Smetto quando voglio | Recensione senza spoiler

Smetto quando voglio, un film uscito nelle sale nel 2014, per la regia di Sydeny Sibilla, prodotto da Rai cinema e distribuito da 01 Distribution(in italiano), è un film che racconta la storia di sette fallitissimi ricercatori universitari in crisi con una spiccata, ma latente, propensione al crimine.

Trama

La trama è quantomeno interessante di per sé non perché particolarmente innovativa ma più che altro per la messa in scena di una storia che almeno tutti ci siamo immaginati essere  probabile, chi non si è mai lamentato dei cervelli in fuga nel nostro paese? Dei costanti tagli alla ricerca ed all’istruzione che hanno afflitto l’Italia dei giorni nostri? Questo film ha non soltanto l’intento di essere vagamente divertente ma anche quello di far riflettere un minimo su ciò che accade nel sistema educativo italiano. Il film si apre con una panoramica della vita di questo disgraziato ricercatore neuro biologo, Pietro Zinni, il quale è costantemente trattato a pesci in faccia dalla sua università, e non pagato(a nero ovviamente) inoltre dai suoi “studenti” a cui fornisce ripetizioni come già detto scarsamente retribuite. Inseguendo quindi uno dei suoi studenti per cercare di saldare almeno ciò che riusciva a strappare entra in una discoteca e si imbatte in una droga sintetica ad azione psicotropa, ovviamente da neurobiologo capisce subito le potenzialità di questa droga. Il neuro biologo pensa così di sintetizzare una molecola nuova, non presente nel documento delle droghe del ministero della salute, una cosiddetta “smart drug”. La vera rivalsa di questi ricercatori universitari in rovina sarà proprio la banda messa su da Pietro Zinni. Posso insomma assicurarvi che è un film abbastanza godibile e leggero ma che mette in mostra alcuni punti dolenti del nostro paese.

Il cast

Il cast è ovviamente di tutto rispetto, ci sono dei giganti della recitazione comica italiana che personalmente adoro, come Piero Sermonti, Valerio Aprea e Paolo Calabresi.

  • Edoardo Leo: Pietro Zinni
  • Valeria Solarino: Giulia
  • Valerio Aprea: Mattia Argeri
  • Paolo Calabresi: Arturo Frantini
  • Stefano Fresi: Alberto Petrelli
  • Lorenzo Lavia: Giorgio Sironi
  • Pietro Sermonti: Andrea De Sanctis
  • Libero De Rienzo: Bartolomeo Bonelli
  • Sergio Solli: Professor Seta
  • Majlinda Agaj: Angelica
  • Neri Marcorè: Claudio Felici “Murena”
  • Guglielmo Poggi: Maurizio
  • Caterina Shulha: Paprika
  • Nadir Caselli: Ilaria
  • Luca Vecchi: Ex tossico
  • Matteo Corradini: Ancora tossico
  • Davide Gagliardi: Danilo
  • Alessandro Federico: Il milanese
  • Mauro Stenico: Farmacista
  • Toni Sansaro: Toni
  • Flavio Altissimi: Flavio
  • Neva Leoni: Neva
  • Sara Santarelli: Sara
  • Enzo Provenzano: Sfasciacarrozze
  • Alessandro Tuzzi: Operaio
  • Daniel Berquiny: Rom anziano
  • Marco Conidi: Rom giovane
  • Riccardo Rovere: Assessore
  • Guglielmo Favilla: Ragazzo gay
  • Marco Ghirlandi: Direttore suite
  • Lorenzo Gioielli: Sottosegretario Pallazzo
  • Francesco Acquaroli: Commissario Galatro
  • Sergio Del Prete: Agente
  • Daniele Nisi: Poliziotto
  • Luka Tartaglia: Ragazzo coatto

La regia e la fotografia

Premettendo che non sono un esperto di regia e che non sono colui a cui rivolgersi per avere delle lezioni tecniche, la regia di questo film mi è sembrata abbastanza scialba e semplicemente trascurabile, sicuramente la regia non è il punto forte di questo film. Punto a sfavore è anche la fotografia, molto cupa, veramente poco curata e con disattenzione ai dettagli ed agli ambienti chiusi.

Conclusione

Il film è assolutamente godibile se si accetta di convivere con le pecche già citate, inoltre non bisogna mai perdersi dei film con Pietro Sermonti perché fanno sicuramente morire dal ridere.

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