«Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando hai l’eroina?»

 

Se non avete mai sentito parlare del film Trainspotting non possiamo essere amici. Ho deciso di scrivere su questo film (mi focalizzerò sul film, non sul libro) poichè si tratta del mio preferito in assoluto. Il motivo? Il forte messaggio che vuole trasmettere al pubblico. Poichè Trainspotting non parla solo della dipendenza da droga, ma anche di depressione, giovani rinchiusi in un mondo tutto loro che trovano conforto solo nell’eroina.

Rent, Spud, Begbie, Sick boy e Tommy:

La trama del film pare molto semplice: La storia gira intorno alle vite di Mark Renton, Spud e Sick Boy, tre giovani eroinomani, e dei loro amici Tommy e Begbie, in un vortice di dipendenze, scoperte, rinascite e ricadute tra le strade abbandonate di Edimburgo. All’inizio del film, la voce fuori campo di Mark Renton (interpretato da Ewan McGregor), detto Rent, mentre è insieme all’amico Spud (Ewen Bremner) esterna il suo punto di vista sulla vita. Dichiara che ha scelto di rinunciarvi, escludendo quelli che secondo lui sono i più blandi luoghi comuni: bambini e beni materiali, e, insieme ai suoi compagni, ha preferito vivere offuscato dall’eroina. La voce porta alla conoscenza di questi amici: Sick Boy (Jonny Lee Miller), Spud, goffo ma pacifico, entrambi tossicodipendenti, Tommy, onesto e sincero, e Francis Begbie (Robert Carlyle), delinquente abituale, alcoolizzato e tendenzialmente violento.

Un giorno Mark, emulato da Sick Boy decide di provare a disintossicarsi, riuscendoci. Ne segue una serie di disavventure, tra cui la rottura della relazione di Tommy con la ragazza Lizzie, il rapporto di Rent con Diane, una minorenne che ricatta di denunciare il ragazzo la mattina dopo. I nostri protagonisti finiscono cosi per tornare all’eroina, in preda alla depressione per le loro disavventure.

Il dramma: l’eroina come arma del delitto

A questo punto la storia si intensifica. Tommy, depresso per la fine della sua relazione si avvicina per la prima volta alla droga. Allison, una tossicodipendente loro compagna di droga, nel locale in cui il gruppo è solito consumare l’eroina, annebbiata dalla droga non si è accorta della morte della figlia neonata Dawn e nella circostanza si scopre che Sick Boy era il padre. Pochi giorni dopo, Mark e Spud sono sorpresi a rubare in un supermercato e, una volta processati, Spud dovrà scontare una breve condanna detentiva, mentre Mark evita il carcere accettando di sottoporsi ad un programma di disintossicazione dove gli verrà somministrato metadone in luogo dell’eroina. Nonostante l’appoggio dei parenti, Rent si reca a casa del suo spacciatore (soprannominato madre superiora), dove finisce in overdose, riuscendo miracolosamente a salvarsi la vita. I genitori lo rinchiudono così in camera sua, obbligandolo alla disintossicazione. Qui una serie di incubi tormentano il protagonista.

La svolta:

Superata la dura fase di disintossicazione, Mark si trasferisce a Londra e trova lavoro in un’agenzia immobiliare, iniziando a condurre una vita regolare e cominciando a risparmiare. La sua serenità però ha breve durata: Begbie, ricercato per rapina, si trasferisce a casa sua, seguito poco dopo da Sick Boy, costringendolo a sopportare la loro indesiderata presenza; dopo un periodo di difficile convivenza, fanno tutti ritorno in Scozia per partecipare al funerale di Tommy, deceduto per toxoplasmosi, ritrovandosi con Spud.

 

“Mezze tacche perditempo a cui era capitato un grosso affare”:

Finito il funerale, Sick Boy suggerisce un’idea: approfittare di una patata bollente capitata ad uno spacciatore loro conoscente per comprargli due chili di ottima eroina a 4.000 sterline e venderli a Londra per 20.000.Begbie chiede a Mark, dopo avere visto il suo estratto conto, di anticipare la maggior parte del denaro ed egli, nonostante sia riluttante all’idea, accetta. Dopo avere combinato l’affare con un trafficante di alto livello, i quattro si godono un pomeriggio di festeggiamenti ma Begbie, già ubriaco, aggredisce un uomo in un pub, sfregiandolo in viso, e accidentalmente taglia anche Spud alla mano con un coltello. In quel momento Mark realizza che la sua vita deve cambiare definitivamente: la notte stessa prende la borsa con i soldi ed esce dalla camera dell’albergo. Spud lo vede e, nonostante con un cenno del capo gli faccia capire di non volerlo seguire, evita di svegliare gli altri due: quando Begbie si sveglia viene colto da una furia irrefrenabile ed inizia a distruggere la stanza fino all’arrivo della polizia; Sick Boy torna a casa a mani vuote mentre Spud trova la sua parte in una cassetta, lasciata lì da Mark, il quale ritiene che egli non meriti la fregatura. Mark ora è libero dal suo scomodo ed inutile passato e si avvia verso quella vita normale sempre disprezzata.

