Intervista al doppiatore Davide Perino

Inedita intervista fatta al grandissimo doppiatore Davide Perino in occasione del Festival del Doppiaggio dell’8 Giugno 2019.

Davide Perino è un attore e doppiatore italiano, oltre ad aver vinto numerosi premi per il suo straordinario talento è È la voce ufficiale di Elijah Wood e Jesse Eisenberg.

Come hai iniziato a doppiare?

Ho iniziato a lavorare a due anni e mezzo come attore, e non ho mai più smesso di lavorare. Ho fatto un film con Sergio Castellitto e Stefania Sandrelli: “Magic Moments”. La regia era di Odorisio ed era il primo film di Castellitto…e anche il mio! Quella fu la mia prima esperienza.

In seguito continuai con le pubblicità, ad esempio quella del cornetto Algida (che poi rifeci in radio una volta cresciuto). Ho fatto anche sfilate con marchi come la Benetton, ho partecipato a Donna sotto le Stelle a Piazza di Spagna… insomma un sacco di attività! Verso i 5-6 anni invece…

Quindi praticamente hai fatto tutte queste cose quando avevi 2-5 anni? Wow!

Si si, (ride) e poi all’età, più o meno, in cui impari a leggere ho iniziato a doppiare. Mia madre è doppiatrice, quindi è stata lei a farmi entrare in sala. Prima ancora di mia madre, mio nonno faceva doppiaggio e prima ancora di mio nonno, la madre di mio nonno faceva doppiaggio. La mia bisnonna lavorava ad Hollywood, negli Stati Uniti, perchè erano gli anni 30-40, subito l’avvento del sonoro. Doppiava per gli immigrati italiani in America. Mio nonno fu uno dei fondatori delle primissime società di doppiaggio nel nostro paese: la CDC.

E’ una tradizione di famiglia!

Sono sempre stato in sala…fino al momento in cui ho potuto mettermi al leggio, non leggevo ancora bene, quindi le assistenti del doppiaggio mi aiutavano dicendo la battuta all’orecchio. Quando era il momento mi davano il colpetto sulla spalla e io dicevo la frase.

Piano piano, da cosa è nata cosa, e il primo progetto importante a cui ho preso parte è stato “La Bella e La Bestia”, in cui interpretavo Chicco. Partecipare ad un film Disney non è come adesso, ma all’epoca, quando venivi selezionato per lavorare con la Disney, era qualcosa di eccezionale. Si entrava un po’ nella storia.

La Bella e La Bestia mi è molto caro, non solo perchè fu il mio primo progetto importante, ma anche perchè fu l’ultimo cartone animato disegnato a mano, ed il primo cartone animato in cui avevano inserito una scena al computer (ndr si riferisce alla scena del ballo). Rappresenta la chiusura di un’era e l’inizio di un’altra. Lo ricorderò sempre come una cosa incredibile.

Ho doppiato il giovane Indiana Jones, i primi personaggi minori…Quando ero piccolo, piccolo, piccolo, ho doppiato anche delle voci femminili perchè la voce di un bimbo è una voce universale, intercambiabile…mi faceva strano questa cosa, ma tutti mi dicevano “non ti preoccupare”

Effettivamente è una pratica abbastanza normale e usata, basta pensare a Bart dei Simpson (doppiato da Ilaria Stagni), oppure al fatto che anche in Giappone, alcuni protagonisti maschili siano doppiati da donne, invece che da uomini. 

Si è vero! Una volta ho conosciuto un regista giapponese venuto qui in Italia e mi ha detto che rimaneva stupito del fatto che noi (doppiatori ndr) fossimo fermi davanti al microfono…perchè loro hanno una recitazione teatrale: si muovono e fanno cose mentre sono davanti al leggio. Noi invece siamo fermi, impalati, con la nostra cuffia lì…Forse sarà anche per questo che in Giappone non badano molto al sync (ride).

Cosa è successo quando hai cambiato voce?

Quando ho fatto il cambio di voce, l’ho fatto molto rapidamente: nell’arco di un’estate. Sono andato in vacanza con la voce da bimbo, sono tornato con la voce da uomo.

“Davide che cosa ti è successo?”

(voce profonda e bassa) “Non lo so, sono andata in vacanza, sono tornato così” (ride)

Non è stato come Alberto Sordi, lui l’ha cambiata nell’arco di una notte! Io almeno ci ho messo due mesi a cambiare…

Quindi hai dovuto smettere di fare un certo tipo di ruoli?

