Erased | Recensione con spoiler

 Erased è un anime di genere thriller trasmesso in Giappone nel 2016. La serie è l’adattamento dell’omonimo manga (che significa letteralmente “La città in cui io non esisto”) scritto e disegnato da Kei Sanbe.

 

Trama

La storia (qui il trailer) parla di Satoru Fujinuma, un ragazzo di quasi trent’anni che soffre di un fenomeno chiamato Revival. In caso di pericolo, torna automaticamente indietro nel tempo di qualche minuto, ottenendo la possibilità di prevenire una catastrofe e solitamente salvare la vita a qualcuno. Un giorno, però, Satoru, dopo essere tornato a casa, trova sua madre morta per terra e, avvistato dalla polizia, viene dato per colpevole del crimine. Nel tentativo di salvare la vittima, attiva il suo potere e dal 2006 viene catapultato a sorpresa nel 1988, quando frequentava ancora le elementari. Satoru decide quindi di sfruttare l’occasione per salvare la vita a Kayo Hinazuki, sua vecchia compagna di classe dal carattere solitario, che all’improvviso sparì nel periodo in cui lo stesso killer di sua madre rapì e uccise tre bambini facendo incriminare un suo amico.

 

 In generale…

Ho amato questo anime. Davvero. L’ho adorato alla follia dal primo all’ultimo minuto. Innanzitutto perché il tema dei viaggi nel tempo mi ha sempre intrigata parecchio, pur non avendo mai letto/visto qualcosa a riguardo. E in Erased il tema è veramente trattato benissimo, utilizzando anche dei piccoli stratagemmi che differenziano le due linee temporali. 

La trama è veramente intrigante, ma quello che rende Erased una serie vincente sono i suoi personaggi. Partendo da Satoru e dalle sue mille insicurezze e imperfezioni, passando per quell’angelo di sua madre e per Kayo e arrivando a Kenya e ad Airi.

Satoru, Sachiko e Kayo

Su Satoru poco da dire, l’ho trovato veramente adorabile. Il suo essere impacciato sia da bambino che da adulto e il suo essere disposto a sacrificare tutto, da vero eroe, affinché i suoi amici potessero essere al sicuro e il caso potesse essere risolto mi ha commossa e lo ha subito fatto entrare nella lista dei miei personaggi preferiti.

Stessa cosa vale per sua madre Sachiko. Mi sono commossa quando ho visto come non ci abbia pensato due volte ad aiutare Kayo o come si sia presa cura di Satoru mentre lui era in coma. Uno dei personaggi migliori di Erased, a pari merito con suo figlio.

Poi c’è Kayo. Credo che sia impossibile quantificare le volte in cui ho pianto guardando le violenze che era costretta a subire in famiglia. Per questo è stato meraviglioso vederla finalmente felice quando Satoru si è finalmente svegliato dal coma. E questo mi riporta ad un’altra cosa che mi è piaciuta di Erased: sebbene il tema sia di per sé fantastico, i personaggi e le loro relazioni sono invece spesso realistiche. Il fatto che non ci sia stato un lieto fine tra Kayo e Satoru è normalissimo, perché nella realtà sarebbe successa esattamente la stessa cosa.

Kenya e Airi

Altri due personaggi che hanno rubato il mio cuore sono Kenya e Airi. Lei assolutamente adorabile nel suo voler credere all’innocenza di Satoru anche quando tutte le prove erano contro di lui. Non sono sicura che nella scena finale abbiano voluto per forza voluto indicare una futura relazione romantica tra i due, però è meraviglioso che si siano incontrati anche in quella realtà.

Kenya all’inizio mi sembrava sospetto e per un paio di episodi non sono riuscita a smettere di squadrarlo, ma alla fine anche lui mi ha conquistata. Come fai a non amare qualcuno che decide di diventare avvocato per cercare di scoprire dettagli relativi al suo migliore amico delle elementari in coma da più di dieci anni? E’ sempre rimasto al fianco di Satoru, quando erano piccoli e quando poi non lo erano più. 

 

Yashiro

 

E poi c’è lui… Goku Yashiro. Inquietante dal primo momento fino all’ultimo, lui e la sua terrificante ossessione per Satoru. Un cattivo ben costruito, sebbene a volte banale, almeno secondo alcuni. Ma non tanto per il personaggio, quanto piuttosto per la scelta di rivelare la sua colpevolezza così presto. Una cosa che, almeno per quanto mi riguarda, in realtà non ha tolto per nulla pathos alla serie. Questo perché, nel momento in cui il colpevole è stato rivelato, è entrata definitivamente in gioco la psicologia di Satoru e lo spirito di sacrificio a cui accennavo sopra. 

Sebbene il bello dei thriller è che di solito alla fine tutto viene rovesciato con un grande plot twist, Erased ha deciso di andare controcorrente e di concentrarsi su altro. Una scelta che ovviamente a molti amanti del genere non è piaciuta. Del resto non è neppure troppo complicato intuire le loro motivazioni: perché Satoru non si è liberato dalla cintura immediatamente dopo essere stato gettato in acqua? Era davvero così assurdo capire che sotto il palazzo da cui stava per gettarsi ci fossero sua madre e i suoi amici?

No, assolutamente. Ma, come ho già detto, verso la fine Erased ha preferito concentrarsi su altro.

 

Conclusione

 Ho adorato tutto di questo anime, davvero. Tra le altre cose è stato anche il primo anime che ho visto in giapponese (e il secondo anime che io abbia mai visto in generale) e, abituata a sentire quasi esclusivamente lingue europee, è stato un bel cambiamento.

Un anime di cui veramente non cambierei un singolo fotogramma, perché è assolutamente perfetto così, con tutti i suoi difetti che però non ho potuto fare a meno di apprezzare davvero tanto.

 

E voi? Che ne avete pensato? Avete qualche anime simile da consigliarmi?

Fatemelo sapere con un commento!

Grazie sempre per aver letto fino a qui,

-Alice

 

 

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About Alice 52 Articles
Alice, vent'anni giusto sulla carta d'identità. Di solito leggo libri e guardo serie tv dove la coppia che mi piace non si metterà mai insieme e il mio personaggio preferito morirà. Per rimediare a queste due tragedie scrivo cose che di solito rimangono sepolte nei meandri del mio pc. A tempo perso, tra le altre cose, c'è chi sostiene che io sia iscritta all'università. Il caso inoltre mi ha resa "madre" di una gatta che si approfitta del bene che le voglio per vivere come una regina sulle mie spalle.

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