Recensione “Las Chicas Del Cable”

Stagioni 4, episodi 32, Netflix

voto: 9,5/10

Giudizio: “Meeeeh”

“Las Chicas Del Cable”, anche conosciuta in Italia come “Le Ragazze Del Centralino” e in America come “Cable Girls”, è una delle prime serie tv “straniere” prodotte da Netflix. Con questo show infatti, la piattaforma streaming ha iniziato a realizzare prodotti anche fuori dal territorio americano. Ma parliamo della serie tv.

Questo non è il classico drama spagnolo. “Cable Girls” è una serie tv che mette in primo piano le figure femminili in un mondo in cui erano considerate pari a zero. La storia è ambientata nella Madrid degli anni ’20-’30 e protagoniste sono quattro donne che si incontrato sul posto di lavoro, nella compagnia della telefonia, a fare le centraliniste. Le loro strade si sono incontrate casualmente e rimarranno legate per tutto lo show; saranno le loro voci ad essere le protagoniste indiscusse, mettendo gli uomini sullo sfondo.

Vi presento le quattro donne protagoniste di questa serie:

  • Lidia Aguilar/Alba Romero: donna dal passato problematico e misterioso, sarà lei la motrice di tante decisioni e azioni che tutte le ragazze poi faranno nel corso delle stagioni. È una donna che vuole staccarsi dal passato e vivere la sua vita senza aver paura dei fantasmi che si è lasciata indietro.
  • Ángeles Vidal de Pérez: moglie devota del marito, madre amabile e lavoratrice. È una donna che vuole cercare di coniugare la sua figura di madre con quella di donna indipendente.
  • Carlota Rodríguez de Senillosa: figlia di un uomo potente, di dinastia borghese, desiderosa di staccarsi da quello che è il destino assegnatole dal padre. Sarà lei che incarnerà al massimo la figura del femminismo.
  • María Inmaculada “Marga” Suárez: ragazza di paese partita per cercare un futuro migliore lontano da casa e da tutti gli affetti più cari. Lei rappresenta quelle donne timorose, che hanno paura del mondo esterno perché non ne hanno mai fatto parte.

Tra le donne, vi è anche lei, Sara Millán: la sua è una figura ambigua, e proprio per questo avrà uno sviluppo importante che durerà tutte le stagioni dello show.

“Cable Girls” è una misticanza fra la leggerezza delle difficoltà quotidiane che tutti possiamo incontrare e i problemi che le donne avevano in quel momento storico. A tratti assume le caratteristiche di una telenovela, perché ci sono i classici cliché che spiegano e motivano determinate azioni e conseguenze; per il resto però ha una scrittura molto alta. Consiglio di guardare lo show in lingua originale proprio per dare valore e pienezza a quelle parole. Credo che tutto quello che si guarda, se visto in lingua originale, ha tutto un altro sapore, lo si riesce ad apprezzare in toto.

Gli attori hanno una potenza unica, i loro sguardi sono magnetici, sia tra di loro sia con gli spettatori. La fotografia è magica, coglie perfettamente i momenti giusti, quelli perfetti per capire e apprezzare nel modo e nel modo giusto la bellezza di quell’attimo.

Un difetto però c’è: le musiche in sottofondo non sono spagnole e nemmeno degli anni ’20-’30. Il soundtrack è interamente fatto d musiche moderne e americane o inglesi. Diciamo che questo è un dettaglio che potevano curare maggiormente, data la fedeltà storica che tuta la serie abbraccia. Penso che aver messo delle musiche di quel periodo storico, o anche solo coerenti con la lingua originale della serie, avrebbero permesso all’atmosfera di raggiungere la perfezione in ogni scena.

Insomma, è una serie studiata e fatta bene, uno show che ti coinvolge e che ti immerge nel suo mondo a tal punto che non puoi non guardare subito tutte le puntate.

Ecco, Cable Girls si presta benissimo al binge watching.

Prima di passare a un approfondimento (con rischio di spoiler, quindi attenzione) vorrei annunciare che Netflix ha già ordinato la quinta e la sesta stagione di questo show. L’invito è quindi a rimanere connessi perché ne vedremo sicuramente delle belle.

