Quando oggi pensiamo a Gardaland, immaginiamo immediatamente un grande parco tematico, fatto di roller coaster, dark ride, scenografie, hotel, spettacoli, eventi stagionali e mondi narrativi capaci di attirare milioni di visitatori. Eppure la sua storia iniziò in maniera molto più semplice, quasi artigianale, da un’intuizione che negli anni Settanta poteva apparire perfino azzardata: costruire in Italia qualcosa che somigliasse ai grandi parchi americani, in un periodo in cui il nostro Paese conosceva soprattutto i luna park, le fiere, le giostre itineranti e alcune rare strutture permanenti.

La nascita di Gardaland si colloca infatti in un momento particolarmente importante per l’evoluzione del divertimento europeo. Disneyland aveva aperto in California nel 1955, mentre nel 1971 era stato inaugurato Walt Disney World in Florida, dimostrando che il parco divertimenti poteva trasformarsi in una vera destinazione turistica, organizzata, permanente e capace di unire attrazioni, scenografie, servizi e ospitalità. In Italia mancava ancora una realtà paragonabile, nonostante esistessero strutture come Edenlandia a Napoli. Il pubblico era abituato alle giostre, ma non ancora all’idea di entrare in un luogo progettato come un mondo autonomo, dotato di una propria identità.

Fu in questo contesto che maturò l’intuizione di Livio Furini, imprenditore veronese originario di Legnago, ma anche uomo profondamente legato alla musica, al disegno e all’immaginazione. Prima ancora di essere ricordato come l’ideatore di Gardaland, Furini fu un artista e un sognatore, appassionato di direzione d’orchestra e abituato a riempire di schizzi, fumetti e appunti i propri diari. Non proveniva dal settore dei parchi divertimento e non possedeva una formazione specifica in questo campo. Aveva lavorato nel commercio e, dopo essersi trasferito sul Lago di Garda nel 1963 insieme alla moglie Giuliana Scarmagnan e alle figlie, aveva avviato un’attività di importazione di prodotti destinati soprattutto ai campeggi della zona.

Proprio il contatto diretto con il turismo gardesano gli permise probabilmente di cogliere le potenzialità del territorio. Il Lago di Garda era già allora una meta frequentata da famiglie e turisti italiani e stranieri, favorita dalla presenza di campeggi, strutture ricettive e collegamenti strategici tra Veneto e Lombardia. Furini comprese che quel pubblico avrebbe potuto essere interessato a una nuova forma di intrattenimento stabile, diversa dalle attrazioni itineranti e integrata all’interno di una destinazione turistica già consolidata.

Secondo la versione più conosciuta, ripresa anche dal sito ufficiale di Gardaland, l’idea sarebbe nata dopo una visita di Furini a Disneyland in California. Una testimonianza della moglie suggerisce però una ricostruzione leggermente diversa: l’intuizione iniziale sarebbe arrivata dopo una visita a Edenlandia, a Napoli, mentre Disneyland avrebbe rappresentato, in un secondo momento, il modello internazionale più ambizioso da studiare e reinterpretare. Le due versioni non sono necessariamente in contraddizione. È possibile che Edenlandia abbia acceso il desiderio di costruire un grande parco italiano e che l’esperienza americana abbia contribuito a definire la forma del progetto.

Furini acquistò oltre 60.000 metri quadrati di terreno tra Castelnuovo del Garda e Lazise e iniziò a produrre disegni, schizzi e progetti, anche con l’obiettivo di convincere altri imprenditori a investire. La cordata iniziale comprendeva, oltre a lui, Cesare Brentarolli, Flavio Zaninelli, Angelo Giambenini e Cesare Pelucchi. La società Gardaland S.p.A. venne costituita l’8 ottobre 1974, ma la ricerca dei capitali non fu semplice e il numero dei soci arrivò progressivamente a circa quaranta, a dimostrazione della complessità economica e organizzativa di un progetto senza precedenti nell’Italia dell’epoca.

Anche le istituzioni locali svolsero un ruolo fondamentale. Dopo l’approvazione del progetto da parte di Alberto Fogliardi, sindaco di Castelnuovo del Garda, i lavori poterono finalmente iniziare. La direzione del parco venne affidata a Giorgio Tauber, figura destinata a diventare centrale nella crescita di Gardaland. La sua esperienza nel settore turistico risultò particolarmente utile, perché il nuovo complesso non doveva essere soltanto una raccolta di giostre, ma una struttura capace di accogliere migliaia di persone, gestire servizi comuni e offrire un’esperienza ordinata e riconoscibile.

