La casa di carta 4 – Recensione

La quarta parte de La casa di Carta è approdata su Netflix all’inizio di questo sfortunato Aprile 2020. Quest’anno è e continuerà ad essere particolarmente duro per tutti noi e una serie ben scritta, girata e sceneggiata ci sta tutta. Nella stessa settimana infatti è uscita la terza stagione di Ozark. Se invece volete vedere una serie che oramai è la parodia di se stessa, La Casa di Carta fa per voi. Ma se dovessi scegliere tra rivederla o andare a leccare le maniglie delle porte dello Spallanzani sceglierei la seconda.

Quando chiedi ad una scimmia di scrivere una sceneggiatura

Con questa recensione neanche ve la do una sinossi della trama. Che dovrei dire? Una soap opera spagnola vecchio stile con tutti i cliché del caso. Ci sta anche una rapina nel mezzo, credo. La sceneggiatura è uno dei picchi più bassi della stagione. Oramai nemmeno si sforzano più di darci una trama intelligente o almeno verosimile. Tutto si dipana tra i rapporti dei protagonisti arricchite da scene completamente senza senso. Ogni scena è accompagnata dal monologo di Tokyo che (Oh mio Dio) è sempre più insopportabile. Continua a dire la cosa sbagliata, a fare la cosa sbagliata ma vogliono sempre farcela passare per il vero leader della squadra. Qualcuno mi dice cosa ha fatto di utile nelle ultime due stagioni? Ricorderei che il casino della stagione 3 e 4 è tutto a causa sua. Se qualcuno muore o va in galera è colpa sua e di Rio, punto. Il vero cattivo della serie è lei. Addirittura in questa stagione in un flashback Nairobi la vorrebbe nominare come capo del gruppo, Denver continua a paragonarla ad una Maserati tanto il suo livello è al di sopra di chiunque altro. Vi prego basta, tutto quello che il personaggio (così come la serie) doveva dire l’ha già detto da almeno due stagioni. Avrebbero dovuto ucciderla alla fine della seconda stagione. Adesso è solo un peso che ci viene mostrato come un’eroina.

L’improbabile ha un nuovo volto

Parlando di personaggi assurdi vogliamo parlare del nuovo cattivo, Gandia? Ce lo mostrano come un tipo spietato e pronto a tutto. Perfetto. In un flashback ce lo fanno vedere che capisce immediatamente i secondi fini di Berlino. Grande, continua così. E’ un pazzo esaltato che ha aspettato una situazione come una rapina per tutta la vita per dare sfogo alla sua follia. Dai che ci sei quasi. Apre l’armadio delle armi e dentro ci vediamo un arco. E no dai. Un’arco. Nell’armdietto della sicurezza di una banca. Questa è La casa di carta, per gli Hunger games è da quella parte. Quando ho visto quell’arco mi è sceso tutto. Ok fare il pazzo ma qui andiamo oltre. Pensavo che questo sarebbe stato un dettaglio del trash finché non arriva la scena della sparatoria nel corridoio. Cinque persone si sparano non so quanti caricatori addosso. Sono in quattro contro Gandia. Nessuno si ferisce. Nessuno. Se questa sceneggiatura è scritta bene io sono una foca monaca.

Cose a caso

La stagione è tutta così, ti tirano addosso cose completamente a caso. Marsiglia e il Professore cercano di interrogare un uomo in casa sua, nell’altra stanza ci sono moglie e figlie di lui. Ha paura per la sua vita e quella della sua famiglia quindi cerca di suicidarsi. Ovvio. All’inizio della stagione ai nostri “””””””eroi”””””” gli viene tolto internet, la cosa li mette in crisi. Solo per il tempo che necessita la trama. Una volta che hanno di nuovo bisogno di internet o la trama non andrebbe avanti ce lo hanno di nuovo, senza spiegazioni. Per ultimo, forse perché gli spettatori si stavano affezionando troppo al personaggio credo, decidono che da ora in poi Arturito è uno stupratore. Non abbiamo mai avuto accenni della cosa in tre stagioni ma ora sì, odiatelo. Bah. A tutto questo aggiungete un triangolo completamente inutile tra Stoccolma, Rio e Denver e la presenza di un nuovo personaggio, Manila, che gli autori vogliono farci credere che è sempre stata presente fin dal colpo originale. Dove fosse durante le prove, le riunioni e tutto il resto è un segreto tra lei e lo sceneggiatore.

I due nuovi personaggi Gandia e Manila

Fan service a go go

Infine il fan service più becero sotto forma di Berlino. Ve lo ricordate Berlino? Il personaggio più carismatico e figo della serie senza se e senza ma. Quando nelle prime due stagioni c’era lui la serie aveva tutto un’altro fascino. Muore alla fine della seconda stagione, lo vediamo ancora nella terza grazie a dei flashback e scopriamo che è l’ideatore del nuovo (inutile) colpo. Nella terza stagione il fatto che lui sia presente è bello (l’unica cosa buona di quella stagione) ed ha un senso. A cosa serve però in questa stagione? Lo vediamo nei flashback del suo matrimonio che alla trama non aggiungono nulla. Lo vediamo in un flashback in un bar che di nuovo non aggiunge nulla. Lo vediamo quando rifiuta l’amore di Palermo, cosa che già sapevamo e che era già stato detto e sviscerato. La sua presenza serve solo a far contenti i fan. Che sarebbero stati più contenti con una bella storia.

Quello che mi fa veemente arrabbiare

Ma sapete quale è la cosa peggiore, quello che più di tutto mi fa odiare questa stagione? Che intrattiene. Tanto. Mi sono sparato tutta la stagione in un giorno sul divano con mia moglie. Il nostro cane quel giorno ha indossato un pannolone e abbiamo ordinato da mangiare a domicilio perché col cavolo che ci alzavamo dal divano. La serie ha mille difetti ma non annoia mai. Vi farà arrabbiare, desidererete vedere Tokyo morta una scena sì e l’altra pure, però porca miseria le puntate volano che è un piacere e il tempo passa in un secondo. La regia è la solita delle altre stagioni, buona che mantiene sempre sul chi vive; discreta la fotografia, non eccelle ma non fa schifo, buone anche le musiche e il doppiaggio (tranne Marsiglia, vi prego qualcuno faccia qualcosa per il doppiatore di Marsiglia).

Se fino ad ora la serie vi è piaciuta vi piacerà anche questa stagione. Se non vi è piaciuta, guardatevela e fatevi due risate alle spalle dei personaggi, passerete comunque del tempo in allegria e in questo momento storico ne abbiamo tutti bisogno.

Vi è piaciuta? L’avete odiata? Pensate che Gandia sia il prossimo Higlander che MacLeod scansati per favore? Fatemelo sapere qui sotto.

Alla prossima,

Luca

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