Uscirà al cinema il 3 Ottobre 2019  “Tuttapposto”, nuovo film di Attilio De Razza e Roberto Lipari con Gianni Costantino alla regia.

Il 27 Settembre presso il Cinema Adriano, si è tenuta l’anteprima e la conferenza stampa del film, a cui ho avuto la fortuna di partecipare, e sono felice di poter integrare alla mia recensione del film anche alcuni estratti degli interventi dei creatori di questo progetto.

Trama

Roberto è uno studente universitario in un ateneo in cui i docenti vendono esami, assumono solo amici e parenti e sono dediti alla raccomandazione. Il padre di Roberto è nientemeno che il magnifico Rettore. Roberto, andando contro la sua famiglia, stufo di essere asservito al potere del baronato, con i suoi amici, decide di combattere questo modus operandi. Realizza, infatti, un’App per smartphone denominata “Tuttapposto” che valuta l’operato dei professori. Tutto ciò porterà a una serie di colpi di scena e a un’inversione di ruoli: gli studenti acquisiscono un potere inaspettato e i professori sono costretti a comportarsi onestamente pur di ottenere un buon voto.

 

Non la solita commedia!

Tuttapposto è il tipo di film che vuole trasmettere qualcosa e ci riesce perchè sviluppa l’idea in maniera coerente e originale.

Mi sono emozionato quando ho letto il copione

Gianni Costantino

La regia di Gianni Costantino compone perfettamente le scene, solide di una sceneggiatura brillante e soprattutto fresca e giovanile. Ci sono molte soluzioni interessanti come sketch, battute e idee che ho sentito molto vicine in quanto studentessa universitaria. Anche se penso che Tuttapposto sia per tutti, non solo per gli studenti, perchè rappresenta un sistema non proprio corretto che in Italia non è circoscritto solo all’istruzione, ma riguarda molti meccanismi del nostro paese.

Questo film è una specie di terapia e liberazione da un mal di pancia, di qualcosa che dovevamo denunciare.

Roberto Lipari

Per far riflettere gli italiani su questo tipo di argomenti, penso che la scelta migliore sia farlo attraverso la giusta mescolanza di risata e serietà e Tuttapposto ci riesce perchè ogni messaggio serio è bilanciato da una battuta acuta (mai stupida o scontata).

I fantastici Arancin siciliani

La prima volta che è stato annunciato questo film, c’è stato uno scandalo all’Università di Catania proprio per motivi simili ad alcuni temi del film. E visto che le riprese si sono svolte a Catania e Acireale (e l’ambientazione è esplicitamente siciliana) ci è stata mandata una diffida dall’Università e non abbiamo potuto girare lì (nell’istituto)…così siamo andati (a girare) in un monastero di monaci benedettini

Chi pensa che ambientare il film in Sicilia faccia pensare che la Sicilia sia tutta uguale e che solo qui succedono certe cose ha un’ opinione di lettura abbastanza superficiale della società italiana. Ambientare le cose in Sicilia è solo un modo per raccontare.

Anzi, se devo essere sincera, mi piacerebbe vedere prodotti simili più spesso. Soprattutto perchè se gli attori sono bravi, è bello sentirli parlare con il loro accento, le loro cadenze e immedesimarsi nel contesto. La trovo una soluzione nettamente superiore ai film realizzati completamente in dialetto che mettono in difficoltà le regioni che non masticano proprio certi tipi di parlato. Anzi, un moderato accento siciliano e i dialoghi di questa sceneggiatura hanno reso più simpatici e affascinanti i personaggi.

Roberto Lipari è una piacevole rivelazione sul grande schermo, l’ho adorato soprattutto per il suo accento, per il modo di parlare e recitare. Inoltre, è la mente dietro il processo creativo di tutto il film e c’è da complimentarsi anche per le soluzioni intelligenti che ha usato come basi per le sue battute (come quelle sull’ambiente, la filosofia e altre tematiche attuali).

Perchè hai scelto il nome Roberto Lipari per il protagonista?

Perchè la vedo come un modo per riscattare quella parte di me stesso che avrebbe tanto voluto fare lo studente di Lettere e Filosofia e invece ho fatto parte di quella generazione che “se non studi economia, legge o medicina non trovi lavoro”.

Mi ha colpito molto anche Sergio Friscia nel ruolo di Nuccio, costruito davvero bene il personaggio e soprattutto spalla per le gag più riuscite del film. Perfetti per il ruolo anche Ninni Bruschetta (professor Mancuso) e Luca Zingaretti (Rettor Ruggero Lipari).

Un messaggio importante espresso in maniera efficace

Descrivere questo film comico è riduttivo perchè ci sono molti momenti di riflessione, infatti Tuttapposto riesce a conquistarti perchè è intelligente, acuto e mai volgare.

In particolare oltre al tema della meritocrazia, del gioco di squadra, dell’importanza dello studio viene anche trattato in maniera perfetta – secondo me – il confronto fra ieri e oggi, vecchia  e nuova guardia e ovviamente famiglia e lavoro.

La scena del “tu non vai da nessuna parte senza di me” assume un doppio significato in due parti differenti del film: all’inizio è più una minaccia… ma poi è un messaggio di avvertimento e speranza sulla situazione attuale. Il cambiamento non può esserci davvero se le nuove generazioni non verranno aiutate dalle vecchie, che invece devono prendersi le loro responsabilità, farsi un esamino di coscienza e capire che non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta.

Finale buonista?

In realtà abbiamo sempre pensato questo finale per il film, anche perchè un finale amaro sarebbe andato contro la tesi del film. Spesso ci insegnano che le rivoluzioni falliscono sempre e che le persone cercano sempre di opporsi inutilmente, vedi la polemica su Greta Thunberg, ma invece non bisogna pensarla cosi. Bisogna credere che che le cose possono cambiare e non che “tanto non cambia niente”.

Sarebbe bellissimo se questo film avesse il potere di cambiare qualcosa però a me  interessa più il fatto che il film faccia porre solo la domanda; che spesso lancia una ricerca di una risposta che potrebbe fallire o far nascere un semino…oddio sembro il Papa.

Roberto Lipari

Sono d’accordo. Soprattutto perchè al cinema si può dare, anche attraverso un finale apparentemente edulcorato, un’immagine, un suggerimento, una dimostrazione di giustizia e di come le cose potrebbero andare se veramente nella realtà si mettessero in pratica certi insegnamenti.

Siccome Tuttapposto parla di università, noi finanziamo la ricerca con questo film. Abbiamo fatto un tour tra gli studenti universitari per fargli votare i professori. Infatti l’app esiste, l’abbiamo  davvero creata e resa disponibile negli store. Andate a scaricarla!

Qui Sara Scrive, passo e chiudo!

Written by

Sara

Artista. Classe 1998. La big delle sette sorelle Greffi.
○ Fondatrice del blog Sara Scrive e manager della @Scrive_Squad
○ Content creator
○ Condivido la mia passione per l'arte e tutto ciò che sembra uscito da un film