La direttiva sul Copyright è stata approvata

Oggi 12 Settembre 2018 la direttiva sul Copyright è stata approvata. La votazione – con 438 favorevoli, 226 contrari e 39 astenuti – è stata effettuata a due mesi circa dalla precedente di cui abbiamo parlato  qui.

Perchè c’è stato bisogno di una riforma delle normative che regolano internet?

Sicuramente, dal 2001, internet è cambiato e le leggi che lo “governano” se così si può dire, necessitavano di essere riviste. Il problema è il COME sono state riviste.

Fondamentalmente, gli editori (principalmente di grandi giornali e altre aziende)  pretendono che ogni volta che i loro contenuti siano usati, ovvero condivisi, su social network o su altre piattaforme (come Google) gli venga pagato un compenso. Questo perchè secondo loro, quando si cita o usa un contenuto altrui per riempire una pagina web (vedi Google News) non basta la pubblicità che la piattaforma ti sta facendo citandoti, ma bisogna anche ricevere un compenso in denaro.

Chi è contro questa lamentela cosa dice?

Che semplicemente se io sto indirizzando la gente  sul tuo sito, in cui tu hai banner pubblicitari e altro (che ti fanno guadagnare) ti sto già pagando, in quanto senza di me tu non riceveresti le visite dei miei lettori/frequentatori della piattaforma.

Esempio:
Se Google News condivide un articolo di Repubblica, Repubblica non dovrebbe pretendere un compenso da Google News se Google News usa gli articoli di Repubblica per riempire la propria piattaforma e “intrattenere” gli utenti della piattaforma. Perchè non lo dovrebbe prentendere? Perchè quante persone si svegliano la mattina per andare a visualizzare i contenuti e i nuovi articoli di Repubblica? E quante persone invece si svegliano la mattina e vanno su Google News?
Ovviamente è più facile che una piattaforma abbia un traffico maggiore di un sito, e di conseguenza se sulla piattoforma vengono condivisi articoli del sito la piattaforma (in questo caso Google News) porterà una maggiore visibilità sul sito dell’editore (Repubblica) che munendosi di banner pubblicitari guadagnerà su tutte le persone che sono state “portate” sul sito dagli articoli che sono stati condivisi da Google News.

Avete capito più o meno questa seconda presa di posizione?

Agli editori non basta sfruttare il potere della condivisione e  della visibilità. Devono prende soldi anche sull’azione del “condividi”. Quindi hanno cominciato a “rompere” le scatole all’Unione Europea affinché  facessero qualcosa a riguardo.

Cosa ha fatto l’Unione Europea?

Secondo voi, l’Unione Europea era preparata a stilare una legge sul copyright in maniera corretta? No. Perchè a Luglio hanno proposto una direttiva che includeva due articoli (l’11 e il 13) che più ambigui non si può, in cui se fossero stati presi alla lettera:

-Ogni volta che si usava un link bisognava pagare una tassa
-Tutti i siti e piattaforme dovevano automunirsi di algoritmi costosisssimi (CONTENT ID, simile a quello di Youtube) che filtrano qualsiasi cosa possa contenere tracce di copyright infranto o semplicemente contenuto di terze parti. Dato che la matematica degli algoritmi non è un cervello umano che riesce a valutare se ci sono casi particolari, ma fa sempre di tutta l’erba un fascio ci sarebbe potuto essere il problema che cose che non andavano censurate fossero censurate e viceversa.
-Come conseguenza di questi due punti, tutto ciò che è meme, gif, siti come wikipedia, blog, fanpage, fanfiction, etc… avrebbero rischiato la censura e la multa ai proprietari dei post che li includevano.

E adesso?

Fortunatamente  dopo il 5 Luglio la legge è stata modificata e stavolta si sono accorti che forse potevano fare qualche specifica sui casi particolari invece di fare di tutta l’erba un fascio.

Articolo 11
Secondo la direttiva, ogni paese dell’Unione Europea deve impegnarsi affinché tutte le piattaforme presenti su internet forniscano il giusto compenso agli editori per ogni uso dei loro contenuti.  Aggiungendo però che ciò riguarda le grandi aziende ed esclude tutti gli utilizzi privati o privi di scopo commerciale.

L’articolo 11 continua a favorire più gli editori che le piattaforme (e per questo potrebbe portare a un disimpegno delle piattaforme che finirebbe per danneggiare soprattutto i piccoli gruppi editoriali). Della serie che se io Sara Scrive, volessi citare una testata giornalistica non potrei farlo senza pagare, quindi devo rinunciare a creare dei nuovi miei contenuti, perchè se mi appoggio a citazioni del sito in questione potrei essere denunciata o il mio sito verrebbe oscurato.  A meno che io non paghi, oppure che tolga qualsiasi tipo di banner pubblicitario o forma di guadagno dal mio  blog.

Articolo 13
L’articolo 13 continua a  prevedere che le piattaforme online esercitino un controllo, molto stretto, su tutto ciò che viene caricato dai loro utenti come fa Youtube con il Content I. Le modifiche, da quello che ho capito, consisterebbero in avere licenze più adeguate da applicare online, tutelando meglio i diritti degli autori, quindi i filtri degli algoritmi non ci sono più, ma rimane l’obbligo di controllare che ciò che viene caricato non violi il copyright.

 

Ricapitolando

Chi non deve preoccuparsi perchè è esentato e non rientra nelle situazioni sopracitate?
– Le enciclopedie online (Wikipedia è salva)
-Meme, satira, parodie, rielaborazioni senza scopo di lucro  (Fanfiction, fart art che non guadagnano)
-Piccole e medie imprese/aziende che non monetizzano i loro contenuti

Quindi finchè non guadagnate utilizzando contenuti altrui potete rielaborarli nei vostri post. E  con rielborarli intendo che citare va bene, copiare per intero no. Nel senso che comunque, io piccolo blog, posso usare una gif di un film per recensirlo o per creare dei momenti comici sul mio blog, ma non posso copiare il film per intero o intere scene, caricarlo sul sito e commentarlo.

Spero di essere stata chiara e di aver capito tutto. Per qualsiasi chiarimento potete scrivermi o potete informarvi sul web ascoltando varie fonti. Potrebbero esserci sempre delle imprecisioni se si ascolta una campana sola.

Qui vi lascio uno degli articoli che mi è sembrato abbastanza informato e che spiega nel dettaglio le proposte dei due articoli 11 e 13.

Concludo dicendo che nonostante i voti favorevoli di oggi  c’è un’ultima possibilità, poiché la legge verrà votata per l’ultima volta agli inizi del 2019 e solo se il negoziato con i vari paesi europei andrà a buon fine, ovvero se non ci siano troppi paesi contrari.

Vi anticipo già, che come ha detto Alessandro Masala su Breaking Italy, Di Maio del Movimento 5 stelle  è contrario a questa direttiva.

 

Cosa ne pensate?

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About Sara 390 Articles
Sara. Roma. 7 sorelle. Fangirl a tempo pieno. La leggenda narra che io sappia disegnare oltre che essere pazza per i Jonas Brothers.

2 Commenti

    • Sono sempre stati illegali, e dovrebbero già levarli da tempo. Solo che in Italia funziona tutto a “blitz” nel senso che i siti streaming invece di bloccarli ogni giorno, li bloccano una volta di tanto in tanto

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