Scolpitelo nel vostro cuore | Il terribile viaggio di Liliana Segre verso Auschwitz

La recensione di Scolpitelo nel vostro cuore

Titolo: Scolpitelo nel vostro cuore
Anno: 2018
Casa editrice: Piemme
Genere: Bambini e ragazzi
Curatore: Daniela Palumbo
Target consigliato: dai 7-8 anni in su
Lunghezza: 105 pagine
Punto di vista: interno, prima persona
Valutazione: ★★★★★ 

Scegliete sempre la vita. Non fatevi abbattere dalle difficoltà. Se ce l’ho fatta io, ce la farete anche voi. 

Liliana Segre 

Liliana Segre, la scrittrice di Scolpitelo nel vostro cuore

Liliana Segre nasce a Milano da una famiglia ebraica e a soli otto anni viene espulsa da scuola. A tredici anni viene deportata ad Auschwitz e successivamente liberata dalla prigionia nel 1945. È tra i 25 sopravvissuti dei 776 bambini italiani di età inferiore ai quattordici anni che sono stati deportati. A metà degli anni ‘90 decide di portare nelle scuole la sua storia e di farsi portavoce dell’orrore che ha vissuto sulla sua pelle. Oltre a Scolpitelo nel vostro cuore ha scritto anche Fino a quando la mia stella brillerà (2015) e, con Enrico Mentana, La memoria rende liberi (sempre nel 2015). Nel 2018 è stata nominata Senatrice a vita. 

Trama 

Nel 1943 Liliana Segre è una ragazzina semplice che a soli tredici anni viene strappata dalle sue radici per essere prima imprigionata e poi condotta ai campi di sterminio di Auschwitz. Oggi Liliana Segre è una nonna che ci racconta quel viaggio terribile intrapreso insieme a migliaia di persone dal binario 21 della stazione di Milano. 

Commento 

Ho deciso di leggere questo libro per approfondire le terribili vicende vissute da Liliana Segre nei campi di sterminio anche se avevo già sentito alcuni interventi da parte sua. Devo dire che il breve scritto è esattamente come deve essere: schietto ma anche pieno di speranza, di gioia per la vita e assoluto rifiuto per l’odio. Odiare chi a soli tredici anni l’ha strappata alla sua famiglia -al papà e ai nonni- per chiuderla insieme a migliaia di altre persone grandi e piccole, sarebbe stato più facile ma Liliana ha scelto la vita, sempre e comunque. 

Liliana Segre, la scrittrice di Scolpitelo nel vostro cuore, e suo papà Alberto
Liliana e il papà Alberto

Leggere Scolpitelo nel vostro cuore è stato doloroso ma necessario perché conoscere la storia e gli orrori del passato è utile per il presente e per il futuro. Durante la lettura vi saranno molto utili i fazzoletti perché la carica emotiva presente nelle poche pagine che compongono il libro è importante. Non c’è stato un solo passaggio in cui i brividi non mi abbiano attraversato la schiena: parlo sia dei momenti di tristezza sia di quelli di gioia. Perché Liliana è ritornata, quella ragazzina di tredici anni arrivata a pesare poco più di trenta chili è tornata e ha deciso di fare sentire la sua voce, di raccontare la sua storia.  

Stile di scrittura 

Il linguaggio con cui è scritto questo libro è semplice e diretto: Liliana punta a colpire il cuore dei ragazzi e delle ragazze più giovani, dei suoi nipoti ideali, per fare sì che comprendano ciò che è stato per non ripeterlo. Una cosa che mi ha colpita è il fatto che Scolpitelo nel vostro cuore è scritto davvero come un racconto, come una storia semplice e comprensibile anche ai più piccolini eppure racconta di uno dei pezzi più orribili della storia umana.  

Auschwitz, raccontato nel libro Scolpitelo nel vostro cuore
Auschwitz

Mi sono chiesta spesso, durante la lettura, come facesse la Segre a raccontare tutto con uno stile così semplice, uno stile quasi disinteressato al fatto che il libro ha un peso specifico non indifferente. Poi sono giunta alla conclusione che Liliana è una persona che ha amato e ama tanto nella sua vita, così tanto da scegliere il bene altrui a scapito del proprio: da molti anni a questa parte, infatti, gira le scuole e ogni volta fa riemergere ciò che ha vissuto durante la prigionia solo per il bene dei ragazzi, solo per spronarli a non mollare mai perché -dice- se ce l’ha fatta lei, da sola, allora ce la possono fare tutti.  

Io non sono un’eroina 

C’è una frase abbastanza ricorrente che mi ha colpita molto: io non sono un’eroina, non lo sono mai stata. Ecco, io penso che una persona del genere in un mondo come quello odierno sia assolutamente un’eroina, una persona da ascoltare con assoluta attenzione, una persona a cui guardare con ammirazione perché scegliere la vita invece che sparare a quel soldato fuori dal campo è una scelta eroica, sempre e comunque. 

Conclusioni 

Consiglio assolutamente a tutti la lettura di Scolpitelo nel vostro cuore, anche ai bambini più piccoli perché quella di Liliana Segre è una storia di sofferenza ma anche di speranza e di vita. 

Avete letto questo libro? Scrivetelo nei commenti! 

Ilaria 

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Ilaria
About Ilaria 83 Articles
Sono una studentessa universitaria appassionata di teatro e di recitazione in generale ma anche di tennis.

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