Sul doppiaggio non c’è da discutere – sfatiamo falsi miti

Doppiaggio si, doppiaggio no. Quante discussioni sono state fatte in merito a questo argomento? Cosi, tante che alla fine si è creata molta confusione al punto da far circolare dicerie non veritiere e proprio per questo ho deciso di intervistare Davide Pigliacelli, promotore e teorico del doppiaggio (gestisce anche doppiatoriitaliani.com)

Troverete tutte le risposte alle domande più comuni sul doppiaggio, verranno sfatati tanti falsi miti e soprattutto la discussione verrà argomentata con dati oggettivi e non su gusti e preferenze personali!

Il doppiaggio ostacola l’apprendimento di lingue straniere?

Il doppiaggio non ostacola lo studio delle lingue. Da diciotto anni abbiamo casa piena di DVD con inclusa la versione originale, ma Gli italiani e altri popoli del doppiaggio continuano serenamente coi doppiati, anche nell’era del web. In paesi come la Germania si usa il doppiaggio pur sapendo abbastanza bene l’inglese, ma grazie a buoni programmi scolastici, il cinema ne rimane estraneo.

Se i film bastassero, studiare lingue non servirebbe a niente e tutti gli studenti sarebbero già da anni grandi esperti poliglotti grazie all’originale di DVD e internet. In più tutti gli insegnanti del caso andrebbero tranquillamente licenziati in blocco per conseguente inutilità professionale.

Il fanatico, nonché bugiardo, il quale  lamenta di non poter imparare l’inglese a causa del doppiaggio nonostante abbia già avuto per venti anni accesso facile all’originale con DVD e internet, farebbe meglio a tacere per non fare ulteriori figure di asineria, poiché, dopo tutto questo tempo di libera fruizione , dovrebbe aver già imparato un inglese ottimo, mentre così dicendo dimostra l’esatto contrario: è un lagnoso che non studia né a scuola né a casa.

Come fanno allora certi giovani a laurearsi interpreti e traduttori pur studiando in Italia? Mistero della fede forse? Hanno fatto il patto col diavolo? Non sarà che magari studiano con metodo e disciplina?
Idem nei decenni passati, durante l’era delle video cassette con sola colonna italiana, epoca in cui tranquillamente ci si laureava anche in lingue straniere pur vivendo in Italia. Nulla di male se si studia altro invece dell’inglese, siamo liberi di scegliere, ma allora teniamoci ciascuno le proprie scelte con relative responsabilità.

E’ vero che i sottotitoli non compromettono la visione di un film mentre il doppiaggio si?

Falso! Come diceva anche Pasolini, entrambi sono compromessi, ma il meno grave è il doppiaggio, poiché l’arte del film non prevede un’invasione di immagine coi sottotitoli sullo schermo.
Ad ogni modo nessuna delle due versioni è superiore all’altra, bensì ciascuna incontra gusti e necessità di utenze diverse.

Ci sono sempre gli stessi doppiatori a dare la voce ai personaggi di film, serie tv e cartoni?

Non girano sempre le solite poche voci come credono dei disinformati di parte, bensì le voci del doppiaggio sono centinaia, solo che i più bravi girano di più, ma è normale in qualunque settore lavorativo, specialmente artistico. Succede lo stesso a Hollywood: i più bravi e richiesti girano più di altri attori, niente di nuovo.

Solo il doppiaggio nasconde le sfumature linguistiche originali?

Anche i sottotitoli lo fanno! Traducono (in modo spesso sommario), ma non spiegano certo perché c’è quella pronuncia o perché c’è   quella grammatica, senza contare che il testo dei dialoghi per intero a volte non entra e nemmeno può permanere più di pochi secondi, specie oggi con molte sequenze dai dialoghi concitati per scene di azione. In ciascun caso lo spettatore deve studiarsi quella cultura straniera  sui libri. La pigrizia cerca sempre scuse e incolpa altri.

