La scelta di Josefine | Recensione

Titolo: La scelta di Josefine
Anno: 2020
Casa editrice: Newton Compton
Genere: narrativa straniera di ambientazione storica
Traduttore: Arianna Pelagalli
Target consigliato: dai 16-17 anni in su 
Lunghezza: 350 pagine
Punto di vista: esterno, vicende narrate dall’autore sulla base di ricostruzioni storiche
Valutazione: ★★★★☆ 

La speranza, si rese conto, non era un piano di fuga. 

Doug Gold 

Doug Gold, lo scrittore de La scelta di Josefine

Doug Gold è il fondatore della prestigiosa agenzia NRS Media, vive a Wellington con la moglie Anemarie (la figlia dei protagonisti de La scelta di Josefine). Ha lavorato per anni come autore di programmi televisivi e radiofonici. 

Trama 

Dopo l’arresto e la tortura dei fratelli da parte dei nazisti, Josefine Lobnik decide di unirsi ai partigiani e combattere per la liberazione della Slovenia. Se questo significa aiutare gli inglesi e gli Alleati, è ben felice di dare il suo contributo. Quando assiste all’esecuzione sommaria di venti innocenti nella piazza della città di Maribor, Josefine teme che la stessa sorte possa essere toccata anche a uno dei suoi fratelli, di cui non ha più notizie. E così prende una decisione coraggiosa: avvicinarsi al campo di lavoro per chiedere notizie a un prigioniero. 
Quando lo portano al campo Stalag XVIII-D, vicino a Maribor, Bruce Murray promette a sé stesso che farà tutto il possibile per sabotare i tedeschi e scappare. Mentre passeggia lungo la recinzione, una domenica mattina, una giovane donna gli consegna un biglietto. È l’inizio di un grande amore, nato nell’ora più buia della storia europea, e destinato a durare per sempre. 

Commento 

Quando ho iniziato a leggere questo libro avevo delle aspettative altissime per via del fatto che la storia che viene narrata dall’autore è una storia vera -quella dei suoi suoceri-. La scelta di Josefine non mi ha delusa anche se la prima parte è un po’ lenta e molto densa di fatti storici. La parte dedicata alla storia d’amore, invece, è perfetta e si nota tutto l’impegno che l’autore ha messo nella ricerca delle informazioni. 

Bruce e Josefine sono tratteggiati bene e ad un certo punto pensavo quasi che il libro fosse autobiografico, pur sapendo che non è così. Lo scrittore, al suo esordio nel mondo della letteratura, è riuscito a mettere nero su bianco una storia di amore e di sofferenza e sono certa che Bruce e Josefine avrebbero apprezzato il suo gesto. 
La storia è narrata in terza persona, come è giusto che sia e, anche se generalmente apprezzo maggiormente le storie con doppio punto di vista e narrate in prima persona, non mi immaginerei una scelta migliore della terza persona per narrare di Bruce e Josefine. 

Ho apprezzato molto anche la lunga nota dell’autore in cui specifica cosa è vero e cosa non lo è ed ho apprezzato ancora di più la scelta di riportare fedelmente stralci delle missive che si sono scambiati Bruce e Josefine nel corso della guerra e del periodo post-bellico. Tutto sommato La scelta di Josefine mi è piaciuto anche se, come già detto in apertura, la parte iniziale sembra più un libro di storia che un romanzo. 

Conclusioni 

Consiglio a tutti la lettura de La scelta di Josefine per fare un tuffo nella storia dei protagonisti ma anche nella storia del mondo, in quella storia che, si spera, non si ripeterà mai più. 

Avete letto questo libro? Scrivetelo nei commenti! 

Ilaria 

P.S.: Vi lascio qui il collegamento al sito ufficiale del libro, se vi interessa merita molto di essere visitato! 

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Ilaria
About Ilaria 109 Articles
Sono una studentessa universitaria appassionata di teatro e di recitazione in generale ma anche di tennis.

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