La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo | Recensione

La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo è un romanzo fantastico scritto da Audrey Niffenegger nel 2003 ed edito in Italia nel 2005 da Arnoldo Mondadori Editore.

Incontrarsi due volte (per la prima volta)

Henry DeTamble è un uomo con una particolare malattia genetica: non riesce a restare fermo nel suo presente. In qualche maniera  quando è sotto stress, Henry viaggia avanti e indietro nel tempo in momenti completamenti casuali della sua vita. Durante i suoi viaggi non può portare nulla con sé, questo lo porterà a ritrovarsi dallo stare su una poltrona a leggere, al ritrovarsi tutto nudo in mezzo ad una strada commerciale quindici anni nel passato. La cosa più estenuante è che il passato non può essere cambiato in nessun modo, questo lo porterà a vivere in un costante flashback, spesso sapendo già a grandi linee come le cose stanno per accadere, nel bene o nel male. Un giorno mentre è a lavoro, una ragazza, Claire, (la moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo per l’appunto) lo avvicina evidentemente emozionata di incontrarlo. Lui ha ventotto anni, lei venti. Claire sostiene di conoscerlo da anni, lui ha viaggiato centinaia di volte nel passato da lei. Claire sa tutto di lui, i suoi film preferiti, i suoi gusti le sue manie; Henry però non l’ha “ancora” mai vista. La prima volta che lei l’ha incontrato aveva sei anni e lui trentasei, portando i due a conoscersi l’un l’altro in due momenti completamente diversi.

Audrey Niffenegger l’autrice

Henry e Claire

Come ci suggerisce il titolo del libro, il protagonista del romanzo non è Henry ma ben sì la coppia. Il romanzo ci racconterà la storia del loro rapporto, rapporto di una coppia di tutti i giorni ma disturbato dal problema di Henry e soprattutto dalle sue versioni passate o future che si ritroveranno fisicamente con loro per periodi più o meno temporanei. Il lettore viaggerà costantemente dal punto di vista prima di uno e poi dell’altra, e per non confondere troppo il lettore ad ogni inizio capitolo sapremo l’età di entrambi i protagonisti in quel dato momento. Cosa non da poco quando uno dei personaggi viaggia nel tempo e ha ora un’età ora un’altra!

Viaggio nel tempo semplificato

Come sapete sono un fan dei viaggi nel tempo. Appena ho letto il titolo del libro ho capito che dovevo comprarlo. La parte migliore del romanzo però è che il viaggio nel tempo è talmente semplice che il romanzo può essere gustato da tutti. I paradossi temporali sono molto ingegnosi e ben studiati, ma restano elementari in modo da non confondere mai. Il fatto che il tempo non possa essere cambiato rende tutta la scrittura più semplice da seguire, dato che sappiamo che tutto quello che abbiamo letto è inciso nella pietra e non verrà modificato. Non ci ritroveremo come in mille altre opere a chiederci che fine ha fatto una determinata linea temporale o altro. Tutto è lì e non verrà modificato.

Stile

Come già detto il libro sembra scritto per tutti e intendo veramente tutti. E’ una storia d’amore ma mai banale o pesante, ha elementi fantastici ma non ingombranti, è divertente e fa commuovere. Il perfetto regalo per una persona che ama leggere, ve lo garantisco.

Eric Bana e Rachel McAdams in una scena del film

Una more all’improvviso

Se invece siete pigri, nel 2009 è uscito nelle sale la trasposizione de La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, col titolo di Un amore all’improvviso diretto da  Robert Schwentke, con Eric Bana e Rachel McAdams (Il caso Spotlight). Film mediocre, hanno preso alcune delle situazioni del libro, le hanno montate insieme e tirato fuori un film. Carino se non avete letto il libro, dimenticabilissimo se lo avete letto. L’unica nota positiva è la su “eredità”: tempo fa vi parlai di uno dei miei film preferiti “Questione di tempo” (o About time in originale). Storia di un uomo che poteva  viaggiare nel tempo e che sposava una donna interpretata per l’appunto da Rachel McAdams. Coincidenze? Io non credo!

Detto questo, spero che leggiate questo meraviglioso libro, prometto che lo troverete molto interessante ed emozionante.

Alla prossima,

Luca

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