Scrivo questo articolo con un certo imbarazzo, lo ammetto, come se stessi entrando in punta di piedi in una stanza piena di persone che non vedo da anni, chiedendomi cosa penseranno, piena di dubbi e di quella strana sensazione di essere tornata in un luogo che un tempo era casa. Perché è così, in fondo: è da anni che non scrivo più un articolo, che non metto mano al blog, anche se — nonostante tutto — non l’ho mai abbandonato davvero. L’ho sempre tenuto in piedi, controllando che tutto funzionasse, che il sito andasse, ma senza mai trovare il tempo o la serenità per sedermi e scrivere. E quindi, la domanda è inevitabile: che fine ho fatto? Perché sono sparita?
La verità, per fortuna, è che c’è un buon motivo. E direi anche un bel motivo. Ho aperto questo blog quando ero una ragazzina, poco più che uscita dalle medie, con un sacco di tempo libero e una testa piena di sogni. Passavo le giornate a disegnare, guardare film e serie tv, a fantasticare e scrivere. Era tutto più semplice: avevo tempo, avevo curiosità, avevo quella spensieratezza che solo l’adolescenza può dare. Andavo agli eventi, ai red carpet, vivevo con entusiasmo ogni occasione. Poi, inevitabilmente, sono cresciuta.
Con l’università e le prime relazioni, il tempo ha iniziato a stringersi. Ma, almeno durante la triennale in Arti e Scienze dello Spettacolo, riuscivo ancora a ritagliarmi degli spazi per il blog e per me stessa. Le cose sono cambiate davvero dopo il Covid. È stato allora che la mia vita ha preso una piega diversa: ho iniziato a lavorare in Rai, ho cominciato ad aiutare la mia famiglia con il lavoro delle case vacanze e, nel frattempo, mi sono iscritta alla magistrale in Editoria e Scrittura.
Mi ero appena laureata nella triennale, eppure mi sono detta: “Perché smettere di studiare? Perché non continuare adesso che posso, adesso che non ho figli, adesso che ho ancora la forza per farlo?”. Così ho deciso di aggiungere un’altra responsabilità alla lista. E lo ammetto: studiare e lavorare contemporaneamente — nello specifico, fare due lavori — non è stata una passeggiata. Avere tempo per le proprie passioni è diventato un lusso, ma nonostante tutto non le ho mai abbandonate del tutto.
Ho continuato a fare ciò che amo: ho studiato, perché per me imparare è una delle cose più belle del mondo; ho preso lezioni di canto per due anni; ho fatto fisioterapia, mi sono presa cura di me e, quando potevo, mi concedevo anche qualche piccola cosa che mi rendesse felice. Sono soddisfatta della mia vita, perché ogni scelta, anche le più difficili, mi ha portata a essere la persona che sono oggi. E se c’è una cosa che ho capito, è che non bisogna mai fossilizzarsi su una sola strada. Per quanto io ami scrivere e per quanto questo blog rappresenti una parte fondamentale della mia identità, non potevo pensare di vivere solo di questo, lasciando nel dimenticatoio tutte le altre passioni, esperienze e responsabilità che la vita mi offriva.
Negli ultimi anni ho deciso di concentrarmi su obiettivi: laurearmi in Editoria e Scrittura, poi anche in Scienze Storiche, costruirmi una stabilità economica, risparmiare, e — soprattutto — comprarmi casa. Sì, comprarmi casa: un traguardo che mi ha richiesto sacrifici enormi, ma che oggi posso dire di aver raggiunto con orgoglio. Ho lavorato tanto, ho studiato tanto, e non è stato affatto facile. Ma ora che ne parlo, lo faccio con la serenità di chi ci è passato, di chi ha vissuto tutto sulla propria pelle e può dire di avercela fatta.
Il 22 settembre 2025 mi sono laureata in Scienze Storiche. Da allora ho finalmente ripreso in mano la mia vita. Non che prima non avessi controllo, ma andavo avanti in un percorso che avevo intrapreso anni prima e per concluderlo il prima possibile mi ero concentrata solo su quello. Laureandomi per l’ultima volta, mi si è liberato un grande spazio dentro e fuori di me, uno spazio che prima era occupato dallo studio matto e disperatissimo. Non tanto per la fatica di studiare in sé, quanto per la pressione delle scadenze, degli esami, dei ritmi serrati. Studiare per dovere e non per passione toglie il gusto della conoscenza, eppure era necessario. Perchè ovviamente il rovescio della medaglia di frequentare all’Università per tutti questi anni di seguito, mi ha portato a scocciarmi fra un esame e l’altro, per quanto le materie scelte fossero tutte di mio interesse.
Adesso, invece, ho tempo. Tempo vero, tempo mio. Sto riscoprendo tutto ciò che avevo dovuto accantonare: le passioni, la scrittura, i piccoli piaceri che danno senso alle giornate. E soprattutto, mi sento felice. Sì, felice e grata. Perché dopo anni di fatica, di impegni, di corse contro il tempo, finalmente posso dire di aver raggiunto ciò che volevo: due lauree, un lavoro, una casa e, soprattutto, la consapevolezza di essere arrivata qui con le mie forze.
E forse, proprio per questo, era arrivato il momento di tornare. Tornare a scrivere, a raccontare, a condividere. Perché questo blog, in fondo, è parte di me. E adesso che la mia vita ha trovato un nuovo equilibrio, sento che posso finalmente riprendere da dove avevo lasciato.
Allora, ancora per una volta… qui Sara Scrive, passo e chiudo!




