Una settimana orribile…

Vi ricordate quando tutti mi presero in giro su twitter perché delle persone avevano detto che io andavo in giro a bloccare la gente che guardava il grande fratello? Ecco, magari ve lo siete dimenticato, ma io mi ricordo benissimo quello che successe Mercoledi 10 Ottobre.

E quello che sto per raccontarvi non lo faccio per parlare male di qualcuno, infatti non farò nomi, ma per sfogarmi su quella che è stata una settimana orribile. Non solo per il cyber bullismo di internet, ma per tutta una serie di sfortunati eventi che mi sono capitati uno dietro l’altro e che io non ho detto a nessuno se non a tre persone: il mio ragazzo, la mia migliore amica, il mio amico Enrico.

Non me ne sto uscendo ora per fare pietà su qualcuno, ormai è passato, ma voglio semplicemente liberare questo peso che porto da ormai quasi un mese.

Cyberbullismo

Non sto esagerando. Qualche deficiente ha avuto la grandissima idea di mettere delle voci false su internet che purtroppo hanno preso piede perché:

1) avevo da poco scritto un articolo contro la televisione trash e volgare  (estrema), ma evidentemente ci sono persone con la coda di paglia che invece di capire il mio punto di vista o leggere semplicemente tutto l’articolo hanno preferito infervorarsi per 4 righe.

2) Sempre perché la gente salta a conclusioni affrettate, hanno ben pensato di legare bene il fatto dell’articolo con quello che faccio ormai da anni: bloccare gli unfollowers.

Il mio modo di segnarmi chi non ricambia i following durante i follow spree o chi unfollowa non deve interessare a nessuno. Se mi unfollowate o non riseguite significa che non siete interessati a ciò che scrivo e quindi cosa ve ne frega se non potete leggere quello che posto?

Oltre al dovermi giustificare su una cosa mia, sul quale non ci sono leggi che la vietano soprattutto perché non c’è nulla di personale o danni o offese a nessuno, devo anche vedermi coinvolta in un drama da voci di corridoio.

Che poi, i bastardi che si divertono a prendere in giro su internet:

  1. Non conoscono la persona che stanno offendendo o prendendo in giro e quindi non si fanno problemi a scrivere le peggio cattiverie – magari anche false -.
  2. Non si mettono nei panni degli altri, immaginando che le persone possano avere sensibilità diverse e rimanerci male.
  3. Amano fare gruppo e godono quando la massa si accanisce contro qualcuno.
  4. Sono dei bulli che meriterebbero di provare lo stesso trattamento: gente che non conosci o a cui non hai fatto nulla di male che di punto in bianco comincia a fare battute su battute su di te, offenderti e segnalarti il profilo

Sapete cosa mi ha detto una delle persone che ha cominciato ad inventarsi queste voci: “Io non ci vedo nulla di male, oggi è il turno tuo, domani quello di qualcun altro. 5 minuti e si scorderanno tutti di te. Prenditi una pausa dal web e torna fra qualche giorno”.

Non aggiungo altro. Si commenta da solo. Soprattutto per il fatto che poi mi ha bloccato e ha continuato a sparlarmi dietro. Ha fatto la stessa cosa con altre persone: blocca la gente e gli sparla dietro. Spero nel giorno in cui gli arrivi una denuncia.

L’incidente

Il giorno in cui la gente pensò bene di attaccarmi su internet era partito come un giorno qualsiasi. Mercoledì 10 Ottobre ero a lezione (quindi scusate se non ho potuto rispondere subito alle vostre calunnie, ma io di solito faccio altro invece che sparlare degli altri usando un profilo fake. Già, perché io ci metto sempre la faccia, siete voi invece che non avete le palle).

Come se non bastasse, una volta andata a prendere i bambini a scuola, ho fatto anche un incidente con una signora isterica che ha usato un graffio di macchina per levarmi mille euro. Ve ne ho già parlato qui.

La mia famiglia

I miei genitori in tutto questo erano partiti ed erano andati ad un convegno a Rimini lasciandomi la responsabilità delle mie sorelle.  Mio nonno, che abita con noi, si è sentito male per il diabete. La mia migliore amica aveva litigato con il ragazzo… e io in tutto ciò del cyber bullismo e dell’incidente non avevo detto niente a nessuno. Continuavo ad aiutare mio nonno e le sorelle senza fra preoccupare nessuno.

Mi tenevo tutto dentro perché dovevo essere forte… anche se piano piano le cose si stavano accumulando e cominciavo a faticare a reggere questo stress.

Scuola

Sembra che stia raccontando una cazzata, ma davvero me ne sono successe di tutti i colori: in tutto ciò io avevo una settimana per studiare per l’esame di filosofia estetica e dovevo anche iscrivermi ai laboratori e tirocini per prendere i crediti per superare l’anno ma indovinate? Ero talmente depressa e presa a gestire tutti questi problemi che la mia domanda per i laboratori è arrivata troppo tardi e non sono rientrata in nessun progetto.

Tutto questo stress fino al giorno dell’esame.

Sapete cosa avrebbe potuto migliorare le cose? Che la gente su internet fosse stata più umana invece di sottopormi alla gogna mediatica.

Io ci sono stata male. In tutto questo ho cercato di mostrarmi forte, di rispondere educatamente a tutti,  di scusarmi con chi si sentiva offeso…offeso da cosa? E io? A me chi ci pensava? Ho fatto da bastone a nonno e da baby sitter per i miei genitori. Ho dovuto subire le minacce e la truffa della signora dell’incidente e tutto questo in silenzio.

Non c’è stato nessuno che ha mai pensato spontaneamente di non darmi addosso perché magari potevo avere i miei problemi.

Bravi, così si fa. Non pretendo neanche che chi mi legga si senta in colpa per quello che mi ha fatto o che mi dica di essere una santa.

Io ho fatto il mio dovere, ho la coscienza pulita perché so di non aver fatto male a nessuno. Se sono qui a scrivere è perché voglio liberarmi di questo peso e raccontarvi come è andata.

Ai posteri l’ardua sentenza.

Qui Sara Scrive, mando a quel paese gli haters, passo e chiudo!

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About Sara 362 Articles
Sara. Roma. 7 sorelle. Fangirl a tempo pieno. La leggenda narra che io sappia disegnare oltre che essere pazza per i Jonas Brothers.

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