 

Finisce così il film che, per i meno attenti potrebbe sembrare solo un film su ragazzini drogati. Ma analizziamo le vere tematiche: una vita incompleta, senza uno scopo, che alcuni ragazzi riescono a superare solo grazie alla droga. Ma i sensi di colpa che tormentano Mark dopo la morte della piccola Dawn o dopo aver scoperto la malattia di Tommy, ormai anche lui corrotto dalla via facile della droga, gli fanno capire lo schifo in cui è costretto a vivere. La sua depressione, il suo senso di inappartenenza lo rendono un drogato, che cerca continuamente aiuto, cosa che le persone non gli possono dare. Perchè è questo che fa la depressione: ti spinge a cercare aiuto, un aiuto che nessuno sembra riuscire a offrire. Ed è proprio qui che entra in gioco il motto di Trainspotting: scegliere la vita, scegliere le cose belle, gli amici, la famiglia.

Ma è davvero così facile? E’ davvero semplice scegliere la vita? Se analizziamo piano piano con cautela il film, sebbene il finale sembri mostrare un finale positivo, in cui Renton decide di scegliere la vita, in realtà notiamo che è la depressione che vince. Vince quando Mark continua ad avere delle ricadute avvicinandosi alla droga, vince con Spud, che non riesce a crescere come uomo e a prendersi responsabilità. Vince con Sick Boy, che ritiene che l’unica donna con una personalità sia l’eroina ma si dimostra vittoriosa anche nei confronti di Begbie, che dietro il suo comportamento violento tenta di annegare i suoi problemi. La sconfitta più grande l’ha subita sicuramente Tommy, facendosi corrompere dalla facilità di risoluzione della sua storia finita. Ed è proprio per questo che la droga passa in secondo piano, perchè scegli la vita vuol dire semplicemente scegliere la società, scegliere le regole da rispettare, scegliere di appartenere a un mondo che ci sembra sbagliato. Scegliere la vita significa scegliere una strada in salita, senza ricorrere a mezzi estremi, come la droga, la violenza, l’illegalità. Significa cadere e rialzarsi, anche quando si è a pezzi. Non scegliete la strada facile, scegliete le complicazioni, le delusioni, i fallimenti, sconfiggete i vostri demoni interiori giorno per giorno, un passo alla volta.

Siate felici di scegliere la vita.

Siate egoisti ma scegliete la vita.

“Mi sono giustificato con me stesso in tante maniere diverse, non era niente di che, solo un piccolo tradimento, o… i nostri rapporti erano cambiati, sapete cose così… ma ammettiamolo li avevo bidonati, i miei cosiddetti amici. Di Begbie non me ne fregava un cazzo e Sick Boy avrebbe fatto lo stesso con me se c’avesse pensato per primo. Di Spud, be’, d’accordo per Spud mi dispiaceva, non aveva mai fatto del male a nessuno lui. Allora perché l’ho fatto? Potrei dare un milione di risposte tutte false. La verità è che sono cattivo, ma questo cambierà, io cambierò, è l’ultima volta che faccio cose come questa. Metto la testa a posto, vado avanti, rigo dritto, scelgo la vita. Già adesso non vedo l’ora, diventerò esattamente come voi: il lavoro, la famiglia, il maxitelevisore del cazzo, la lavatrice, la macchina, il cd e l’apriscatole elettrico, buona salute, colesterolo basso, polizza vita, mutuo, prima casa, moda casual, valigie, salotto di tre pezzi, fai da te, telequiz, schifezze nella pancia, figli, a spasso nel parco, orario d’ufficio, bravo a golf, l’auto lavata, tanti maglioni, Natale in famiglia, pensione privata, esenzione fiscale, tirando avanti lontano dai guai, in attesa del giorno in cui morirai.”

 

 

-Aurora

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Written by

Aurora

Studentessa di doppiaggio, amante dell'arte, marvel addicted e topo di biblioteca. Ma ho anche dei difetti