La costruzione si svolse nei primi mesi del 1975, in un tempo estremamente breve. L’investimento iniziale fu di circa 200 milioni di lire, cifra importante per l’epoca ma quasi irrisoria se confrontata con gli attuali costi dell’industria dei parchi, dove una somma equivalente basterebbe appena per una piccola attrazione.

Il 19 luglio 1975 venne ufficialmente inaugurato Gardaland – La città dei Divertimenti. Il parco occupava inizialmente una superficie di circa 90.000 metri quadrati, ben lontana dagli oltre 445.000 metri quadrati del complesso contemporaneo, ma rappresentava comunque una novità assoluta. Era permanente, organizzato, collocato in un territorio turistico e dotato di scenografie, servizi comuni e una propria identità.

Il biglietto d’ingresso costava 1.750 lire, una cifra che oggi corrisponderebbe indicativamente a meno di una dozzina di euro. L’obiettivo era attirare famiglie, bambini e turisti presenti sul Lago di Garda, offrendo loro un’esperienza accessibile e diversa da quella del luna park tradizionale.

Le attrazioni erano semplici rispetto agli standard contemporanei, ma apparivano straordinarie a un pubblico che non aveva mai visto nulla di simile in Italia. All’ingresso si trovava un castello dall’aspetto fiabesco, davanti al quale venne effettuato il taglio del nastro inaugurale, insieme al celebre Orologio floreale, uno dei primi simboli del parco. Già questi due elementi dimostravano una volontà precisa: non limitarsi alle giostre, ma costruire una soglia capace di separare il visitatore dalla quotidianità e introdurlo in uno spazio diverso.

L’attrazione più rappresentativa del Gardaland originario era il TransGardaland Express, l’unica ancora oggi esistente tra quelle presenti all’inaugurazione. Nel 1975 il trenino percorreva l’intero perimetro del parco e permetteva ai visitatori di osservarne l’insieme. La sezione coperta era tematizzata come la miniera dei sette nani di Biancaneve, mentre negli anni il percorso attraversò ambientazioni western, scenari fiabeschi e allestimenti floreali. Con le successive espansioni il tracciato ha perso la propria funzione panoramica originaria, ma rimane comunque una delle testimonianze più importanti del primo Gardaland.

Un’altra attrazione fondamentale era il Safari Africano, ispirato chiaramente alla Jungle Cruise di Disneyland. I visitatori salivano a bordo di imbarcazioni e percorrevano un corso d’acqua artificiale circondato dalla vegetazione, incontrando animali meccanici e scenografie esotiche. Nel corso degli anni l’attrazione venne aggiornata più volte, con nuovi animatronics, un diverso sistema di trasporto e l’introduzione di elementi diventati particolarmente celebri, come un grande gorilla. Rimase in funzione fino al 2010 e fu per generazioni una delle esperienze family più amate del parco.

Tra le attrazioni più caratteristiche figurava anche l’Escursione ai Canyon, che inizialmente prevedeva un percorso a cavallo all’interno di un’ambientazione western. Successivamente i cavalli furono sostituiti da carrellini da miniera e venne aggiunta una parte al chiuso. Il tema del Far West era particolarmente presente nel Gardaland delle origini: vi erano il Rodeo, il Minitreno West, piccoli trenini per bambini e giostre equestri. Questo immaginario, fatto di cowboy, cavalli, canyon e avventure, rispondeva ai gusti popolari dell’epoca e offriva ambientazioni immediatamente riconoscibili.

Il parco proponeva inoltre il Villaggio dei Fumetti, percorso dedicato alle fiabe e ai cartoni animati, il Labirinto Giapponese, arricchito da torii arancioni ispirati all’architettura tradizionale nipponica, e l’attrazione UFO, una struttura rotante che per il pubblico dell’epoca rappresentava una delle esperienze più adrenaliniche disponibili.

Il primo Gardaland era quindi piccolo, semplice e tecnologicamente molto lontano dal parco attuale, ma già conteneva l’idea fondamentale che avrebbe guidato tutta la sua evoluzione: non bastava offrire giostre, bisognava costruire stupore. Le attrazioni venivano inserite all’interno di ambientazioni, la vegetazione contribuiva all’atmosfera, il castello segnava l’ingresso in un mondo fantastico e ogni area cercava, anche in forma ancora elementare, di proporre un’esperienza diversa.

