Recensione: The Perfect Date

Salve gente! Oggi vorrei parlarvi di un film che ho visto di recente: The Perfect Date, commedia americano del 2019, diretto da Chris Nelson, e con protagonisti Noah Centineo, Laura Marano, Camila Mendes, Odiseas Gerorgiadis e Matt Walsh. È stato distribuito il 12 aprile 2019 da Netflix. Il film è basato sul romanzo The Stand-In di Steve Bloom del 2017.

Titolo: The Perfect Date

Anno: 2019

Genere: Romantico, Sentimentale

Allora, già dal trailer voglio farvi notare due cose:

  • Non esiste un trailer in Italiano del film, hanno preferito mettere i sottotitoli… e questa cosa mi fa pensare alla questione riguardo le politiche che Netflix vorrebbe attuare nei confronti del doppiaggio. Secondo me il fatto di non fornire un trailer in italiano sia un po’ una specie di sondaggio per vedere come potrebbe reagire il pubblico qualora non venga fornita una versione doppiata. Spero di sbagliarmi e che questa sia solo una mia impressione.
  • “Devo dire che hanno messo su una trama interessante, innovativa, originale, dove risulta praticamente impossibile indovinare il finale! Criptico.” questo commento di youtube racchiude il mio pensiero sul trailer

Trama: La trama è abbastanza banale, quindi ho deciso di riportarla per intero

Brooks Rattigan ( Noah Centineo ) è un liceale dell’ultimo anno, con sogni di entrare a Yale, mentre suo padre ( Matt Walsh ) vorrebbe che vada all’Università del Connecticut. Lavora part-time in un fast food con il suo migliore amico, il programmatore Murph (Odiseas Goergiadis), ma finanziare i suoi sogni universitari si rivela problematico. Brooks coglie l’opportunità di guadagnare qualche soldo extra fingendo di essere il fidanzato di Celia Lieberman ( Laura Marano ), una ragazza grintosa e sicura di sé. Accompagnando Celia incontra Shelby ( Camila Mendes ) e, per far colpo su quest’ultima, le fa credere di essere benestante.. Dopo il successo dell’uscita con Celia, lui e Murph lanciano l’app “amico in affitto”, in cui Brooks si offre come accompagnatore ideale per tutte le occasioni. Celia ha una cotta per Franklin Volley (Blaine Kern II) e così chiede a Brooks di accompagnarla ad una festa da Shelby per farla incontrare con Franklin e lui la accompagna e la aiuta a rompere il ghiaccio. Murph però si sente trascurato da Brooks e cambia il suo turno al fast food. Celia organizza un colloquio per Brooks con il rettore di Yale, amico di famiglia, che va molto bene anche perché Brooks ha preso informazioni sul Rettore e si è spacciato per apicultore dilettante per ingraziarselo. Lei si scandalizza, ma Brooks si giustifica dicendo che non è diverso da quello che lei ha fatto con lui, prima presentandolo come suo fidanzato, poi inscenando la finta litigata. Celia, dopo la prima conoscenza alla festa in cui si era fatta accompagnare da Brooks, è uscita con Franklin e la cosa sembra funzionare, così chiede a Brooks di accompagnarla ad un party in cui dovranno inscenare una finta litigata in modo che entrambi siano ufficialmente liberi ed abbiano la possibilità di uscire con Shelby e Franklin. Anche stavolta le cose vanno secondo i piani: Celia se ne va con Franklin e Shelby bacia Brooks e le chiede di accompagnarla a un ballo di beneficenza della scuola. Al ballo Brooks si rende conto che Shelby ha degli obiettivi molto ambiziosi ed ha già pianificato tutta la sua vita. I due hanno difficoltà a relazionarsi tra loro ed a sostenere una conversazione. Quando incontrano Leah, una ragazza che aveva usato l’app “amico in affitto” e che involontariamente lo smaschera con Shelby, Brooks deve rivelarle che non viene dal quartiere benestante che le aveva fatto credere, e che ha bisogno dei soldi per andare a Yale. Lei gli dà del bugiardo e se ne va. Brooks si avvicina a Celia, anche lei al ballo con le amiche. Lei gli dice che è da sola perché ha capito che Franklin non le interessava ma declina la sua offerta di ballare e dice che non sarà la sua ruota di scorta ora che Shelby se ne è andata. Brooks ritorna a casa e racconta a suo padre quello che sta succedendo nella sua vita. Suo padre è sorpreso e dice che non sapeva che Yale significasse tanto per Brooks. Brooks dice anche che la sua app non era solo per raccogliere fondi, ma per cercare di capire chi fosse. Suo padre gli dice che il meglio che puoi fare è pensare a chi eri nel passato, confrontarlo con chi vorresti essere nel futuro e tirare le somme; ecco chi sei adesso. Brooks decide di accettare l’offerta dell’Università del Connecticut, perché se deve fingere di essere qualcun altro per andare a Yale, non vuole andare. Inoltre si scusa e fa pace con Murph. Incontra anche Celia, le rivela che sta chiudendo la app e le consegna una lettera, dove le confessa che le sue precedenti ambizioni erano guidare la macchina più bella, andare alla scuola più bella, e uscire con la ragazza più bella. Ma ha capito che queste ambizioni lo hanno reso un cattivo amico, un figlio ingrato e ossessionato dalle apparenze. Scrive che le volte in cui si sentiva più se stesso era quando era con Celia e voleva stare con lei. Il film termina con i due in un vero appuntamento che si scambiano il loro primo bacio.

