True Detective | Recensione no spoiler – prima stagione

True Detective è una serie antologica scritta e diretta da Nic Pizzolatto che ha debuttato nel 2014. La prima stagione vede come protagonisti Matthew Mcconaughey (Dallas Buyers Club) nel ruolo di Rust e Woody Harrelson (serie Hunger Games) nel ruolo di Marty.

Un’incipit già visto per una storia inedita

Nel 2012 i due ex detective Rust e Marty vengono convocati separatamente per parlare di un caso che chiusero nel 1995. I due vennero infatti chiamati per risolvere l’omicidio di una donna trovata legata in un campo. La donna aveva svariati simboli disegnati sul corpo e delle corna di cervo legate sulla testa come fossero una corona. Seguendo la pista dei riti satanici i due indagheranno su un enorme giro di pedofilia, droga e omicidi. La serie perfetta per una serata romantica insomma! Lo so, lo so, ne avete viste un milione di serie così. Questa però, è tutta un’altra storia: è come dire che Seven è solo un film su un’indagine ad un serial killer o Pulp Fiction un film sulle vicende di alcuni mafiosi o Donnie Darko è solo la storia di un ragazzo disagiato. Sì, in parte è così, ma che filmoni sono quelli? Quanto sono più particolari di così o quanto hanno alzato l’asticella rispetto a tutti gli altri prodotti dello stesso genere? True Detective è esattamente lo stesso, le serie thriller dopo di questo dovranno essere veramente valide per risultare ancora accettabili.

I personaggi

Se avete letto alcuni degli articoli che ho postato sul sito avrete capito che io ho il pallino per i personaggi ben scritti. Posso star guardando il film con i migliori effetti speciali o la regia più entusiasmante del mondo ma se la sceneggiatura non caratterizza un personaggio come Cristo comanda non mi prende. Neanche a dirlo questa serie non ha di questo problema. Marty, interpretato da Woody Harrelson e doppiato da niente popò di meno che Pino Insegno è un detective abbastanza standard. Gli piace il suo lavoro, è bravo nelle indagini, ama la moglie e le figlie. Allo stesso tempo è un padre assente, un marito infedele e un alcolizzato. Crede di essere il migliore nel suo ambiente anche se gli piace fare il finto modesto, capisce tutto quello che gli sta intorno ma non vedi le enormi falle nella sua vita personale. Lo amerete immediatamente. Rust invece è tutto un altro paio di maniche. Servirebbe un libro per parlare di lui e forse non basterebbe. Partiamo dall’attore che lo interpreta, Matthew Mcconaughey (doppiato da Adriano Giannini). Devo essere onesto, quando nel 2014 scoprii questa serie la snobbai per alcune settimane proprio a causa sua. Mcconaughey (per quello che ne sapevo io) aveva partecipato solo a commedie romantiche, era solo un belloccio. Dio mio come mi sbagliavo. Seppi in seguito che quello delle commedie romantiche era solo una parentesi ma soprattutto mi sbagliavo assolutamente sulle sue capacità recitative. Mio Dio. Senza di lui Rust, come personaggio, non sarebbe stato lo stesso. Il detective infatti è un uomo freddo, un calcolatore, l’ultimo arrivato nel dipartimento ma tutti già sanno di trovarsi davanti un fuori classe. A volte sembra quasi Sheldon Cooper di The Big Bang Theroy: è talmente intelligente da sembrare stupido a prima vista. Sembra più lento degli altri finché non si capisce che in realtà con il suo ragionamento è almeno tre passi avanti a tutti, quindi si deve fermare e tornare indietro per stare al loro passo. Un uomo che probabilmente se non fosse diventato un detective sarebbe diventato un serial killer. Tutto questo arricchito da un passato oscuro che ci verrà rivelato piano piano durante la serie e di cui vorrete sapere tutto.

Linee temporali

In True Detective nulla sul reparto tecnico è lasciato al caso. La serie si sviluppa su due linee alternative, il 1995 dove i detective indagano sull’omicidio e tutto ciò che ci sta dietro e il 2012, anni dopo che il caso è stato chiuso e il apporto tra i due si è spezzato. La parte più interessante della linea del 2012 è il quanto sembri vera. Potremo vedere un Rust e Marty profondamente cambiati tra una linea e l’altra, visivamente più tristi e cinici. Non potremo non chiederci per tutto il tempo che passa prima che le due linee si uniscano cosa sia successo tra i due, cosa li ha portati a diventare così. I due del 2012 fungeranno da voce narrante agli avvenimenti del ’95 che però sarà spesso diverso da quello che ci viene raccontato. Dato il forte realismo che permea durante tutta la serie avremo momenti in cui i due avranno dimenticato qualche dettaglio o a volte decideranno di omettere qualcosa o addirittura mentire.

Regia e fotografia

Qui tocchiamo picchi difficilmente raggiunti in campo televisivo. La serie si svolge in Louisiana, uno stato che raramente vediamo mostrato su schermo. La fotografia è sempre cupa ma mai eccessiva, restituendo perfettamente l’umore della scena. Le luci sono sempre fredde anche se capiamo che fuori è caldo, dandoci quel contrasto che non stanca mai e rendendo le scene quasi estranianti. La regia esprime tutta la sua forza nella quarta puntata: prima di questa puntata considererete la serie molto bella, da questa in poi la giudicherete un capolavoro. Le vicende tra i due cominciano a farsi veramente eccitanti da qui in poi ma la vera chicca è sul meraviglioso piano sequenza nel finale della puntata. Non vi dirò di più per non spolverarvelo, dico solo che è un lungo piano sequenza d’azione al cardiopalma. Saranno sei minuti che non dimenticherete.

Conclusione e P.S.

Riassumendo il tutto, True Detective è una serie da guardare assolutamente. Non ha sbavature in nessuna delle sue componenti, dalla sceneggiatura alla recitazione. La prima stagione è composta da appena 8 episodi e ci racconterà una storia meravigliosa e agghiacciante regalandoci un ottimo finale. Un consiglio spassionato, guardate la serie in religioso silenzio e non perdetevi il più piccolo dettaglio. Nomi o avvenimenti che vengono citati distrattamente in una puntata saranno fondamentali in quelle finali e se vorrete capire le azioni dei protagonisti non potete lasciarvi sfuggire nulla.

Ultima cosa e poi giuro che chiudo e vi lascio andare a scoprire questa fantastica serie: arrivati al finale i più attenti di voi si potrebbero risentire di aver trovato interessante una particolare situazione ma che nella serie non viene mai approfondita. Se assimilerete bene tutti i dettagli della serie scoprirete che all’interno della storia si nasconde un altro mistero e che qui e là sono stati lasciati tutti i dettagli per capirlo. Se siete curiosi tornate sul sito la prossima settimana e ne parleremo in un articolo che parlerà solo di questo.

Alla prossima,

Luca

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