American Sniper: un film di Clint Eastwood  

Oggi, 31 maggio 2020, si celebrano i 90 di Clint Eastwood, attore e regista nato a San Francisco, California, il 31 maggio sel 1930.
Rai movie oggi lo celebra mandando in onda a partire dal primo pomeriggio sino alla mezzanotte di oggi, i suoi migliori film. Più di 20 film sono stati diretti da lui con lui stesso protagonista. In questo lo supera solo Woody Allen. Il fatto di essere regista e attore dei suoi film lo ha reso ancor più amato e capace di esplorare il mondo del cinema a 360°. Macchina da presa e sguardo fisso nella telecamera, occhi che intrigano e bucano lo schermo, oggi Clint compie 90 anni e tutti noi lo amiamo come il primo giorno che abbiamo visto uno dei suoi film.
American Sniper è stato diretto da lui nel 2014 ed è uscito in Italia nel 2015. Candidato agli Oscar come miglior film e miglior protagonista, vince il premio per il miglior montaggio sonoro. Al centro della trama, un eccezionale Bradley Cooper.

 

Trama

Gli USA hanno bisogno di un soldato eccezionale da mandare in guerra. Chris Kyle è un tiratore eccezionale e viene scelto per essere mandato a Falluja, in Iraq, dove dirigerà una serie di colpi da cecchino professionista per proteggere i suoi commilitoni e sarà riconosciuto come il soldato letale migliore delle forze armate statunitensi. Sposato con Tanya, quando tornerà a casa, la sua vita sarà più serena perché lontana dalla guerra, dalle zone dell’ Iraq bombardate e prese d’assalto ma il suo umore e la sua mente subiranno dei gravi danni  e disturbi psicologici.

Commento

Questo film è sicuramente emozionante dal punto di vista psicologico e umano.
Bradley Cooper incarna il perfetto  cecchino ma anche il soldato reduce di guerra in preda agli attacchi di panico e alle memorie di un passato non troppo lontano ma turbolento. Appena rientra in patria, scopre un’America più rilassata, una moglie e una famiglia che non vedevano l’ora di riabbracciarlo ma allo stesso tempo un mondo nuovo e pieno di crudeltà. Incontra soldati reduci e alcuni di essi presentano disabilità fisiche e mentali. La guerra devasta e i comandanti, lo Stato, i politici, non ne sanno molto. Lui stesso deve affrontare la sua mente, il suo caos, deve fare i conti con tutti i colpi che ha scagliato, gli incubi che lo vanno a trovare la notte. Solo dopo moltissimo tempo riuscirà ad essere consapevole di esserne fuori, di essere lontano dall’Iraq e dalle sparatorie, da un compagno che muore, dalla violenza giornaliera e dai rumori che si palesano anche quando regna sovrano il silenzio. Ecco la grande sensibilità e la meravigliosa macchina da presa adoperati da Clint che nel dirigere questo film ha lasciato trasparire il soldato non solo come cecchino che esegue gli ordini e riceve i riconoscimenti ma anche come uomo che deve fare i conti con le memorie della sua mente per poter andare avanti, anche se sarà impossibile, dopo ciò che si vive in Iraq e in generale nei territori di guerra, lasciarsi definitivamente alle spalle tutto ciò che si vive, si vede e si sente.

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