The I-Land | Recensione (spoiler)

The I-Land è una serie fantascientifica originale Netflix del 2019 scritta da Neil LaBute e interpretata da Natalie Martinez (Death Race) e Kate Bosworth (21-Blackjack). La serie è brutta come poche altre cose, probabilmente la recensione sarà un bagno di sangue. Attenti agli spoiler anche se non vi state perdendo nulla.

Lost e Matrix entrano in un bar…

All’inizio di The I-Land vedremo dieci persone che si risvegliano su un’isola deserta, tutti vestiti alla stessa maniera e nessuno che ricorda la propria identità. Capiscono i propri nomi perché li hanno scritti sulle proprie camicie. Dopo pochi minuti sull’isola pensano bene di prendere il sole e fare un bagno. Questo per farvi capire l’intelligenza media del gruppo e della sceneggiatura. I dieci avranno vari problemi relazionali tra loro anche perché il più pulito ha la rogna, finché una di loro non scoprirà che in realtà tutto quello che stanno vivendo è una simulazione tipo Matrix e loro sono dentro un esperimento.

Diventare stupidi guardando una serie

L’idea di base di The I-Land è banale e puzza di stantio ma con una buona sceneggiatura tutto può diventare una piccola perla. Non è questo il caso. Vuole continuamente regalare le atmosfere di Lost fallendo miseramente. I dialoghi sono tutti brutti. Tanto. Sembra che provino a essere naturali e brillanti tipo quelli di Tarantino ma sembrano scritti mentre gli sceneggiatori erano sotto botta. Ci verranno buttate addosso informazioni che dovrebbero essere geniali ma già alla prima occhiata le coincidenze sembrano tirate per i capelli. Un esempio: uno di loro calcola che tutti e dieci si sono svegliati a trentanove passi uno dall’altro. Probabilmente ha tenuto il segno lui in qualche maniera che non ci è dato sapere. Uscirà fuori che il trentanove è un numero importantissimo ai fini della trama, così catartico che onestamente non mi ricordo cosa significhi. Ovviamente se il calcolo lo avesse fatto uno con un passo più lungo o più corto tutta la coincidenza sarebbe andata a puttane, ma chi se ne frega.

Colpevolizzare le vittime di stupro

Questa è la cosa che più mi ha fatto arrabbiare della serie. Mettiamo subito le mani avanti, la serie non colpevolizza le vittime, assolutamente. Mette noi nella condizione di farlo. Che è molto peggio. In vita mia non ho mai colpevolizzato una vittima di nessun reato, men che meno lo stupro. Sono dell’opinione, ovviamente, che se uno dei due in un momento qualsiasi del rapporto dica no, debba essere no. Senza se e senza ma. Quale è il problema allora? Dopo pochi minuti sull’isola la protagonista Chase e quello che dovrebbe essere il sosia brutto e scemo di Sawyer di Lost si allontanano per esplorare l’isola. Chiacchierano per un po’ e si baciano. Lui prova a spingere un po’ la situazione e quando lei lo respinge lui cercherà di stuprarla. Lei riesce a scappare e dirà a tutti quello che il tizio ha fatto. Lui è uno strano, si capisce subito che non è la persona migliore del mondo. Una ragazza quindi pensa bene qualche giorno dopo di andare in giro con lui, ammiccando e provandoci in maniera quasi esagerata per poi buttarsi addosso a lui e baciarlo. La scena si interrompe lì facendoci capire che i due stanno per avere un rapporto consensuale. Qualche scena dopo lei è palesemente traumatizzata e nervosa e ci verrà detto che è stata stuprata. Ricapitolando, ti allontani con uno stupratore, gli salti addosso per baciarlo cosa ti aspettavi sarebbe successo? Mi sento sporco anche solo a pensarla una cosa del genere.

Noia su noia

Dopo questo non c’è molto altro da dire. La serie è un continuo di muoversi per l’isola o per la realtà non simulata recitando male dialoghi scritti malissimo e assistendo a colpi di scena di cui non ci frega nulla. La regia non ci fa capire mai quanto tempo passa tra un’inquadratura e l’altra e la fotografia è atroce, con queste luci sempre uguali che fanno sembrare finta anche l’isola che finta non è. Tolte le prime tre puntate dove almeno si ride data la bruttezze del tutto, il resto di The I-Land è solo molto noioso e inconcludente. Se faranno una seconda stagione (cosa che dubito essendo una miniserie) credo che annullerò il mio abbonamento a Netflix!

Voi avete visto The I-Land? Spero vivamente di no!

Alla prossima,

Luca

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