Il doppiaggio non impedisce di cercare l’originale, mentre la versione sottotitolata, se imposta come vorrebbero i fanatici,  impedirebbe di godere del doppiato se uno democraticamente volesse, cosa che infatti si vuole eccome.

Per conoscere bene una lingua e una cultura si studia, poi allora le famose sfumature le potrai capire anche nei film, altrimenti nada! La sfumatura rimane roba da intenditori, mentre il cinema è fatto in primis per le masse.

La recitazione tra diverse culture cambia, le intenzioni recitative hanno sfumature diverse.

Un tedesco e un americano non sanno se io dico a modo “ti amo” alla mia ragazza o se lo dico poco convinto o con sfumature ironiche, perché non hanno nel loro istinto culturale la differenza, perché non sono italiani appunto.

Idem io italiano: non so se i due dell’anime giapponese si esprimono esattamente con l’una o l’altra intenzione, perché mi sembrano sempre arrabbiati quando parlano.

In realtà non sono sempre arrabbiati ovviamente, ma a me, che non sono  giapponese, manca quella componente culturale proprio perché sono d’altra lingua e d’altre tradizioni.

Il doppiaggio è inutile?

Il doppiaggio aiuta un milione di utenti italiani con disabilità visiva che col solo sottotitolo non vedrebbero nulla, restando   emarginati senza godere di lavori come gli anime giapponesi o il cinema tedesco, francese e internazionale in genere, anche molto di quello inglese   che ha numerosi sottogruppi come i vari accenti degli USA, del Canada, dell’Australia, del britannico diviso tra inglese di Londra, scozzese, gallese, irlandese etc.

In Italia i non vedenti sono un milione, figurarsi in decine di nazioni messe assieme … specie quando sono enormi come continenti, tipo Cina, Russia, oltre mezza America e altri dove si doppia.

 Gli anti-doppiaggio tacciono sempre circa il loro razzismo verso i i disabili, per non sfigurare, distraendo il pubblico col pettegolezzo.

Il problema si pone anche per dislessici e anziani, che vedono poco o male e per altri milioni ancora che sopra i 40 non sanno l’inglese e, dopo una giornata di duro lavoro, si vogliono rilassare invece di farsi con costrizione un corso avanzato di lingue.

Cinema e TV sono per natura motivo di divertimento a tutto tondo.

Il doppiaggio aiuta anche le casalinghe, le quali, durante le faccende di casa, non possono stare ferme davanti ai sottotitoli, ma che col doppiaggio si godono film e serie anche dovendo tenere gli occhi su fornelli, finestre, pavimenti etc.

Idem per ogni attività casalinga che richieda gli occhi altrove, come scrivere per lavoro al PC pur godendo della compagnia di un buon film.

In un’Italia che dimentica la propria storia e la propria lingua (molto pericoloso per l’identità di un popolo   e il suo futuro), il doppiaggio rappresenta al meglio l’italiano e ancora lo insegna a quel cittadino medio che lo parla maluccio.

Come ogni insegnante sa, prima di studiare seriamente l’inglese devi sapere bene l’italiano, idem per ogni altra lingua visto che l’inglese non è la sola lingua estera né la più parlata al mondo.

Nessuno scandalo se si traduce un film (anche il sottotitolo traduce, si noti), perché dopotutto anche libri e opere teatrali sono tradotti.

Sono tanti ormai contro il doppiaggio?

Falso! Prima di internet lo scemo del villaggio e l’arrogante rimanevano giustamente all’angolo, mentre ora  nel web si danno ragione a vicenda e si radunano sembrando tanti, ma è un’illusione ;-). Ovvio che cento o mille  fanatici in un blog sembrano un mare di gente, ma basta ricordarsi che fuori ci siamo noi altre decine di milioni pro-doppiaggio e l’effetto psicologico svanisce.

Anche le statistiche ufficiali delle piattaforme danno 9 utenti su 10 come usufruitori dei prodotti doppiati.

9 su 10 guardano lo streaming pre-doppiaggio solo per la frenesia delle anticipazioni e Anche così i sottotitoli che mettono sono in italiano, o non capirebbero quasi nulla dell’originale, sicuro non per capire tutte le supposte sfumature.