Dopo l’inaugurazione, il parco entrò in una fase di progressivo consolidamento. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta Gardaland ampliò l’offerta, migliorò i servizi e introdusse nuove attrazioni meccaniche. Nel 1979 aprirono la Crazy House e il simulatore Asterline Saturno 7, mentre nel 1980 venne inaugurato Zyclon, il primo roller coaster della storia del parco. Nel 1981 la Crazy House venne sostituita dal Castello di Dracula, che trasformava il tradizionale percorso a ostacoli in un’esperienza a tema horror. Nel 1982 arrivò il Panoramic Tour, una teleferica che consentiva ai visitatori di osservare il parco dall’alto.

Erano anni di crescita graduale, durante i quali Gardaland cominciò a costruire la propria identità nazionale. Il parco non era ancora pienamente tematico, ma si distingueva già nettamente dal luna park tradizionale grazie alla permanenza delle strutture, alla gestione unitaria e alla cura degli ambienti.

Il vero punto di svolta arrivò però a partire dal 1984, quando la direzione avviò un importante piano di espansione. Gardaland iniziò ad aumentare rapidamente la qualità e la complessità delle proprie attrazioni, avvicinandosi sempre di più ai grandi modelli internazionali.

A rendere possibile questa trasformazione furono la visione di Giorgio Tauber e soprattutto il lavoro artistico dei fratelli Claudio e Valerio Mazzoli. Claudio Mazzoli aveva maturato esperienze negli Stati Uniti, collaborando anche alla realizzazione di EPCOT per Walt Disney World e con gli Universal Studios. Tornato in Italia, contribuì per decenni alla progettazione scenografica delle principali attrazioni del parco, innalzandone profondamente il livello qualitativo.

Nel 1985 vennero inaugurate due novità destinate a segnare un prima e un dopo: Magic Mountain, oggi Shaman, e Colorado Boat. Magic Mountain, con i suoi loop e avvitamenti, rappresentò una vera rivoluzione per il pubblico italiano e divenne rapidamente una delle icone del parco. Colorado Boat introdusse invece un percorso acquatico su tronchi, ancora oggi molto amato.

Nel 1986 venne inaugurato il Self Service Aladino, costruito quasi interamente sottoterra. Una scelta apparentemente legata alla ristorazione che avrebbe avuto conseguenze molto importanti sul futuro urbanistico del parco, consentendo la creazione di una vera area tematizzata.

La svolta decisiva arrivò tra il 1987 e il 1988 con La Valle dei Re, la prima grande dark ride di Gardaland. L’attrazione ricostruiva un viaggio nell’antico Egitto attraverso scenografie monumentali, effetti speciali e animatronics, ed era nascosta dietro una gigantesca riproduzione del tempio di Abu Simbel. Costruita in larga parte sottoterra, sfruttava il dislivello naturale del terreno e raggiungeva standard estremamente elevati per l’epoca. Il successo fu enorme e contribuì a collocare Gardaland tra i principali parchi europei.

Quasi contemporaneamente venne realizzata Piazza Souk, un mercato arabo scenografico costruito sopra il ristorante Aladino. L’integrazione tra architettura, ristorazione e attrazione diede vita alla prima vera area tematica del parco.

Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta Gardaland continuò a crescere con ritmi impressionanti. Arrivarono la Giostra Cavalli, le Kaffee Tassen, Peter Pan, Ikarus, il tappeto volante Nuvola e numerose attrazioni destinate alle famiglie. Quasi ogni stagione portava con sé una novità significativa.

Nel 1991 venne inaugurato il Villaggio Tudor, mentre nel 1992 aprì I Corsari, una delle opere più importanti e ambiziose nella storia del parco. Costruita interamente sotto il livello del terreno, la dark ride piratesca rappresentò una sfida ingegneristica complessa, aggravata dall’umidità del suolo vicino al Lago di Garda. Il Villaggio Tudor serviva anche a nascondere la grande struttura sotterranea dell’attrazione, creando un ambiente coerente e perfettamente integrato con la narrazione.

Per qualità scenografica, dimensioni e immersione, I Corsari venne considerata una delle migliori dark ride europee e consacrò definitivamente Gardaland come grande parco tematico.

Negli anni successivi arrivarono attrazioni più adrenaliniche come Moonraker e Top Spin, il Castello di Mago Merlinoe il PalaBlù, inaugurato nel 1997. Tra il 1998 e il 1999 il parco conobbe una nuova espansione con Blue Tornado, Space Vertigo e Jungle Rapids, percorso fluviale ambientato in una giungla tropicale e caratterizzato da una tematizzazione particolarmente curata.

