Recensione: La Porta Rossa 3a puntata

Vi dico solo che la terza puntata de “La Porta Rossa”, era talmente avvincente che i miei familiari che di solito snobbano i miei programmi televisivi preferiti, mi hanno fatto mettere in pausa la puntata e si sono fatti spiegare tutta la trama di questa Fiction per poter seguire le vicende delle poche immagini che avevano visto.

E anche io mi sono ricreduta, almeno in parte, sul giudizio che avevo dato alle prime puntate.

Rimangono ancora errori di montaggio, anche se la fotografia, con quella ricercatissima luce dell’alba nella maggior parte delle scene, è un tocco di classe che ho notato in poche fiction.

I clichè abbastanza rivisiti di questa puntata sono stati il modo con cui il barista approccia Vanessa e si propone come “maestro veggente” e tutta la questione della confraternita della Fenice. Sicuramente tutti i misteri si ricollegano a questa setta (secondo me, la morte di Piras compresa) però, quello che abbiamo scoperto attraverso gli occhi della giornalista poteva essere spiegato meglio e in maniera meno da film thriller low budget. Innanzitutto la scena dello spiegone è stata abbastanza irrealistica, inoltre tutta la scena in cui lei pedina Salvitti senza avvisare nessuno è ridicola. E’ ridicola perchè assomiglia a quelle scene horror in cui tu continui a ripetere “stupido protagonista, non aprire quella porta” e ti sembra di guardare una persona che non ha nessun tipo di istinto per la propria sicurezza. Andare di notte dentro un laboratorio segreto sapendo che dentro ci sono i cattivi con la macchina parcheggiata fuori? Ma salvati la posizione e rivacci in un altro momento, magari insieme a Paoletto che si è dimostrato disposto a credere in questa storia legata all’omicidio Brezigar. Un’altra scena abbastanza imbarazzante è quella in cui la giornalista ascolta i discorsi registrati dalla cimice e poi in una inquadratura successiva si vede un deficiente di giorno in macchina sbraitare senza problemi cose tipo “CERTO NESSUNO DEVE SAPERE DALLA CONFRATERNITA DELLA FENICE”, fra l’altro recitato malissimo. Ecco come creare una scena stile programmi per bambini. Trovo veramente pessimo ricorrere al dialogo per far capire allo spettatore qualsiasi cosa.

A parte queste due scene approvo tutto il resto.

Vanessa che impara a richiamare Cagliostro con la forza del pensiero, non so, mi ha abbastanza emozionato. In realtà tutto il percorso che Vanessa sta affrontando alla scoperta del regno dei morti è interessante. Jonas sicuramente riscoprirà  i suoi ricordi del periodo del coma, e forse insieme a Vanessa scopriranno chi è il fantasma che perseguita la madre di quest’ultima, come richiamare altri fantasmi e soprattutto cosa c’entra questa parte esoterica della storia con la confraternita della Fenice.

Ancora provi a buttarti?

Se servisse a qualche cosa… voglio solo proteggere mia figlia

Ancora sono convinta che le scene fra Cagliostro e Vanessa siano le migliori. Anche quelle fra Jonas e la sua vecchia fiamma non sono male, ormai abbiamo capito che anche loro serviranno a fare chiarezza per rimettere insieme i pezzi del Puzzle e spero che alla fine avranno un loro happy ending.

Piras e Anna

La scena del processo è stata la mia preferita della puntata. La deposizione di Anna è stata badass e commovente allo stesso momento!

Una volta scagionato Rambelli con delle prove palesemente false, cominciano colpi di scena riguardo il filone principale. Che il nuovo commissario abbia qualcosa da nascondere?

Sinceramente, su Piras io non credo proprio sia stato un suicidio, ma un omicidio architettato strategicamente. E’ stata un colpo di scena davvero inaspettato per me, che ha risvegliato molto interesse nella trama. Ciò invece che non mi spiego è la reazione di Anna alla notizia. Perchè è scappata? Solo per evitare di andare in questura sapendo che in questo modo avrebbe aggravato la sua posizione? Perchè ha buttato il cellulare in mare? Che ci sia altro?

 

Ragazzi, staremo a vedere. Intanto fatemi sapere cosa ne pensate.

Qui Sara Scrive, passo e chiudo!

 

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About Sara 323 Articles
Sara. Roma. 7 sorelle. Fangirl a tempo pieno. La leggenda narra che io sappia disegnare oltre che essere pazza per i Jonas Brothers.

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