Recensione: C’era una volta studio uno

Ciao a tutti e a tutte! “C’era una volta studio uno” è una miniserie televisiva italiana composta da due puntate e prodotta da Lux Vide e Rai Fiction. Sapevo dell’esistenza di questa miniserie ma non avevo mai avuto occasione di vederla fino a quando, per puro caso, una sera girando tra i canali l’ho “scoperta”. La fiction racconta della nascita di “Studio Uno” e intreccia con questa trama anche una trama più rosa che rende il tutto più coinvolgente.

Cos’era Studio Uno?

Vorrei iniziare questo articolo con un breve focus sul fulcro della miniserie: Studio Uno. Studio Uno è stato un varietà trasmesso su Programma Nazionale -l’attuale Rai1- dal 1961 al 1966. Il programma, scritto da Antonio Falqui e Guido Sacerdote, venne prodotto dalla Rai ed entrò da subito nel cuore del pubblico riscuotendo, dunque, un grande successo. Studio Uno prendeva il nome dallo studio televisivo nel quale veniva registrato che era ubicato in via Teulada a Roma; negli anni successivi il nome è stato mantenuto sebbene gli studi fossero stati spostati al Teatro delle Vittorie, sempre a Roma. Questo varietà fece da trampolino di lancio per numerosi artisti -cantanti, ballerini e attori…- e consolidò la già affermata popolarità di altri; la vera rivelazione del programma fu però Mina, la celebre cantante che venne ingaggiata quale conduttrice.

Mina

Commento

La miniserie è davvero bella perché permette di vedere da vicino ciò che accadeva in Rai in quegli anni; a me è piaciuta molto perché sono affascinata dai dietro le quinte e, sebbene questa fosse solo una fiction, mi ha comunque permesso di immaginare un po’ com’era lavorare in Rai a quei tempi. Ho apprezzato anche la trama rosa che, sebbene sia quasi sempre presente nelle fiction “made in Rai”, non era mai pesante: si capiva che il focus principale voleva essere proprio su “Studio Uno”. Oltre a “Studio Uno”, le luci sono puntate anche su tre ragazze (Rita, Elena e Giulia) e sui loro sogni: questo è un altro punto di forza della miniserie perché tutte e tre hanno chiaro in mente dove vogliono arrivare e sanno anche che dovranno faticare, impegnarsi e lottare sempre per giungere al traguardo.

Per quanto riguarda gli attori, la miniserie è una “sfilata” di volti noti al pubblico del piccolo schermo, a partire dalle tre protagoniste: Giusy Buscemi, Alessandra Mastronardi e Diana Del Bufalo. Quest’ultima , oltre alle parti recitate, porta in scena anche le sue doti canore che sono indubbiamente la parte migliore della sua performance -per chi non lo sapesse ricordo che Diana ha partecipato ad “Amici di Maria de Filippi” nel 2010 proprio come cantante-. Per quanto riguarda la Mastronardi, la sua prestazione è buona e, secondo me, è anche convincente perché riesce a tenere viva l’attenzione nonostante i tantissimi sorrisi che fanno parte del suo modo di stare in scena e che, al contempo, la rendono vera. Anche Giusy Buscemi caratterizza bene il suo personaggio che è decisamente arrivista.

Giusy Buscemi, Alessandra Mastronardi e Diana Del Bufalo

La migliore coppia della miniserie è, per me, quella composta da Rita (alias Diana Del Bufalo) e Renato (alias Gianmarco Saurino), già vista anche in “Che Dio ci aiuti 4” dove interpretavano rispettivamente Monica e Nico. Li ho trovati una coppia vincente in entrambe le serie sia per la complementarietà dei loro personaggi sia per la complementarietà dei due attori che sono molto carini da vedere in scena assieme perché, secondo me, si nota che lavorano in sinergia.

Gianmarco Saurino e Diana Del Bufalo

L’avete vista? Cosa ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti!
Ilaria

Se ti piacciono i nostri articoli e vuoi restare aggiornato sul mondo dello spettacolo, recensioni, news, interviste e altro ancora non dimenticare di seguirci su:
Condividi su
Ilaria
About Ilaria 43 Articles
Sono una studentessa universitaria appassionata di teatro e di recitazione in generale ma anche di tennis.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.