Recensione: Bodyguard

Bodyguard è una serie televisiva britannica creata da Jed Mercurio e diretta da Thomas Vincent insieme a John Strickland. La serie è stata trasmessa, al di fuori del Regno Unito, su Netflix nel 2018.

Titolo: Bodyguard

Regista: Thomas Vincent, John Strickland

Anno: 2018

Genere:  Thriller politico, Film drammatico

Trama:

La serie ruota attorno al personaggio immaginario David Budd, un sergente di polizia e un eroico veterano dell’esercito britannico sofferente di disturbo da stress post-traumatico, che ora lavora come agente nel comando di protezione del Metropolitan Police Service di Londra. È incaricato di proteggere l’ambizioso Segretario di Stato Julia Montague, la cui politica rappresenta tutto ciò che disprezza (guerra, violenza…)

Mio commento

Parallelamente alla Brexit e tutti i movimenti sovranisti e xenofobi, Bodyguard mi sembra lo specchio della società inglese attuale (non tanto diversa dal clima che si respira in Italia) e per il modo con cui affronta cinicamente gli avvenimenti, ha avuto un forte impatto su di me come spettatrice, ma penso anche per gli altri, dal momento che ha suscitato numerose polemiche.

Non essendo una fan del genere – per gusti personali – mi rendo conto che le mie impressioni di stupore e coinvolgimento possono essere state accentuate dalla mia poca familiarità con i thriller politici. Se devo essere sincera, non so per quale motivo, prima di Bodyguard, ho sempre pensato che questo tipo di serie tv/film mi stesse sulle scatole perchè propone spesso scenari più irrealistici di un fantasy, senza però la giustificazione di poter essere completamente campato per aria. Per spiegarmi meglio, non dico che non esistano buoni thriller politici, ma la maggior parte di essi è basata su cose assurde, che mi hanno fatto abbandonare il genere (per farvi un esempio pensate ad attacco al potere oppure hunter killer -wow Gerard Butler sembra un fan delle delle cose assurde -. Quante volte vedendo questa roba ci siamo chiesti: ma davvero il presidente farebbe questo? Ma ti pare che qui? Ma ti pare che la?).

Invece dopo le polemiche ma anche i numerosi elogi, spinta da curiosità ho iniziato a guardare questa serie.

Parto col dire che oltre la buona sceneggiatura, coerente nonostante tutti i colpi di scena, Boodyguard gioca sicuramente con il suo titolo (che rimanda alla storia romantica fra Whitney Houson e Kevin Costner ne “La guardia del corpo”), proponendo una versione più dark ed erotica del film omonimo.

Rispetto a molti prodotti thriller politici che ho criticato poco fa, Bodyguard è sicuramente è credibile, realistica e girata con attenzione e abilità. Mi è sembrato di essere in un labirinto per tutto il tempo, come se la serie fosse una matriosca stile Inception, solo che alla fine tutti i pezzi del puzzle tornano al loro posto.

Non manca l’adrenalina che ti tiene incollato allo schermo per sapere “Come andrà a finire?”, una cosa molto rara visto che ricordo che il tutto non deraglia mai dai binari di uno scenario realistico.

Oltre alla buona regia, anche il cast ha fatto un lavoro importante, ovviamente Richard Madden, il primo fra tutti. Credo che sia stato soprattutto merito suo e della sua interpretazione se ho provato tutte quelle emozioni di ansia, stress, inquietudine che mi hanno fatto entrare totalmente nella storia e nel mood che descriveva. Questo secondo me è anche il modo migliore per mandare un chiaro messaggio agli spettatori e avvertirli che quello che hanno visto in Bodyguard, potrebbe non tanto essere lontano dalla realtà.

Voi, cosa ne pensate?

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About Sara 330 Articles
Sara. Roma. 7 sorelle. Fangirl a tempo pieno. La leggenda narra che io sappia disegnare oltre che essere pazza per i Jonas Brothers.

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