Purtroppo si: quando sei abituato ad una voce, te la tolgono, te ne mettono un’altra… è come uno strumento, non lo riesci a suonare, devi riabituarti a tutto: la posizione delle dita etc..la voce che avevo all’inizio non era ne carne e ne pesce e poi mi sono ritrovato con delle corde basse che non avevo mai avuto, e quindi steccavo. Quando mi chiedevano “alleggerisci!! Devi sembrare piccolo”, steccavo, sgranavo, perchè non era naturale che facessi la voce di prima… quindi è subentrata mia sorella, che ha doppiato i personaggi che non potevo più doppiare!

Con il cambio di voce c’è stato un periodo un po’ particolare, perchè la gente non aveva ancora capito dove collocarmi, ma poi mi sono rimesso subito in carreggiata e ho continuato.

Qual è il progetto a cui sei più legato? Il tuo personaggio preferito? 

Per quanto riguarda i cartoni animati, La Bella e La Bestia, perchè ho un ricordo molto importante legato a quel film, molti attori del cast non ci sono più, era un periodo particolare della mia vita…Per le serie di cartoni animati, ricordo con molta tenerezza una serie che si chiamava “Finalmente Weekend”, carinissima e disegnata strana. I bambini erano tutti piccoli piccoli, molto esili con la testona grossa e aspettavano tutta la settimana che arrivasse il weekend per divertirsi. Io facevo un bambino che si chiamava Tino Tonitini ed era davvero adorabile. La serie è doppiata benissimo, eravamo tutti fortissimi all’epoca. Diretta da un direttore bravissimo, Alessandro Rossi.
Per gli anime, mi è rimasto nel cuore FLCL, un cartone animato visionario, con un robot che usciva dalla fronte del protagonista. Una cosa davvero fantastica.

La colonna sonora era bella al punto che mi sono fatto dire il nome del gruppo che componeva queste musiche giapponesi e per quanto mi erano piaciuti li ho continuati a seguire. Si chiamano The Pillows. Un altro personaggio che ho adorato è Kurapika di Hunter x Hunter, però è rimasto in sospeso perchè poi hanno trasferito il doppiaggio a Milano e hanno cambiato tutto il cast. A metà della serie.

Parlando di film… ne ho vari (come preferiti ndr), ma ne ho uno diretto da Filippo Ottoni, un grande dialoghista e diretto di doppiaggio, Mysterious Skin che mi ricordo particolarmente. Un film drammatico, su un ragazzo che decide di prostituirsi. Una storia molto dilaniante. Quello mi colpì molto e lo ricordo con tanto affetto. Ho imparato molto lavorando a quel film. Anche Yves Saint Laurent, la storia dell’ascesa dello stilista è stato un progetto molto importante.

…E ovviamente Il Signore degli Anelli!

Tu poi hai anche incontrato l’attore che interpreti: Eliahja Wood

Si, ho incontrato anche Eliahja Wood! Comunque il film non è importante solo per quello, ma per tutto ciò che è successo dopo quel film: grazie al Signore degli Anelli, tutti i fan si sono riuniti, hanno creato eventi, fatto cose ed io sono andato in giro per l’Italia, a queste manifestazioni, per 19 anni grazie a questo film. Ho conosciuto un sacco di persone… mi ha segnato la vita positivamente, in tutti i sensi.

Per le serie tv invece c’è Merlin.

Io adoro Merlin! Ho visto tutte le stagioni

*SPOILER* E la fine? L’hai presa un po’ male?

Certo che l’ho presa male! Quando ho visto il finale, in cui Merlino cammina lungo il lago, ho subito pensato che avessero lasciato una conclusione aperta per riaggianciare un possibile sequel… e invece…

Prossima domanda: sei consapevole dell’effetto che fai ai tuoi fan? Io lo vedo più come un super potere!

Lo capisco, lo capisco. Perchè spesso mi sono messo nei vostri panni sentendo parlare qualcuno che avete sentito parlare per tutta la vita dalla televisione, dal cinema e poi quando ce l’hai davanti e risenti quella voce… capisco che possa fleshare una cifra. E’ come un trip, perchè ti sembra di avere un televisorino che ti parla in tempo reale e ti dice le cose… però viene da un volto che non conosci. Noi doppiatori non veniamo riconosciuto per strada infatti…

A meno che non sia un super fan… io ad esempio conosco qualche doppiatore di faccia… oltre che di voce! Ti è mai capitato che qualcuno ti riconoscesse?

Si, mi è capitato due volte…uno poi è diventato uno dei miei migliori amici! Mi hanno riconosciuto entrando in un posto e dicendo una cosa. Appena ho parlato mi hanno detto “ma lei è un doppiatore?” e io “come fa a saperlo?”

Hai una voce inconfondibile, non c’è da stupirsi! 

Si, hai ragione, anche se quando esco dalla sala la mia voce è un po’ diversa, ad esempio si sente che sono romano… e invece al McDonald sono andato, ho chiesto un hamburger e il ragazzo che stava li mi riconosciuto. Quello che invece è diventato il mio migliore amico l’ho incontrato perchè ero in ritardo alla stazione dei treni, correvo e ad un certo punto ho detto “Scusi, scusi, controllore, che c*** di binario è questo? Perchè il mio treno sta per partire!”. Stavo a mille.

