Fissando il sole – Irvin D. Yalom

Stamattina mi sono svegliata presto e un po’ arrabbiata perché avrei voluto continuare a dormire.

Con questo stato d’animo mi sono avvicinata alla finestra, una tazza fumante tra le mani e guardando fuori mi sono sentita grata.
C’era un’alba bellissima, il mare era quasi celeste e stranamente calmo per essere una fredda giornata d’inverno, il cielo che ci si schiantava contro, di un rosa pastello, era intervallato da piccole nuvole bianche da dietro le quali filtrava la luce dorata del sole che stava sorgendo.
Sento sempre il cuore stringersi di fronte a tanta bellezza e mentre pensavo che avrei voluto avere una macchina fotografica per fermare quel momento che stava già scivolando via, mi sono ricordata di Irvin D. Yalom che in “Fissando il sole” scrive che la natura ci insegna qualcosa di importante riguardo la vita: il fatto che qualcosa, come un’alba o un tramonto, sia destinata a finire non la rende meno bella e non la priva di significato.


Questo libro parla dell’umana natura mortale e di come vivere al meglio la nostra vita nonostante la consapevolezza e la paura che questa debba finire.
Diverse sono le cose che leggendo ho imparato su come vivere al meglio, su come non accumulare rimpianti.
È soltanto una vita piena e sincera che ci consente di non aver paura della fine: abbiamo tanto più paura della morte quanto più percepiamo la nostra vita come non vissuta.
Perché questo accade? È una sorta di meccanismo di difesa, credo.

Cerchiamo di sentire, ottenere e fare esperienza di meno cose possibili per non essere costretti a pagare il debito di perderle.
“Chi tra noi non ha conosciuto qualcuno (inclusi, forse, noi stessi) così rivolto verso l’esterno, così preoccupato dall’accumulare beni o da quello che pensano gli altri, al punto da perdere completamente il senso del proprio io?”
Tre sono i consigli che ci derivano da Schopenhauer per passare da uno strato superficiale ad uno più profondo:
1. La ricchezza è come l’acqua del mare: più se ne beve, più si ha sete. Alla fine non siamo noi a possedere i nostri beni, sono i nostri beni a possedere noi.
2. L’opinione degli altri è uno spettro che può modificarsi in qualunque momento. Le opinioni sono appese a un filo e ci rendono schiavi di quello che gli altri pensano o, peggio, di quello che sembrano pensare, in quanto non possiamo mai sapere cosa pensino effettivamente.
3. È solo ciò che siamo a importare veramente. L’equanimità interiore si genera dal sapere che non sono le cose a turbarci, ma la nostra interpretazione delle cose.

Secondo Yalom la serenità deriva dal coraggio di vivere la vita che abbiamo a disposizione.

Non avremo altre chance per ricominciare da capo.

“Perché di tutte le parole tristi
espresse dalle labbra o dalla penna
le più tristi di tutte sono queste:
Avrebbe potuto essere!”
(J. G. Whittier)

A pagina 94 del libro l’autore riflette sull’amor fati e scrive qualcosa che non sono più riuscita a togliermi dalla testa, qualcosa a cui mi sono aggrappata durante un periodo particolarmente nero.
“Nella vostra vita non avrà luogo alcun cambiamento positivo finché starete aggrappati al pensiero che la causa del vostro non vivere bene è situata al di fuori di voi.
Voi e voi soltanto siete responsabili degli aspetti cruciali della vostra vita, e solo voi avete il potere d cambiarla. E anche se vi trovate a fronteggiare limiti soverchianti, avete ancora la libertà e la possibilità di scegliere di adottare vari atteggiamenti nei confronti di tali limiti.”

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