Penny Dreadful: City of Angels | Recensione

Come vi avevo promesso qualche settimana fa in questo articolo, oggi farò una recensione completa di Penny Dreadful: City of Angels e mi concentrerò soprattutto sul finale di stagione. Ho già parlato ampiamente delle mie prime impressioni sulla serie tv nell’altro articolo quindi non mi dilungherò inutilmente su questo. Per quanto riguarda l’uscita italiana della serie tv purtroppo non si sa ancora nulla.

Trama

La serie è ambientata nel 1938 a Los Angeles e segue le vicende del detective messicano Tiago Vega, che cerca di farsi strada nel duro mondo americano dell’epoca, pieno di pregiudizi razziali e violenze. Insieme al suo collega Lewis Michener (Nathan Lane) inizia ad indagare su un omicidio molto macabro che sembra essere collegato alla cultura messicana. In tutto questo però c’è qualcosa di più grande in ballo: la lotta fra due divinità, Magda (Natalie Dormer) e Santa Muerte. Alla vicenda principale si intrecciano altre numerose trame che riguardano il nazismo in America, le tensioni razziali, la costruzione di un’autostrada e il ruolo controverso della chiesa evangelica.

 

Commento generale sulla serie

Come ho già detto nell’altro articolo questo spin-off per me è stata una piacevole sorpresa, ero partita con zero aspettative e alla fine della visione ne sono uscita innamorata. Questa serie è un crescendo di qualità e il suo picco massimo per me viene raggiunto nella seconda metà della stagione (soprattutto negli episodi 6,7,8 e 9). Nel finale invece ho riscontrato alcuni problemi ma ne parleremo più avanti meglio. Se nella prima metà della stagione alcune storyline sembravano distaccate dalle altre, nella seconda metà si intrecciano tutte alla perfezione.

Il cast è eccezionale, soprattutto Natalie Dormer (che interpreta ben 4 personaggi molto diversi tra loro) e Nathan Lane. Dal punto di vista tecnico la serie è eccellente, si nota il grande lavoro fatto da costumisti, coreografi e scenografi. I costumi sono veramente bellissimi, la fotografia è molto calda e accogliente a differenza della fotografia cupa vittoriana del Penny Dreadful originale, le scene di ballo e le scelte musicali sono semplicemente meravigliose.

L’unica vera e propria pecca della stagione secondo me è quella di non essersi concentrata di più sul folklore messicano e sulla figura della Santa Muerte. La serie tv infatti era partita con la premessa principale che si sarebbe ispirata molto al folklore messicano-americano, invece a parer mio hanno lasciato questo aspetto un po’ da parte per concentrarsi di più sui temi sociali (che va comunque benissimo). Spero solamente che nella prossima stagione si concentrino di più questo tema perché mi affascina molto.

 

Opinioni sull’ultimo episodio

Ora invito le persone che non hanno finito la serie tv di fermarsi qui perché da ora in poi farò spoiler sul finale di stagione. Il finale del Penny Dreadful originale non mi era piaciuto per niente per una serie di problemi: storyline non concluse e lasciate aperte, non c’era una vera lotta con il villain principale e soprattutto è presente un pessimo trattamento del personaggio di Vanessa che è poi culminato con la sua morte. In City of Angels abbiamo praticamente gli stessi problemi, diciamo che John Logan non se la cava molto con i finali. Le varie sottotrame non hanno nessuna conclusione e questa è una cosa grave soprattutto perché non si sa ancora se la serie verrà rinnovata o cancellata, più che un finale di stagione sembra piuttosto un episodio di metà stagione. Gli eventi si susseguono troppo in fretta nella seconda metà della puntata e non c’è nessuno scontro con la villain principale della storia, esattamente come nel Penny Dreadful originale. Ma il problema più grande di questo finale a parer mio è il trattamento del personaggio di Molly e la sua morte. Da una parte capisco il perché di questa scelta, l’autore infatti ha voluto far prevalere il male. Vediamo Lewis uccidere Brian e questo lo tormenterà per il resto della sua vita, Peter è costretto a condividere gli ideali nazisti per proteggere i suoi figli, la famiglia Vega è ormai divisa e infine Molly che era il personaggio più puro e innocente fra tutti si suicida perché capisce che non sarà mai libera dalle grinfie di sua madre e che la morte è l’unica strada possibile per essere finalmente libera. La scena è visivamente fantastica, forse la più bella della stagione e mi è piaciuto anche il fatto che Santa Muerte sia stata con lei fino alla fine per non farla morire sola ma nonostante questo non condivido per niente la scelta fatta. La cosa si poteva benissimo evitare e non è stata costruita nel migliore dei modi, mi è sembrato solo un tentativo per realizzare una scena drammatica e che sconvolgesse gli spettatori. L’unico modo per cui la sua morte potrebbe avere un senso sarebbe quello di farla ritornare sotto forma di figura sovrannaturale al fianco di Santa Muerte per combattere contro Magda, altrimenti sarebbe solo un grande spreco di potenziale di uno dei personaggi migliori della serie.

Concludo con il dire che spero vivamente che la serie venga rinnovata per una seconda stagione perché se così non fosse ci ritroveremmo di fronte al solito prodotto cancellato senza una conclusione vera e propria.

Da Noemi è tutto! Avete visto questa serie tv? Cosa ne pensate? Lasciatemi un commento. Vi ricordo che se volete potete seguirmi sul mio profilo twitter personale per sentirmi ancora parlare di serie tv.

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About Noemi 47 Articles
Ciao a tutti sono Noemi, una studentessa universitaria di 22 anni. Amo gli animali, viaggiare e scoprire nuove culture. Le mie due più grandi passioni sono il cinema e la letteratura e proprio per questo mi piacerebbe poterle condividere con voi su questo blog.

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