. La rete estese le proprie scuse, spiegando che si era verificato un ritardo nell’inserimento della CG. Ma questo è solo un esempio.

Lo spartiacque

Credo che Korean Odyssey possa dividersi in una prima parte e in una seconda parte.

La prima parte è quella in cui i personaggi vengono introdotti nella storia, il rapporto tra Son Oh Gong e Samjang comincia a svilupparsi attraverso uno schema ad episodi dello stesso scenario: Samjang si trova in difficoltà, c’è un nuovo pericolo/mostro in città e Son Oh Gong interviene a salvarla e man mano comincia ad affezionarsi a lei.

Le prime puntate sono tutte cosi, come se fosse anche una sorta di sit-com dai toni fantasy e dark. Con l’unica differenza che ogni episodio introduce un aspetto o nuovo personaggio che sarà funzionale ai fini della trama e funge da filo conduttore fra un episodio e l’altro.
Ovviamente l’atmosfera si fa sempre più drammatica man mano che  Son Oh-Gong e Samjang scoprono il loro destino. E questa cosa viene sottolineata dall’uso intelligente delle musiche del drama: se all’inizio le canzoni per ogni scenario erano prevalentemente When I saw You e If I where you (che hanno un motivo simpatico e energico),  più ci avviciniamo verso la seconda parte più queste canzoni non vengono utilizzate per fare spazio a componimenti più drammatici come The Destiny of Samjang.

Possiamo riassumere la prima parte come un’interessante introduzione all’universo di Viaggio verso L’occidente rielaborato ai giorni nostri. Questa è la forza di tutto il drama.

Poi, lo spartiacque. Suona la campana della morte.

E qui cominciano gli SPOILER

Quando, cosi come in tantissime altre storie asiatiche, comincia anche per Korean Odyssey la vera battaglia per sconfiggere il male, le sceneggiatrici si perdono in un bicchier d’acqua. Sminchiano i personaggi e forzano gli eventi per arrivare a creare situazioni riviste e riviste e in certi casi anche senza senso.

Come ha detto anche un altro utente online:

Episodi che diventavano troppo lenti e che potevano essere riassunti in meno minuti a mio parere, in particolare l’ultimo che per me non è stata che una recap della storia tra i due protagonisti, che avrei potuto fare benissimo da sola in seguito con una rapida maratona. La storia sinceramente non è completamente da buttare, e il finale aperto non è comunque un brutto finale, ma purtroppo ci sono cose che non hanno senso.

Già l’episodio in cui viene risvegliata la sacerdotessa Asanyeo non ha molto senso. Nonostante Richie sia uno zombie, non capisco come sia stato possibile che il suo assassino sia riuscito ad attentare alla sua vita per 2-3 volte e che nessuno, già dal primo crimine commesso nei suoi confronti, si sia adoperato per proteggerla…anche da se stessa e dal richiamo suicida di volersi ricongiungere con sua madre facendosi aiutare dai suoi assassini.

Inoltre, la cosa più assurda è che lei stessa, sapendo della situazione in cui vive, non pensi neanche una volta ad informare gli altri di ciò che ha scoperto.

La storia fra lei e PK (Lee Hong Gi) viene totalmente distrutta una volta che Asanyeo prenderà il controllo del suo corpo. Spesso ci viene fatto credere che Richie sia ancora viva e cosciente ma alla fine non vediamo proprio una cosa del genere. Il personaggio di Asaneyo nel corpo di Richie se ne andrà senza  la vera scena che il pubblico che si aspettava: Richie che riesce a prendere brevemente il controllo del suo corpo e magari salvare sua madre oppure fermare Asanyeo. E si, Asanyeo avrà più volte attinto alla memoria di Richie, ma non è la stessa cosa. Forse in questo gli sceneggiatori non sono stati scontati ma è stato parecchio brutto vedere come, in fin dei conti, l’ultimo momento in cui abbiamo visto Richie sia stato all’interno di quel container.

Fra i personaggi rovinati  troviamo PK e il generale inverno, che iniziano a comportarsi da decelebrati. Non fanno altro che combinare casini e peggiorare la situazione in favore di un risvolto drammatico funzionale per le sceneggiatrici che volevano creare scene clichè ma che nel complesso sono risultate tutte fuori luogo.

Un esempio? Negli ultimi episodi, per cercare simbolicamente e simmetricamente di far morire o sparire i personaggi (come per rendere l’idea di “All the good times are gone”) Pk si vede costretto a bruciare Asanyeo nel corpo di Richie. Inoltre prima di riuscire a farlo una volta per tutte (sta Richie doveva bruciare almeno verso la metà del drama), il figlio del Re Dragone si era sacrificato – in maniera del tutto assurda – per salvare PK che durante l’ennesimo tentativo di far fuori Asanyeo aveva preso fuoco e siccome “non c’era tempo” (poi voglio capire come potesse non esserci tempo dal momento che sono mostri e si teletrasportano) per chiamare i rinforzi, Alice aveva scelto di morire usando tutta la sua energia acquatica vitale per soffocare le fiamme magiche che stavano per uccidere PK.