 

Uno dei temi trattati all’interno dello show: il femminismo

Ebbene sì, “Las Chicas Del Cable” ha come protagoniste le donne proprio perché parla di femminismo negli anni ’20-’30. Lo show mette in mostra le rivolte femminili per rivendicare i propri diritti, per essere riconosciute come donne in quanto tali e non solo per essere le mogli di qualcuno. In modo romanzato, vengono messe in mostra tutte le difficoltà che le donne hanno vissuto in quel momento storico: dal non poter decidere se lavorare o tenersi una famiglia, al dover accettare che il divorzio è concesso solo con la morte di uno dei due coniugi. Le ragazze lotteranno per avere le stesse opportunità degli uomini, trovando in alcuni di loro persone disposte ad aiutarle. Penso che puntate l’attenzione sulla condizione femminile di quel tempo, possa farci apprezzare i traguardi fatti, ma soprattutto possa anche farci pensare che abbiamo ancora molta strada da fare per arrivare ad avere la parità.

All’interno dello show verrà trattato anche il tema della libertà sessuale femminile. Infatti, si affronterà il percorso di un personaggio verso la sua accettazione personale e sessuale. In particolare, nella seconda stagione ci sarà un approfondimento riguardo le strutture psichiatriche di quel tempo. Penso che quella sia stata una parentesi molto profonda, ben costruita e realizzata riguardo l’arretratezza delle cure medico-psicologiche di quel tempo.

 

“Il triangolo no, non l’avevo considerato”

Come ogni serie che si rispetti, uno dei punti focali di “Las Chicas Del Cable” è il triangolo amoroso composto da Lidia, Francisco e Carlos.

Lidia e Francisco sono due anime gemelle separate dal fato, dall’imprevisto, che si rincontrano dopo 10 anni. In questo tempo sono cambiati, sono diventati diversi rispetto a prima, ma il loro amore continua a essere potente e preponderante come quando erano due ragazzini.

Carlos è il migliore amico di Francisco, ma (come volevasi dimostrare) si è innamorato anche lui di Lidia. Ecco, lui è la novità, è la persona che farà sentire di nuovo alla protagonista femminile la possibilità di avere una vita nuova, diversa da quella che sta vivendo. Carlos rappresenta il suo futuro, le possibilità che lei può avere; Francisco rappresenta il suo passato.

Per prendere una parte in questa battaglia io mi schiero dalla parte di #TeamCarlos. Ebbene sì, la ship potente è partita fin da subito, appena si sono scambiati il primo sguardo. Personalmente, vedo in Carlos la possibilità di Lidia di riscattarsi, di avere una vita nuova in quanto Lidia Aguilar e non nei panni della ragazzina che è salita sul treno per scappare da casa sua. Anche la protagonista lo dice: Francisco resterà sempre il primo grande more della sua vita, ma Carlos sarà il suo futuro. (Hip Hip Hurrà per me, ma non per molto tempo).

In queste quattro stagioni il cuore di Lidia è rimbalzato da un uomo all’altro, senza trovare una sosta ben precisa. Se all’inizio serviva per far capire alla donna da che parte stare, adesso mi sembra un po’ eccessivo. Continuare questo ping pong anche per la quarta stagione è stato come un volersi arrampicare sugli specchi. Si vede che gli scrittori vogliono continuare questo triangolo per tenere attenti i fan su entrambi gli schieramenti (#TeamCarlos o #TeamFrancisco) senza pensare però che ben presto potremmo stufarci.

Spero vivamente che nella quinta e nella sesta stagione si decida di concentrarsi di più sulle altre figure femminili, o anche su altri problemi e difficoltà che possono incorrere, risolvendo al più presto questo triangolo amoroso che sta facendo penare gran parte del fandom.

 

La quarta stagione

In ultimo, vorrei parlare un po’ dell’ultima stagione uscita il 9 agosto su Netflix.

Se non avete ancora visto le ultime puntate non leggete la fine di questo articolo, perché c’è alto rischio spoiler. Uomo avvisato mezzo salvato!

Beh, da dove iniziare… Riallacciandomi a quello che ho già un po’ detto sul triangolo Lidia-Carlos-Francisco, in questa stagione è stato trattato molto male. Nella prima metà l’eroe era Carlos: appoggiava la moglie in tutto, era sempre al suo fianco, accettava il fatto che per un anno non dormiva al suo fianco ma al capezzale di un altro uomo… Carlos è stato un uomo paziente e amorevole nei confronti di Lidia, fino a quando Francisco non si è svegliato dal coma. La paura di perdere la donna amata gli ha fatto fare cose sbagliate, lo ammetto, ma d’altronde lui non ha mai avuto la certezza dell’amore di lei. Non come invece l’ha avuto Francisco.

L’escamotage della perdita di memoria, dopo il risveglio dal coma, è una cosa vista e stravista e penso che affibbiarla a un personaggio importante, come Francisco, sia stata una scelta sbagliata. Un po’ perché così potevano mandare avanti il ping pong di Lidia, un po’ per rimembrare per l’ennesima volta la scena di loro due che scappano sul treno (l’hanno fatta vedere di più nelle ultime tre puntate della quarta stagione che in tutta la serie tv in generale).

