Skam Italia 4 | Recensione con SPOILER

La quarta stagione di Skam è stata rilasciata su Netlix da due giorni appena e io, come quasi tutti, l’ho già finita e sono già nostalgica se ripenso a quest’ultima stagione. Attenzione: i commenti che seguiranno saranno SPOILER, quindi passate oltre se non volete rovinarvi la sorpresa.

Beatrice Bruschi: è nata una stella

La quarta stagione è dedicata a uno dei personaggi più forti e amati di Skam Italia, nonché il mio preferito: Sana. L’attrice che le dà il volto è Beatrice Bruschi, classe 1996, aveva già recitato nel film Caos calmo prima di approdare al remake italiano della nota serie norvegese. Il modo in cui interpreta Sana è, secondo me, da manuale. Dovendo indossare il velo nel 99% delle scene, molta della sua espressività è ridotta, ma non temete. La Bruschi riesce a trasmettere rabbia, sconcerto e tristezza solo con gli occhi.

Tra polemiche, stereotipi e pregiudizi

In questa stagione, si affronta un altro tema spinoso: l’inserimento in Italia di una giovane musulmana, cioè Sana stessa. La ragazza stride fin da subito, quando, durante i festeggiamenti per i 100 giorni, è l’unica a non bere. Ma non è tutto qui: Sana viene vista da tutti con un certo distacco, come se il suo mondo fosse lontano anni luce da quello di chi la circonda.

Tutti la temono, persino le sue amiche, che della sua religione sanno ben poco e spesso evitano di chiedere per paura di fare gaffe o offenderla. Sana, dal canto suo, è a un bivio fin da subito. Da un lato, ci tiene alla sua fede, prega con costanza e dedizione, porta il velo, nonostante il padre glielo avesse sconsigliato, mette sempre al primo posto il rispetto della sua persona, nonostante la giovane età. Ma dall’altro lato, Sana invidia le sue amiche italiane, intente a baciarsi coi ragazzi in pubblico e bere, vivendo l’adolescenza con pochi condizionamenti – se non nessuno.

Se c’è una cosa che ho imparato da quando guardo Skam è che ogni stagione porta con sé una serie di polemiche più o meno costruttive e fondate. In questo caso, nonostante il regista si fosse affidato a una consulente musulmana per amor di accuratezza, ci sono state forti critiche sulla scena in cui Sana si toglie il velo per far vedere a Martino e Filippo cosa ci fosse sotto. È vero, Skam significa rappresentare una minoranza, sia essa sessuale o religiosa, ma a mio modesto parere il tutto andrebbe visto nella giusta ottica: in fondo, si tratta solo di una serie tv.

La fine di un’era

Dato che ancora non c’è niente di certo, la 4×10 è, per il momento, il finale di un percorso iniziato pochi anni fa, diventando un fenomeno di massa. In occasione dell’ultimo episodio, la regia ha voluto strafare, regalando allo spettatore 40 minuti vissuti non solo dal punto di vista di Sana, ma anche di alcuni dei nostri personaggi secondari preferiti: Luchino, Federica, Silvia, Niccolò e Filippo. L’ultima scena è la perfetta chiusura del cerchio, con Gio che legge una lettera scritta da Eva, così come la prima stagione era iniziata con Eva intenta a leggere un tema di Giovanni.

Insomma, una stagione per me bellissima, che ha visto Sana innamorarsi e il suo gruppo di amici crescere con lei, tra patenti prese per la prima volta, test di ammissione all’università e una sana dose di drammi tipici di questa serie. Un prodotto televisivo che mancherà moltissimo, in attesa di una probabile quinta stagione che Bessegato non ha ancora né confermato né smentito.

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