Solo interpreti e traduttori (bravi) sanno seguire l’originale come si deve, ma parliamo di uno su mille.

Si doppia solo in Italia?

Falso! Esistono varie tecniche di doppiaggio (alcune in oversonund, ma principalmente doppiaggio alla nostra maniera anche in: Francia, stato del Québec, Germania, Svizzera, Austria, Spagna, parte del Portogallo, America centrale e America latina, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Romania, Russia, Lituania, Estonia, India, Corea del Sud, Turchia,  Filippine, Cina, parte di Hong Kong, Mongolia, Iran, Algeria, Marocco, parte dei paesi arabi, Sud Africa, parte di Israele e parte della Svezia.

Solo gli italiani apprezzano il doppiaggio?

Presenti nella storia gli apprezzamenti esteri al doppiaggio, da attori e registi, come Stanley Kubrick,    Woody Allen, Ridley Scot, George Clooney, Tom Hanks, Maryl Streep, Elija Wood, Sean Austin ed altri ancora. Ancor più la simpatia e le collaborazioni da grandi nomi italiani come Federico Fellini, Anna Magnani, Alberto Sordi, Sophia Loren, Tognazzi, De Sica, Mastroianni,  Claudia Cardinale, Nino Manfredi, Fabrizio Frizzi, Terence Hill etc…

Il settore del doppiaggio ha ricevuto nel 2014 le medaglie  della Presidenza della Repubblica Italiana per l’eccellenza artistica e il valore culturale. Nel novembre 2017 il Capo dello Stato, con una lettera ufficiale, ha definito il doppiaggio eccellenza culturale che unisce i popoli.

I doppiatori hanno numerosi fan in crescita costante e festival e eventi vari loro dedicati aumentano    ovunque con entusiasmo, sintomo di massa che racconta un bellissimo rapporto di affetto e rispetto tra pubblico e voci del cinema.

Personaggi ingrati e ignoranti possono parlare come credono, deviando slealmente parte del pensiero dei più umili e dei meno informati, ma i fatti poi li smentiscono sempre. Ormai anche la letteratura del cinema conta importanti pubblicazioni di opere sul doppiaggio, come quelle dello storico  Prof. Gerardo Di Cola.

Cosa ne pensa di questo dibattito fra detrattori e sostenitori del doppiaggio?

I  critici dimenticano una cosa: la libertà di scelta, diritto inalienabile in ogni democrazia. Scelgo io utente se, quando, come e perché studiare una lingua straniera, sono affari miei, decido io liberamente, così come decido io se prendere la patente.

Dovremmo forse imparare tutte le lingue del mondo prima di guardare i film di varie culture? E quanto imparato per una vita a scuola? Dovremmo ricominciare tutto da capo solo perché studiavamo opere tradotte? E miliardi di cristiani invece? Annulliamo i loro battesimi ricominciando poi da capo comunione e cresima solo perché hanno letto una bibbia tradotta in italiano? Devono tutti studiare greco antico e aramaico? E chi non conosce le lingue antiche dei testi religiosi originali andrà all’inferno? 

Sono assolutamente d’accordo. La differenza fondamentale fra i detrattori e i sostenitori del doppiaggio è che i primi vogliono rendere il doppiaggio come ultima forma di visione di un prodotto, vorrebbero far cessare la produzione del settore del doppiaggio e favorire la visione predefinita/primaria di prodotti sottotitolati…I sostenitori del doppiaggio, invece, si limitano semplicemente a difendere questo artigianato in quanto ognuno dovrebbe essere libero di poter scegliere e, soprattutto, l’industria d’intrattenimento di ogni paese deve favorire il mezzo che consente al maggior numero di persone di godere di un film, una serie tv o un prodotto di animazione. 

Qui Sara Scrive, passo e chiudo!

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Sara. Roma. 7 sorelle. Fangirl a tempo pieno. La leggenda narra che io sappia disegnare oltre che essere pazza per i Jonas Brothers.

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