Per il venticinquesimo anniversario, nel 2000, venne inaugurata Flying Island, torre panoramica alta circa cinquanta metri, mentre l’ingresso principale venne completamente riprogettato.

Nel 2001 aprì Fantasy Kingdom, una delle aree per bambini più elaborate mai realizzate in Europa. Estesa per circa 12.000 metri quadrati, era stata concepita come un vero parco nel parco, popolato da grandi alberi artificiali, animali giganteschi, casette fiabesche, sculture e portali monumentali. Nel 2002 venne completata con l’Albero di Prezzemolo, destinato a diventare uno dei principali simboli di Gardaland.

Sempre nel 2001 nacquero Gardaland Magic Halloween e Gardaland Magic Winter, eventi che estesero la stagione operativa del parco oltre l’estate e anticiparono quella strategia di destagionalizzazione che oggi caratterizza quasi tutti i grandi parchi europei.

L’ultima grande opera di questa lunga fase fu Fuga da Atlantide, inaugurata nel 2003. L’attrazione occupava un’area di circa 10.000 metri quadrati e ricostruiva il mito della città perduta attraverso templi, statue, rovine, grotte e figure mitologiche. Dal punto di vista tecnico si trattava di un prototipo Intamin unico nel suo genere.

Alla fine di questo periodo Gardaland aveva ormai completato la propria trasformazione. Da piccolo parco di attrazioni era diventato un moderno parco tematico, nel quale architettura, narrazione, spettacoli, paesaggio e tecnologia collaboravano alla costruzione dell’esperienza. La notorietà venne rafforzata anche dalle numerose apparizioni televisive, soprattutto nei programmi per bambini, che contribuirono a rendere il parco parte dell’immaginario collettivo italiano.

Nel 2004 iniziò una nuova fase con l’apertura del Gardaland Hotel. Da quel momento il parco non fu più soltanto una destinazione giornaliera, ma iniziò a configurarsi come un vero resort turistico. L’hotel, in stile New England, offriva centinaia di camere, suite, sale meeting, piscine e servizi da struttura a quattro stelle. Gardaland cominciava così ad avvicinarsi al modello dei grandi resort americani, proponendo una vacanza completa e non più soltanto una giornata di divertimento.

Nel 2006 venne inaugurato il Gardaland Theatre, grande struttura in stile Art Déco capace di ospitare circa 1.300 persone. Nello stesso anno avvenne un passaggio ancora più importante: Gardaland entrò a far parte del gruppo britannico Merlin Entertainments, proprietario di marchi come LEGOLAND, SEA LIFE, Madame Tussauds e numerose attrazioni internazionali.

L’ingresso in Merlin portò il parco all’interno di una rete globale, offrendo nuove opportunità di investimento e accelerando la trasformazione del complesso in un resort integrato. Questa acquisizione avvenne, tra l’altro, appena un anno dopo la definitiva consacrazione internazionale di Gardaland. Nel 2005, infatti, la rivista Forbes inserì il parco al quinto posto della propria classifica mondiale, riconoscendolo come uno dei parchi di divertimento con il maggiore valore economico e tra i migliori parchi tematici del mondo per qualità dell’offerta e delle attrazioni.

Nel 2007 aprì Time Voyagers, cinema dinamico tecnologicamente avanzato, mentre il 2008 fu caratterizzato da due novità importanti: Mammut e il Gardaland SEA LIFE Aquarium. Mammut era un family coaster ambientato in un paesaggio glaciale e artico, mentre il SEA LIFE proponeva un percorso dedicato alla fauna marina con migliaia di esemplari e un tunnel sottomarino.

Nel 2011 arrivò Raptor, primo wing coaster italiano, seguito nel 2015 da Oblivion – The Black Hole, primo Dive Coaster del Paese. Queste attrazioni segnarono il ritorno a grandi investimenti adrenalinici e rafforzarono l’immagine di Gardaland come parco capace di rivolgersi sia alle famiglie sia agli appassionati di roller coaster.

Dal 2016 l’espansione del Resort proseguì con l’apertura del Gardaland Adventure Hotel, dotato di camere completamente tematizzate. Nello stesso anno l’area luna park venne trasformata in Kung Fu Panda Academy, segnando una crescente attenzione verso le proprietà intellettuali e i marchi già noti al pubblico.

