Il castello nel cielo – Recensione del film dello Studio Ghibli

In questi giorni di quarantena in cui siamo tutti rinchiusi in casa sto approfittando per recuperare su Netflix i film dello Studio Ghibli che mi mancano da vedere. Per ora quello che mi ha colpita di più è “Laputa- Il castello nel cielo”, forse proprio uno dei più sconosciuti dello Studio Ghibli.

Il castello nel cielo è il terzo lungometraggio diretto da Hayao Miyazaki e il secondo in ordine di uscita dello Studio Ghibli, il famoso studio cinematografico giapponese di animazione molto popolare nei decenni scorsi. Il castello nel cielo in realtà fu il primo film dello Studio Ghibli ad essere realizzato, prodotto fra il 1985 e il 1986, ma venne fatto uscire dopo “Nausicaä della Valle del vento”. Le due pellicole hanno molto in comune, come il tema dell’ecologismo e il rispetto della natura, l’amicizia e la sete di potere dell’umanità che porta inevitabilmente alla rovina del pianeta. Personalmente però fra i due ho sempre preferito il castello nel cielo.

Trama 

Il film racconta le vicende di una ragazzina, Sheeta, che viene inseguita da un gruppo di militari, e Pazu, un ragazzo che la aiuterà a scappare. Gli inseguitori vogliono disperatamente il ciondolo che la ragazzina porta al collo. Questo oggetto ha infatti un immenso valore poiché permette a chi lo indossa di volare. Il tutto è contornato anche dal mistero di una città su un’isola misteriosa che vola nelle nuvole e che nessuno ha mai visto dal nome Laputa.

 

Commento

Come ho detto in precedenza i temi principali che possiamo trovare in questo film e in altri di Miyazaki sono il rispetto per la natura, l’amicizia genuina fra i ragazzi, la crudeltà dell’essere umano nei confronti della natura e degli esseri meno indifesi, il materialismo e tanti altri. L’ambientazione è fantasy con elementi steampunk che ricordano anche quelli di Nausicaä della Valle del vento, un esempio lampante sono le aeronavi e la tecnologia avanzata dei militari.

L’isola di Laputa rappresenta il mistero principale all’interno del film e ricorda un po’ la ricerca di Atlantide, la città misteriosa che nessuno ha mai visto ma che tutti sognano di trovare. L’unica differenza è che qui Laputa non è una città sommersa negli abissi ma vola fra le nuvole.

L’amicizia tra i due protagonisti, Sheeta e Pazu, è fortissima e sarà proprio questo dettaglio a determinare il loro destino e quello della città di Laputa. I due bambini hanno entrambi sofferto molto nella loro vita ma nonostante siano dovuti crescere troppo in fretta non hanno perduto la loro innocenza e spensieratezza e non sono corrotti come il resto dei personaggi del film. Le animazioni sono perfette, come tutti i film dello Studio Ghibli d’altronde, i colori sono super accesi e provocano nello spettatore lo stesso senso di meraviglia che provano i nostri protagonisti.

Una piccola curiosità: avete notato che nel film c’è un easter egg del film Nausicaä della Valle del vento? I più esperti lo avranno sicuramente notato, in un punto della pellicola infatti si intravedono tanti piccoli scoiattoli volpe che vivono nell’isola di Laputa e che abbiamo già incontrato in Nausicaä. In realtà questo non è l’unico easter egg che si può incontrare nei film dello Studio Ghibli ma ce ne sono parecchi disseminati fra le varie pellicole.

 

 

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About Noemi 46 Articles
Ciao a tutti sono Noemi, una studentessa universitaria di 22 anni. Amo gli animali, viaggiare e scoprire nuove culture. Le mie due più grandi passioni sono il cinema e la letteratura e proprio per questo mi piacerebbe poterle condividere con voi su questo blog.

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