Titolo: Il tennis come esperienza religiosa
Anno: 2012
Casa editrice: Einaudi
Genere: saggi letterari
Traduttore: Giovanna Granato
Target consigliato: dai 18-20 anni in su (può essere molto utile una minima conoscenza del tennis)
Lunghezza: 89 pagine
Punto di vista: interno, narrato dall’autore
Valutazione: ★★★★★ 

Il genio non è riproducibile. L’ispirazione, però, è contagiosa, e multiforme, e anche soltanto vedere, da vicino, la potenza e l’aggressività rese vulnerabili dalla bellezza significa sentirsi ispirati e (in un modo fugace, mortale) riconciliati. 

David Foster Wallace 

david foster wallace, autore de il tennis come esperienza religiosa

21 febbraio 1962 – 12 settembre 2008

Wallace nasce a Ithaca da Donald Wallace e Sally Foster Wallace. Vive fino alla quarta elementare in Illinois, per poi trasferirsi a Urbana, dove fraquenta la Yankee Ridge School. Si laurea all’Amherst College nel 1985 in letteratura inglese e in filosofia, specializzandosi in logica modale e matematica. La sua tesi sulla logica modale viene premiata con Gail Kennedy Memorial Prize. Nel 1987 ottiene un Master of Fine Arts in scrittura creativa alla University of Arizona.
Insegna alla Illinois State University per gran parte degli anni novanta e nell’autunno del 2002 diventa professore di scrittura creativa e letteratura inglese al Pomona College, in California.
La sua prima opera pubblicata è The Broom of the System (La scopa del sistema), “il romanzo di formazione di un giovane wasp ossessionato da Wittgenstein e Derrida”, che riceve dalla critica un’accoglienza entusiastica.
Considerato il suo capolavoro indiscusso è Infinite Jest, del 1996.
Ha scritto anche vari articoli che spaziano fra lo sport, la critica letteraria e il puro reportage di costume con una vena ironica irresistibile, che sono stati raccolti nel 1997 in A Supposedly Fun Thing I’ll Never Do Again (Una cosa divertente che non farò mai più e Tennis, tv, trigonometria, tornado). Molti altri sono stati pubblicati sulle più influenti riviste americane.
Ha scritto anche racconti, pubblicati in rivista, che nel 2004 vengono raccolti in Oblivion (Oblio). Precedenti raccolte di racconti sono: Girl with Curious Hair (La ragazza dai capelli strani), Brief Interviews with Hideous Men (Brevi interviste con uomini schifosi), Questa è l’acqua (2009). Ha scritto anche le collezioni di saggi Considera l’aragosta (2006) e Il tennis come esperienza religiosa (2012).
Nel 2006 Einaudi pubblica il monumentale Infinite Jest. Nel 2011 esce l’ultima opera Il re pallido.
Il 12 settembre 2008, David Foster Wallace è stato ritrovato impiccato nella sua casa di Claremont dalla moglie Karen Green. ¹

Trama 

Negli anni della giovinezza e ben prima di diventare il più grande innovatore della letteratura americana contemporanea, David Foster Wallace si è a lungo dedicato al tennis, entrando nelle classifiche regionali e sfiorando la fama che ha saputo costruirsi altrove, e con ben altri esiti. Il tennis è rimasta una delle sue grandi passioni, tradotta nelle pagine di “Infinite Jest” e “Tennis, TV, trigonometria e tornado”. Ma soprattutto in due saggi, qui raccolti insieme per la prima volta, e dedicati rispettivamente a Roger Federer e a un’epica edizione degli U.S. Open. Ma anche a mille altre cose: lo scontro omerico tra il talento e la forza bruta, tra la bellezza apollinea di una volée perfetta e gli interessi economici “sporchi” che ruotano intorno a ogni sport. Il tutto, nella lingua immaginifica e inimitabile che i fan di David Foster Wallace hanno imparato da tempo a conoscere e amare. 

Commento 

Questo piccolo libricino è una vera chicca per chi, come me, ama il tennis ma anche per chi lo conosce solo da lontano e non si è mai fermato a guardare qualche scambio di una partita qualunque mentre faceva zapping in tv. Non conoscevo lo scrittore ma dopo aver letto Il tennis come esperienza religiosa credo che recupererò e leggerò anche gli altri suoi scritti.  

La scrittura è fluida ma incredibilmente particolareggiata e dettagliata e davvero nulla è lasciato al caso. La descrizione degli scambi è molto ben definita ma forse può risultare pesante da leggere per chi non ha mai visto una partita perché un conto è leggere degli scambi sapendo di cosa si parla ed un altro è leggere di quegli stessi scambi senza sapere minimamente in che contesto ci si trova. 

Personalmente ho preferito di gran lunga il secondo saggio presente, quello su Roger Federer, sia perché sono fan del campione di Basilea sia perché emergono molto di più le sensazioni dell’autore. Il primo è bello ma un po’ troppo particolareggiato e, secondo me, per chi non è mai stato agli UsOpen risulta complicato riuscire a costruirsi nella mente un’immagine chiara e nitida di quello che si sta leggendo. Il risultato della valutazione sono le cinque stelline che vedete ma, se dovessi valutare separatamente i due saggi, al primo darei quattro stelline scarse mentre al secondo cinque piene. 

Conclusioni 

Consiglio assolutamente il libro ma consiglio anche di vedersi almeno una partita di tennis intera -o quasi- prima di affrontare la lettura poiché, per quanto lo scrittore sia bravo e abbastanza lineare, alcuni passaggi potrebbero risultare complicati da capire. 

E voi avete letto questo libro? Scrivetelo nei commenti! 

Ilaria 

Written by

Ilaria

Sono una studentessa universitaria appassionata di teatro e di recitazione in generale ma anche di tennis.