La casa delle voci | Recensione (no spoiler)

Titolo: La casa delle voci

Anno: 2019

Casa editrice: Longanesi

Genere: thriller

Lunghezza: 400

Punto di vista: Vario

Valutazione: ★★★★★

Donato Carrisi

Donato Carrisi (Martina Franca, 1973) ha studiato giurisprudenza e si è specializzato in criminologia e scienza de comportamento.

È autore di diversi bestseller, tra cui il ciclo riguardante Mila Vasquez(Il suggeritore, L’ipotesi del male, L’uomo de labirinto e Il gioco del suggeritore) e quello avente per protagonisti Marcus e Sandra(Il tribunale delle anime, Il cacciatore del buio e Il maestro delle ombre). De La ragazza nella nebbia e de L’uomo del labirinto è stato anche regista e sceneggiatore nelle rispettive trasposizioni cinematografiche.

Trama

Pietro Gerbernon è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché HannaHallè un’adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber.

Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l’assassina è proprio lei.

Commento

Chi mi conosce lo sa, se Donato Carrisi pubblicasse la sua lista della spesa, probabilmente leggerei anche quella. Quindi, quando a dicembre sono entrata in libreria per fare alcuni regali di Natale, la proprietaria me ne aveva già messo da parte una copia. Non ho avuto tempo di toccarlo per tutto gennaio, ma una volta cominciato, domenica scorsa, non sono riuscita a staccarmi prima di averlo finito, ignorando tutto e tutti per immergermi completamente nella Firenze del libro. Lo stile di Carrisi è semplice, per qualcuno magari lo è anche troppo, ma la storia e i personaggi ti prendono così tanto che tutto il resto perde importanza.

La casa delle voci fa esattamente quello che un thriller degno di questo nome dovrebbe fare: ti fa venire la pelle d’oca, ti fa tenere il fiato sospeso per la sorte, il passato e il futuro di quei personaggi che tu conosci da appena qualche ora, ma che sembrano fuoriuscire dalla pagina per raccontarti la loro storia.

Hanna, un personaggio che mi affascinata e al tempo stesso disturbata fin dal primo capitolo (mente? Dice la verità? Nessuna delle due?), i suoi misteriosi genitori e il modo in cui si scopre che il suo passato è legato a quello di Pietro. E Pietro stesso, il fardello legato al padre che si porta dietro, mi è piano piano entrato dentro e ha avuto il potere di farmi provare le sue stesse sensazioni.

Carrisi svela le sue carte a poco a poco, in un crescendo di emozioni, e, ogni volta che tu sei convinto che non possa esserci un colpo di scena più grande di quello che hai appena letto, ecco che lui ti coglie di sorpresa e capovolge, fino alla fine, tutte le tue teorie.

Conclusione

Se cercate un libro che vi faccia andare a letto tranquilli, probabilmente questo non è ciò che fa per voi. Se invece cercate qualcosa che sappia coinvolgervi e tenervi sulle spine fino alla fine, non posso che consigliarvi La casa delle voci. Vi troverete immersi in un mondo da cui è difficile staccarsi, che dopo aver finito vi farà dire: “cosa ho appena letto?” e che vi farà venire voglia, se non lo avete già fatto, di andare a leggere anche gli altri libri dell’autore.

E voi? Avete letto il libro? Se sì, che ne avete pensato?

Grazie sempre per aver letto fino a qui!

Dal paese delle meraviglie,

Alice

Se ti piacciono i nostri articoli e vuoi restare aggiornato sul mondo dello spettacolo, recensioni, news, interviste e altro ancora non dimenticare di seguirci su:
Condividi su
Avatar
About Alice 39 Articles
Alice, 17 anni. Serie tv dipendente e topo da biblioteca. Solitamente mi faccio riconoscere perché mi dispero ad alta voce per le mie (tante) OTP non canon. Nel tempo libero mi dispero perché la mia gatta mangia troppo e frequento il quarto anno del liceo scientifico.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.