Questa è una delle scene, liquidate in cinque minuti, in cui viene fatto fuori uno dei personaggi secondari senza ulteriori spiegazioni. E questo è più o meno il mood di tutta la seconda parte del drama: la Regina Madre viene salvata dal sacrificio del Re Demone… ma poi non succede nient’altro. Il figlio del re dragone viene ucciso…ma poi non succede nient’altro. Anche la stessa fata dell’estate muore cosi a caso.

Per arrivare alla morte più stupida di tutte: quella di Samjang.

I personaggi continuano a morire perchè devono morire. E questo lo si capisce dal fatto che fino al penultimo episodio la trama progredisce pigramente per poi diventare, nell’ultimo, una specie di video fan made con un chiaro intento nostalgico in cui tutti i personaggi vengono mostrati tramite flashback e altri espedienti per richiamare gli antichi splendori della prima parte della storia. Per giustificare meglio lo stile effetto nostalgia, a Son Oh Gong viene fatta perdere la memoria e solo il fantasma di Samjang può riuscire a farlo ricordare.

Ma perchè Samjang e tutti gli altri dovevano morire? Posso capire che la morte di Richie fosse la più coerente ai fini della storia, ma Alice? Non ha avuto un minimo di spazio nella storia. Perchè l’hanno introdotta se non per farle fare quella scena ridicola?

E Samjang? Se alla fine Son Oh-Gong era in grado di uccidere il drago nero da solo al solo prezzo della memoria, che motivo c’era di fare in modo che fino alla fine Son Oh-Gong pianificasse di stare perennemente davanti al portale per uccidere il mostro, poi farlo allontanare un attimo, far morire Samjang e poi lasciare che Son Oh-Gong tornasse indietro a uccidere il mostro?

Davvero… se Son Oh-Gong poteva sul serio uccidere il mostro da solo, perchè mandare Samjang ad affrontarlo? Magari avrebbe avuto più senso che ad uccidere il mostro ci avessero provato in due. Sarebbe stato più figo vedere entrambi usare insieme i loro poteri. Invece che quella mezza pecionata… davvero imbarazzante.

Che poi alla fine, il problema non è tanto la conclusione… il problema è come è stata sviluppata. Come siamo passati da una situazione A: tutto bello e meraviglioso in cui la storia procedeva regolarmente, ad un punto B in cui la storia andava avanti pigramente e ogni tanto qualche personaggio faceva qualche cazzata che in 5 secondi sminchiava tutto per arrivare di corsa al finale e al recap stile fanvideo.

 Le uniche cose che mi sono piaciute sono state l’addio al segretario Lee Han-Joo e il momento in cui il Re Demone trova suo figlio e capisce che gli è sempre stato sotto il naso per tutto il tempo.

Il finale aperto non mi è dispiaciuto, soprattutto perchè finisce con una sorta di spirito di speranza. Ovvero, prima o poi Son Oh-Gong si ricongiungerà con Jin Seon-mi perchè lui è il Grande Saggio al pari del cielo e riuscirà nella sua missione anche se questo significa affrontare l’inferno.

Considerazioni finali

Se dovessi essere sincera, le mie perplessità e critiche sulla seconda parte non sono comunque abbastanza per sminuire l’opinione che ho di questo drama. Tutto sommato il lavoro è stato davvero eccellente, soprattutto perchè le premesse della prima parte della serie fanno vivere di rendita tutto il resto. Più o meno poi, si può dire che l’ultimo episodio si salva leggermente in corner.

Inoltre come ho teorizzato anche in altri articoli, spesso quando si produce qualcosa di grande e le aspettative sono molto alte, si finisce per perdersi in un bicchier d’acqua (vedi Avengers Endgame e l’ultima stagione de Il trono di spade). Penso, quindi, che valga lo stesso discorso per Korean Odyssey: cosi come nonostante i finali di Avengers e GOT queste due opere meritino di essere guardate, anche questo drama ha il suo grande perchè.

Cosa ne pensate? Avete visto questo drama?

Qui Sara Scrive, passo e chiudo

 

Written by

Sara

Artista. Classe 1998. La big delle sette sorelle Greffi.
○ Fondatrice del blog Sara Scrive e manager della @Scrive_Squad
○ Content creator
○ Condivido la mia passione per l'arte e tutto ciò che sembra uscito da un film