Nel 2017 Magic Mountain venne trasformata in Shaman, con l’introduzione temporanea della realtà virtuale, mentre nel 2018 aprì Peppa Pig Land, dedicata ai visitatori più piccoli.

Nel 2019 venne inaugurato il Gardaland Magic Hotel, terzo albergo del Resort, mentre nel 2021 aprì finalmente il LEGOLAND Water Park, primo parco acquatico LEGOLAND d’Europa. Gardaland era ormai diventato un complesso articolato, composto dal parco principale, tre hotel tematizzati, il SEA LIFE Aquarium e un parco acquatico. Questa trasformazione confermava il passaggio definitivo da parco di visita giornaliera a destinazione turistica da più giorni.

A partire dal 2022 Gardaland è entrato in una nuova fase, caratterizzata dall’utilizzo sempre più frequente delle Intellectual Properties, cioè marchi cinematografici e televisivi già conosciuti dal grande pubblico. La prima grande realizzazione di questa strategia è stata Jumanji – The Adventure, inaugurata nel 2022 all’interno dello storico edificio che aveva ospitato La Valle dei Re e, successivamente, Ramses. L’intero percorso interno venne demolito e ricostruito, mentre la facciata ispirata ad Abu Simbel fu conservata e adattata alla nuova storia. L’attrazione utilizza veicoli multi-motion, animatronics, scenografie fisiche, effetti speciali e proiezioni, dimostrando come Gardaland continui a investire nella dark ride come forma narrativa centrale.

Nel 2023 l’universo di Jumanji venne ampliato con Jumanji Labyrinth, percorso interattivo costruito nell’area del vecchio Souk Arabo. Nel 2024 Sequoia Magic Loop venne rimossa e sostituita da Wolf Legend, torre a caduta pensata per un pubblico familiare e tematizzata attorno al mondo dei lupi e delle antiche leggende.

Il 2025, cinquantesimo anniversario del parco, ha rappresentato un ulteriore momento di svolta con l’apertura di Animal Treasure Island, nuova dark ride che ha preso il posto de I Corsari. La storica attrazione è stata completamente riprogettata, con una nuova storia originale, personaggi, animatronics ed effetti di ultima generazione.

Nello stesso anno, con la scadenza della licenza DreamWorks, l’area Kung Fu Panda è stata trasformata in Dragon Empire, eliminando i riferimenti al franchise e sostituendoli con un’ambientazione orientale originale.

A cinquant’anni dalla propria inaugurazione, Gardaland rappresenta oggi il principale parco divertimenti italiano e una delle realtà più importanti del panorama europeo. Il Resort comprende oltre quaranta attrazioni, tre hotel tematizzati, un acquario e un parco acquatico, e nel corso della propria storia ha accolto decine di milioni di visitatori.

Ciò che ha distinto Gardaland fin dall’inizio è la volontà di costruire qualcosa di più di una raccolta di giostre. Già nel 1975, pur con mezzi limitati, il parco cercava di creare ambientazioni, raccontare mondi diversi e offrire ai visitatori una forma di evasione dalla quotidianità. Nei decenni successivi questa intuizione si è evoluta attraverso grandi attrazioni tematiche, scenografie monumentali, hotel, eventi stagionali e nuove tecnologie.

Naturalmente Gardaland è cambiato, e non sempre ogni trasformazione è stata accolta positivamente. Alcune attrazioni storiche sono scomparse, altre sono state modificate, e l’ingresso in un grande gruppo internazionale ha inevitabilmente influenzato le strategie creative e commerciali. Eppure la storia del parco dimostra una straordinaria capacità di adattamento.

Da piccolo sogno imprenditoriale nato sul Lago di Garda, Gardaland è diventato una destinazione turistica europea. È cresciuto insieme al pubblico italiano, ha accompagnato l’infanzia di più generazioni e continua ancora oggi a trasformarsi, cercando un equilibrio tra memoria, innovazione, proprietà intellettuali e identità originale.

Forse è proprio questa la sua caratteristica più importante: essere cambiato continuamente senza perdere del tutto il principio che ne accompagnò la nascita. Quello di creare un luogo separato dalla quotidianità, nel quale bambini e adulti possano ritrovarsi, stupirsi e, almeno per qualche ora, tornare a guardare il mondo con un po’ più di meraviglia.

 

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Written by

Sara

Romana, classe 1998.
La maggiore delle sette sorelle Greffi.
Fondatrice di Sara Scrive, curiosa per natura e instancabile sognatrice.
Racconto la vita come un film — tra arte, storia e viaggi.