Commento personale

Ottima mossa di marketing per Netflix che riunisce in un unico prodotto alcuni dei giovani attori che vanno di moda fra i teenager di questo periodo. Ovviamente, il protagonista è Noah Centineo, che ultimamente ha riscosso molto successo per la sua avvenenza, bravura e il ruolo giusto in “tutte le volte che ho scritto ti amo”.

La storia è abbastanza banale e ciò che mi ha deluso di più e che mi ha spinto a parlare di questo film – in realtà parlare di questo film è un pretesto per lamentarmi di ciò che sto per scrivere – è il fatto che Netflix ha tutte le carte in regola per produrre serie di ottimo livello e ricoprire il ruolo pedagogico che un tempo aveva anche la televisione… ma poi sceglie di volare basso e produrre questi prodotti con filosofia spiccia, praticamente fotocopiati da altri film.

Spesso la gente mi dice che sono troppo pignola e severa e che la gente quando vuole rilassarsi ha bisogno di prodotti dalla facile lettura… ma io penso che se la gente venisse progressivamente educata ad un certo tipo di programmi, non considererebbe uno sforzo guardare serie tv e film dal contenuto più importante.

Per questo penso che i grandi che hanno i soldi, dovrebbero sì pensare a fare soldi con prodotti di massa, ma se sono persone giuste (scusate se uso questa terminologia troppo ingenua) dovrebbero cercare anche di educare le persone che hanno davanti e farlo in maniera graduale e progressiva, in modo da poter produrre solo programmi di qualità.

The Perfect Date è l’ennesima dimostrazione che anche su una piattaforma streaming dalle enormi potenzialità, la priorità è quella di sfornare prodotti in serie tutti uguali e dare qualcosa da mangiare ai binge-watchers zombie. Con questo non voglio dire che non ci siano anche belle serie targate Netflix, ma penso che potrebbero eliminare del tutto questo tipo di storie. The Perfect Date è stata una delusione, l’ho visto solo perchè c’erano altre persone con me che volevano vederlo e praticamente è stato talmente noioso che ad un certo punto abbiamo messo la velocità accelerata per vedere a che minuto i due si mettevano insieme e poi abbiamo chiuso la televisione.

Il cast non è niente di che, la regia è inesistente, non si può parlare neanche di musica o di fotografia… questo film non … non so come definirlo, almeno “Tutte le volte che ho scritto ti amo” ha lasciato qualcosa, sia a livello di fanbase ma anche come qualità (attenzione, non voglio dire che sia da Oscar). C’è solo da vergognarsi nell’aver preso parte /prodotto un film così anonimo, inutile e con un chiaro intento di facili ascolti… peccato che il film sia così scarso, che non ha attecchito neanche nel target a cui mirava. Un grandissimo FLOP!

Non c’è niente da dire su questo film, come ho detto prima, l’unica cosa forse positiva è l’intento di far capire, attraverso una morale da quattro soldi, che le bugie non si dicono e che bisogna essere sempre se stessi. Complimenti… ma finora solo la Disney ha dimostrato di saper sfornare capolavori con trame semplici ma iconiche.

Inoltre… ho la netta sensazione che quelle belle rom-com anni 80-90 come Stand by Me, Breakfast Club, Ragazze a Beverly Hills, Un meraviglioso batticuore o 10 cose che odio di te non le rivedremo più se ci si concentra solo su questo tipo di storielle in cui il ragazzo/a mente al ragazzo/a con cui vorrebbe stare, ballo della scuola, si rimettono insieme.

Il problema è che questa è l’ennesima storia del finto fidanzato che si presta ad ogni occasione è un escamotage talmente visto e rivisto da risultare ormai sbiadito dal tempo. Non c’è niente che mantenga viva l’attenzione, neanche battute brillanti o divertenti. E’ tutto grigio.

Okaaay, finiamola qui. Il film non mi è piaciuto.

Voi l’avete visto?

Qui Sara Scrive, passo e chiudo!

 

 

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About Sara 353 Articles
Sara. Roma. 7 sorelle. Fangirl a tempo pieno. La leggenda narra che io sappia disegnare oltre che essere pazza per i Jonas Brothers.

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