Recensione: GOT 8X5 – Spoiler

DRACARYS!

     L’ultimo desiderio di Missandei è stato esaudito.

     La recensione di Game of Thrones 8×5 con tantissimi

   SPOILER

C’è molta carne al fuoco nel penultimo episodio di Game of Thrones: mentre la tragedia incombe sui sopravvissuti, metà del cast ci saluta tra le fiamme.
Finalmente una battaglia spettacolare e (quasi) ben fatta. Il montaggio dei singoli combattimenti continua ad essere appena decente, l’ottima computer grafica la fa da padrone, ma a noi poco importa perché siamo qua per veder scorrere il sangue.
Quello di Cersei, soprattutto, ma anche di Jaime se proprio ci tocca; quello giallo pus che alimenta il cuore ipertrofico della Montagna (ebbene sì, il Clegane Bowl è finalmente una realtà); quello sifilitico di Maestro Qyburn (te possino); quello da attore cane di Euron Greyjoy; quello di Varys, purtroppo; quello del Mastino (vabbè, se ne va alla grandissima); quello della Compagnia Dorata, che più che dorata è ormai flambè; quello dei migliaia di civili sacrificati all’ira funesta della Madre dei Draghi.
Drogon fa piovere morte su Approdo del Re.
I temuti “scorpioni” servono giusto a confezionare squisiti spiedini di Lannister.
I Dothraki impazzano per le strade: che soddisfazione vederli in azione alla luce del sole.
L’esercito del Nord invade la capitale guidato da Jon Snow/Aegon Targaryen; al suo fianco sir Davos e Verme Grigio.
Al grido di “rompiamo il culo a Cersei”, si ammazza chiunque.
Aspetta: come chiunque?
Danerys non era la liberatrice, la spezzacatene, addirittura Mysha, la madre di tuttti?
Già: era.
A molti non piacerà la svolta (abbastanza repentina ma non inaspettata) nella caratterizzazione del personaggio, ma tant’è, il danno e fatto.
La nostra amata Dany è ormai una cagna rabbiosa che qualcuno, probabilmente Arya, dovrà mettere definitivamente a cuccia.
Se invece di scriverle dovessi pronunciare queste stesse parole mi ci strozzerei. Per inciso io sono uno di quelli che la succitata svolta non l’hanno gradita manco per il cazzo, ma in qualche modo GoT doveva aver termine: finisca dunque in lacrime e carneficina, sempreché il pathos si mantenga su tali epici livelli.
Jon Snow, che vive la mattanza street level, anziché a dorso di drago nell’alto dei cieli, tenta invano di arrestare la brutalizzazione dei comuni cittadini; Verme Grigio, per contro, non risparmia nessuno: la sua furia rispecchia quella di Danerys. Peccato che l’unica a non fare i conti in punta di lancia con le conseguenze dirette delle proprie azioni, sia proprio  Cersei, cui viene riservata una fine troppo clemente tra le braccia di Jaime.
Di ben altra caratura la risoluzione del duello tra il Mastino e la Montagna. Il Clegane cattivo tenta la mossa del giaguaro (che gli è valsa la vittoria postuma su Oberyn Martell) ai danni del Clegane meno cattivo, ma anche ‘cecato, Sandor lo investe con una clamorosa “spear”. I due sfondano un muro e precipitano da un’altezza vertiginosa nel rogo sottostante: what a way to go!
Cosa ci aspetta la settimana prossima?
Ancora morte, ovviamente.
Sapete cosa?
Non vedo l’ora.

Se ti piacciono i nostri articoli e vuoi restare aggiornato sul mondo dello spettacolo, recensioni, news, interviste e altro ancora non dimenticare di seguirci su:
Condividi su

1 Commento

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.