E da dietro uno mi fa “Scusi, Scusi, ma lei è un doppiatore?” e io “Si”, lui “Lei è Davide Perino?” e io “Si” e lui “Ah no perchè l’ho riconosciuta” “Come hai fatto a riconoscermi?” “Dalla voce”.

Pazzesco. E pensare che quando è successo erano parecchi anni fa, non c’erano ancora le foto, i social.

Cosa suggeriresti ad i ragazzi che vorrebbero cominciare questo mestiere?

Quello che suggerisco sempre, anche se non l’ho mai fatto (ride)…predico bene e razzolo male, ne sono consapevole (ride). Non ho mai fatto teatro, non ho mai fatto corsi, non ho mai fatto recitazione, dizione, niente, perchè ho iniziato da piccolo.

Magari li hai fatti quando ancora eri in pancia (ride)

Eh sì, perchè ho imparato crescendo sul campo, da quando sono nato. Quella è stata la mia scuola. E’ come se avessi fatto teatro, come se avessi anni di gavetta sul campo. La gavetta l’ho fatta nell’infanzia. I miei insegnanti sono stati i doppiatori dell’epoca, le colonne portanti di questo mestiere, che mi stavo intorno come Barbetti, De Angelis… i grandi da cui ho imparato.

E’ come lo sport agonistico: se tu inizi a cinque anni sei avvantaggiato, sei lo inizi a 20-25 è la stessa cosa di andare sul tartan e dire “Mr, sono pronto, mi faccia giocare” e quello risponde “hai iniziato sei mesi fa, dove vuoi andare?”. Non puoi competere con chi lo fa da tempo. Questa è la differenza fra chi lo fa da sempre e chi inizia da poco.

Però mai dire mai, c’è sempre il genio che arriva e corre tantissimo e recupera in due anni quello che gli altri fanno da una vita. E’ raro ma succede… questa scintilla, le carte giuste se ce l’hai vieni notato.

Poi uno dice “Come faccio ad essere notato se tutti gli studi sono chiusi?E non si può più entrare ad assistere?” che è la cosa più importante di tutte. Io ho imparato tutto quello che so assistendo. Io stavo li e guardavo gli altri. Ho imparato tutto.

Non si può più assistere, perchè sono tutti chiusi, con tornelli, impronta digitale, rilascio del documento, si può entrare solo con invito. Tipo il visto per andare in Russia (ride)…è uguale. E’ cosi.

L’unica cosa che io consiglio è fare scuole di teatro, recitazione in generale, che è la base.

Dato che il doppiaggio è una  specializzazione, sconsiglio le persone di mettersi subito in sala di registrazione e imparare a doppiare dal nulla. Mi è capitato di insegnare a dei ragazzi, sia nelle scuole che in stage, che dicevano di voler fare doppiaggio ma di non avere nessun tipo di esperienza. Io rispondevo “Non puoi arrivare qui senza sapere nulla ne di dizione e ne di recitazione…devi prima imparare quello…e poi io ti posso insegnare la tecnica del doppiaggio. Posso darti delle dritte sulla recitazione, ovvio, sono qui per questo, però tu dovresti arrivare già pronto”. Il doppiaggio consiglio sempre di metterlo come ultimo stadio.

Quando sei forte della tua recitazione potrai recitare dietro qualcun altro: (quando stai doppiando) devi annullare te stesso e ciò che hai imparato fino a quel momento devi usarlo per essere al servizio di un altro attore, un altro corpo, il sync. Inoltre perfezioni tutto con la pratica.

Consiglio di guardarsi dai corsi in cui gli insegnanti non sono conosciuti, perchè sicuramente saranno persone che conoscono la dizione alla perfezione, sono molto precisi nella parlata, magari sono degli speaker, però non sono degli attori. Quindi quando ti devono trasmettere qualche cosa, farti tirare fuori i sentimenti… eh, li serve un attore per farlo, qualcuno che vive nel settore tutti i giorni. Quindi raccomando di fare caso a chi è l’insegnante di ruolo o quelli che si alternano.

Purtroppo a volte questi corsi sono davvero costosi quindi finisce che per prepararsi adeguatamente servano soldi, tempo ancora più dei soldi, e passione.

Ti ringraziamo Davide per il tuo tempo e per la bellissima chiacchierata. Buona fortuna per tutti i tuoi prossimi progetti!

 

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About Sara 360 Articles
Sara. Roma. 7 sorelle. Fangirl a tempo pieno. La leggenda narra che io sappia disegnare oltre che essere pazza per i Jonas Brothers.

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