Nella seconda metà degli otto episodi, la fiaccola dell’eroe passa nelle mani di Francisco. Carlos diventa il pazzo, colui che sbaglia pur di tenere Lidia vicino a sé, diventa il geloso, il possessivo… In tutto ciò, l’altro risplende di luce propria: aiuta le ragazze nei momenti di difficoltà e si mette in prima fila per farlo. E sempre in tutto ciò, ci si dimentica che prima di lui già lo faceva Carlos.

Il finale che vede la partenza di Lidia con Francisco non mi è piaciuto, è l’ennesima prova che questa cosa andrà avanti ancora per un bel po’. In tutto ciò, io sono fermamente convinta che lei debba scegliere Carlos, e porterò avanti questa causa fino alla fine.

(queste parole immaginatele dette da Carlos, così, tanto per farci un po’ di male e per soffrire)

La vicenda di Carlota e Oscar ha fatto da sfondo a tutta la stagione. Nelle prime puntate pensavo che questo tema sarebbe stato trattato in modo coerente con tutte le altre stagioni… Così non è (pienamente) stato. La scrittura è stata molto flebile in queste ultime puntate, lo spettatore era meno coinvolto, c’erano i colpi di scena ma non erano fatti a regola d’arte. Sembrava quasi che gli scrittori avessero fatto questa stagione per riempire il loro tempo libero. Infatti, ci sono dei vuoti narrativi, alcune cose che non si spiegano (come il fatto che Francisco non riuscisse a camminare con l’infermiera, ma non appena arriva Carmen eccolo sulle zampe pronto per tornare operativo).

La qualità è scesa in queste ultime puntate, rimanendo comunque su uno standard al di sopra della media. Il finale in tema “Prison Break” poi è stata la ciliegina sulla torta.

È arrivato il momento di parlare del vero finale di questa stagione: la morte di Ángeles. Penso che questo sia stato un fulmine a ciel sereno enorme, una bomba che nessuno aveva visto arrivare. In una serie in cui nessuno moriva, in cui le persone si svegliavano dal coma, in cui qualcuno poteva cadere da un cornicione e rimanere illeso e non abortire, o ancora in cui una persona poteva venire trafitta da un palo in pieno petto e riuscire a sopravvivere, ecco: qualcuno muore con un colpo di pistola. Personalmente non accetto questa scelta. Il percorso di Ángeles è stato uno dei più intensi: da moglie devota e fedele a donna solitaria capace di gestire un traffico illegale. Il suo personaggio era necessario all’interno dello show e non riesco a pensare come gli scrittori andranno avanti senza di lei. Lidia ce lo ha detto nell’ultima puntata: sarà sua figlia a riunire le “chicas”, ma non penso che questo sia abbastanza.

La quarta stagione si chiude quindi con l’avviso che nella prossima si vivrà a Guerra Civile e ci sarà la reunion delle nostre ragazze, che ora si sono divise per scappare dalla polizia. Ognuno di loro cerca la felicità a proprio modo:

  • Carlota e Oscar sono a Parigi, per vivere in modo incondizionato e senza pregiudizi il loro amore

  • Marga e Pablo hanno aperto un ufficio di contabilità gestito da loro

  • Lidia e Francisco sono salpati per l’America

  • Carlos è rimasto da solo a Madrid a piangersi addosso.

Diciamo che abbiamo abbastanza elementi per aspettare la prossima stagione di cui ancora non si sa nulla sulla data d’uscita, ma che aspettiamo con ansia per vedere gli sviluppi di queste meravigliose donne.

Scrivete nei commenti cosa ne pensate di questa serie, se siete d’accordo con quello che avete letto… ma soprattutto: fatemi sapere di che team siete! Che vinca il migliore (ovviamente intendo Carlos).

Nel dubbio, si beve buon vino e si guardano serie tv.

Iaiatv

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About Iaiatv 4 Articles
Sono Chiara, classe 1996, studio all’Università di Bologna, amo il vino e tutto ciò che riguarda il mondo dell’arte. La danza, la musica, il teatro, i film e le serie tv sono la mia passione. Guardo di tutto, non ho un genere preferito. Lo show che mi è entrato nel cuore per primo è “The Vampire Diaries”. Adoro scrivere, lo vedo come un modo per raccontare e rendere eterno qualcosa che altrimenti non avrebbe durata. Sono una persona critica, attenta, paziente, razionale. Se siete curiosi di sapere cosa ne penso delle serie tv e dei film che guardo, andate a leggere i miei articoli!

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