Leah on the offbeat – addio Creekwood high school | Recensione

Oggi vorrei parlarvi di Leah on The offbeat un libro del 2018 dell’autrice americana Becky Albertalli. Il libro appartiene alla serie “Simonverse”, cioè tutti quei libri ambientati nell’universo di “Non so chi sei, ma io sono qui” (in inglese “Simon VS The Homo Sapiens Agenda”, “Tuo, Simon” nella versione cinematografica). Il libro in realtà è un sequel diretto della storia di Simon, a differenza del secondo della saga “The upside down of unrequited”. La storia questa volta è raccontata dalla voce di Leah, la migliore amica di Simon.

Il libro è ambientato durante l’ultimo anno di liceo. Leah, così come i suoi amici, si sta preparando per affrontare il college, ma, come Simon fino a poco tempo prima, si porta dietro un segreto che soltanto la madre conosce: è bisessuale. Come se ciò non bastasse, Leah prova dei sentimenti nei confronti di Abby Suso, l’ultima arrivata del loro gruppo nonché fidanzata di Nick, l’altro migliore amico della protagonista.

Ora, quando ho scoperto dell’esistenza di questo libro ho un po’ storto il naso: vedevo la scelta di scrivere questo libro come un tentativo di cavalcare l’onda del successo di “Love, Simon” -anche perché, diciamocelo, quanto spesso i sequel di libri e film rovinano l’opera iniziale? Andando avanti con la lettura la mia opinione è un po’ cambiata: da una parte avrei preferito imparare a conoscere un nuovo universo fatto da nuovi personaggi; dall’altra invece tornare nel mondo di Simon è stato come andare a salutare dei vecchi amici che non vedevo da un po’ e trovarli anche un po’ cambiati! Perché, quello che io non avevo considerato all’inizio, è che cambiando il punto di vista cambia anche tutto il resto. E quindi Leah, che nel libro e anche nel film mi aveva fatto un po’ storcere il naso, è diventato un personaggio in cui immedesimarmi e rispecchiarmi quasi al cento per cento -Leah è una fangirl, Potterhead fino al midollo, è appassionata di musica e suona in una band pur non avendo uno strumento tutto suo, fa disegni e fan art, non è la classica Hope/Summer che ormai sembra essere la protagonista di tanti libri per ragazze. E personalmente è proprio per questo motivo che mi piace così tanto! Da ragazza bisex, raramente mi è capitato di vedermi rappresentata in un film o in una serie, men che meno in un libro e Becky Albertalli è riuscita a farmi sentire… capita. Perché Leah non è perfetta, non ha un rapporto perfetto con sua madre o con i suoi amici, non prende sempre la decisione giusta ed è proprio per questo che è impossibile non affezionarsi a lei.

Per quanto riguarda gli altri personaggi, Simon e Bram mi sono piaciuti tantissimo -la loro piccola sotto trama sul college, per quanto piccola, mi ha fatto ricordare perché sono una delle mie coppie preferite nel mondo letterario!- e anche Abby, che faceva parte dei personaggi che non ero riuscita ad inquadrare bene nel primo libro, mi ha fatta ricredere piacevolmente e l’evolversi del suo rapporto con Leah mi ha fatta innamorare anche di loro come coppia. Nick è un po’ un meh, nel senso che in lui si ritrova l’immaturità del primo libro e non può certo definirsi un personaggio con una particolare evoluzione. Super carino invece Garrett -non so perché, mi ha fatto una tenerezza allucinante in tutto il libro.

Il libro è leggero, una buona scelta se vi va di staccare da letture più impegnative. Io l’ho letto in inglese ed è il primo libro che leggo totalmente in lingua -il mio livello di inglese è a metà tra il B2 e il C1, ma lo stile è semplice e scorrevole, quindi assolutamente fattibile anche per chi vuole provare a cimentarsi per la prima volta con un’opera in lingua originale. Inoltre -e leggendolo salta subito all’occhio- molte battute o espressioni sono proprio intraducibili; senza contare che è un ottimo metodo per ampliare il proprio vocabolario.

La storia non annoia davvero mai -in gran parte grazie proprio alla narrazione in prima persona e alla grande autoironia che Leah usa nel raccontare la sua storia. E nonostante la storia possa sembrare piena di cliché -il ballo, l’ultimo anno di liceo, la teen mom assente e presa dal nuovo fidanzato- il modo in cui viene scritto fa sembrare tutto nuovo, diverso, originale, come se nessuno avesse mai scritto prima di persone che si mettono insieme la sera del prom.

E in un certo senso, leggere questo libro aiuta a chiudere il cerchio. “Non so chi sei, ma io sono qui” era un libro assolutamente auto conclusivo, che non aveva bisogno di un sequel; nonostante ciò però, visto che un sequel alla fine c’è stato, penso che non potessimo desiderarne uno migliore di questo. Un libro in cui i protagonisti lasciano il contesto in cui li abbiamo conosciuti e visti crescere, un segno che qualcosa è davvero cambiato -non importa se si tratta un addio o di un arrivederci.

Senza andare troppo per le lunghe, inutile negarlo, Leah mi ha stregato come personaggio. Perché usciva dalla pagina, perché ha fatto esattamente quello che vorrei facessero tutti i personaggi di questo tipo di libri: uscire dalla pagina e sedersi accanto a te per raccontarti la sua storia.

Quindi davvero, se cercate una lettura fresca e leggero, con una protagonista realistica e una storia banale eppure mai scontate, Leah e Creekwood vi stanno aspettando!

E voi? Avete letto questo libro oppure pensate di leggerlo? Fatemi sapere che ne pensate con un commento qui sotto!

Grazie per aver letto fino a qui ❤️

Dal paese delle meraviglie,

Alice

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About Alice 19 Articles
Alice, 17 anni. Serie tv dipendente e topo da biblioteca. Solitamente mi faccio riconoscere perché mi dispero ad alta voce per le mie (tante) OTP non canon. Nel tempo libero mi dispero perché la mia gatta mangia troppo e frequento il quarto anno del liceo scientifico.

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